VIDEO – CALAIO’: “DOPO IL GOL MI HANNO SOMMERSO, NON RESPIRAVO PIÙ… È UN PARMA MATURO: DOBBIAMO ACCELERARE”

È il personaggio della settimana, dopo quel gol in rovesciata che ha regalato al Parma l’incredibile vittoria in rimonta sul Pordenone. Emanuele Calaiò ha messo in campo per l’ennesima volta l’ignoranza, come la chiama lui, di rincorrere gli avversari ed essere utile alla squadra, e poi la classe con quel colpo al 92′.

Ecco il video e la trascrizione delle sue parole:

Sono numeri importanti, finchè la squadra vince sono numeri importanti. Forse per i tifosi ed anche per noi qualche sofferenza in meno e fare gol prima è meglio, ma quando vinci così partite come queste è bello. Significa che la squadra ha carattere, ha cuore, ha tutto. Si pensava fino alla fine di pareggiarla, ma addirittura di vincerla è difficile. Sinceramente dopo il furto di Venezia pareggiare o perdere una partita come quella che abbiamo fatto nel secondo tempo sarebbe stato brutto. Figlio di una grande preparazione, grande carattere, voglia di vincere e l’atteggiamento. Siamo strafelici perchè questa vittoria ci dà morale per il resto del campionato. Se è il crocevia della stagione? Si, una partita vinta così ti può dare quella spinta in più, ma ci sono tante partite ancora, è presto per dirlo. C’è da dire che in questo girone di ritorno dobbiamo fare più punti dell’andata, e dobbiamo accelerare, ti puoi permettere di sbagliare al massimo una o due partite. Alla fine sembra tanto, ma il tempo passa, bisogna accelerare. Soprattutto ora che stiamo bene a livello mentale dobbiamo continuare. Cos’ho pensato prima della rovesciata? Quella palla l’ho annusata, l’ho sognata in quel momento. Sembrava quasi quando da piccolo vedevi un pallone in casa ed esci fuori di testa… In quel momento sapendo che alla fine è un colpo che ho nel mio repertorio, una palla che mi cadeva così non mi sembrava vero. La bravura è stata quella di avere la lucidità di farla. Poi io sono sempre un po’ pazzo, mi piacciono le cose difficili. Non ci ho pensato due volte, poi non so se qualcuno dall’alto ha voluto questa vittoria perchè per quello che abbiamo fatto a Venezia domenica prima era impossibile non portarla a casa. Il Mister è stato bravissimo nel gestire e a migliorare le lacune in campo ed anche mentali. Quand’è arrivato qui ci ha subito detto che non eravamo una squadra serena, ma io l’avevo detto ad inizio stagione, quando dicevo che se non ci calavamo nella categoria sarebbe stata dura. Le partite in questo momento si stanno vincendo perchè pareggi a livello caratteriale d’atteggiamento le caratteristiche degli avversari: così facendo si vede la nostra qualità. Se giochi solo con il fioretto non vinci. È un campionato difficile dove l’Ancona fino all’ultimo momento pareggiava a Venezia. È difficile con tutte. Se siamo continui con l’atteggiamento ci toglieremo delle soddisfazioni. Penso che questa squadra ora abbia una maturità importante. Io parlo spesso di ignoranza, ma se tu vedi Calaiò che pressa gli avversari, Lucarelli che carica la squadra, Munari che rincorre gli avversari, giocatori arrivati da poco che si calano nella categoria, questo è positivo. Fortunatamente noi abbiamo un gruppo straordinario, il Mister è stato bravo in questo. Non è facile avere sei-sette undicesimi nuovi. Siamo stati bravi noi vecchi ad inserire i nuovi, e loro sono stati bravi a capire la mentalità di questa squadra. Il tempo stringe e bisogna accelerare, e loro l’hanno capito subito. Noi giochiamo sempre per vincere. È chiaro che se l’arbitro ti dà 5 minuti di recupero e all’88’ fai il 2-2 in 5′ si perdono Champion’s League e Mondiali, non puoi non provarci. Con gente strutturata come Munari, Scaglia, negli ultimi minuti può succedere di tutto. Il mio voler andare a prendere la palla è figlio di una squadra che ha cuore, che ha carattere. Io non so se quattro cinque mesi fa queste partite le vincevi, ma mentalmente siamo cambiati tutti, e ci siamo calati in questa realtà. Siamo consci che è un girone tosto, siamo quattro-cinque squadre che ce la giochiamo, il Venezia è la squadra da battere, in questo momento sono loro primi. Hanno vinto di nuovo all’88’, e sono una squadra di carattere. Il Mister dice che per lui non è facile lasciar fuori dei giocatori, alcuni giocavano titolari ed hanno dato tanto a questa squadra. Non è facile stare fuori facendo bene, allenandosi bene. C’è anche da dire che il Parma ha una rosa ampia, sono arrivati giocatori importanti, e la forza di questa squadra dev’essere il gruppo, e tutti devono mettere in difficoltà il Mister. D’Aversa non guarda in faccia a nessuno, se un giocatore non si allena bene o è in difficoltà lo toglie. Bisogna rimanere sempre sul pezzo. Mazzocchi la fascia destra l’ha asfaltata, Nunzella è entrato propositivo: sono ragazzi intelligenti che hanno messo il piglio giusto. Io potevo firmare in B, ma ho sempre scelto i progetti. Volevo fare questo triennale a Parma, e ho pensato che avrei potuto chiudere la mia carriera qui. È una società importante, gloriosa, non potevo chiedere di meglio. La mia felicità non deriva dal gol in rovesciata, dall’essere l’idolo della settimana. Io l’ho sempre detto. Il gol conta relativamente: se la squadra vince 2-0 con una doppietta di Frattali sono contento. A 34 anni non devo dimostrare niente a nessuno. Cerco di portare la mia voglia e la mia esperienza per vincere i campionati. Vado in campo per divertirmi e senza pressione. Sono contento di aver dato una gioia a tutti, vogliamo crederci ancora, fino alla fine. Se pareggiavamo o perdevamo 6 o 7 punti inizia a pesare. Dopo il gol cos’ho provato? Ho passato uno dei momenti peggiori della mia carriera. Mi hanno tutti sommerso e non respiravo più. È stata una gioia immensa vedere Frattali che arriva dalla porta, il Mister, lo staff, i giocatori della panchina che fanno capire lo spirito di gruppo. Questi sono i ricordi più belli del giocatore, e sono i momenti che ci devono portare fino alla fine. Vedere queste immagini ci devono far capire che vincere è bello, è la medicina della settimana che te la fa affrontare nel modo giusto. La pillola della vittoria è tutta un’altra cosa. C’è uno spirito diverso: se la squadra è questa e l’atteggiamento è questo ce la giochiamo con tutti. Il sogno di tutti è quello di fare una mega festa a fine anno. È una gioia che vogliamo dare a questa società e a questi tifosi che sono straordinari”.

La maglia di Emanuele Calaiò, indossata durante Parma-Pordenone, sarà esposta nel Museo del Parma nei prossimi giorni: “Per me è un onore, mi porterò dentro per tutta la vita quest’emozione”.