VENEZIA-PARMA 2-2 – CROCIATI DAL PARADISO DI NUOVO AL PURGATORIO

Ci si aspettava una partita tesa, nervosa, in cui in palio c’era molto e in cui nessuno voleva concedere un centimetro all’avversaria, e così è stato. Venezia e Parma si dividono la posta ed anche i 90′ di gara. Primo tempo in cui Lucarelli e compagni hanno messo in pratica alla perfezione i dettami tattici di D’Aversa, che aveva trovato il modo di contenere e poi colpire il Venezia. È stata infatti la squadra di Inzaghi spesso a fare gioco di fronte ad un Parma che in fase difensiva allargava Scavone e retrocedeva Nocciolini passando ad un 4-4-2, ma che non appena prendeva palla faceva partire (spesso dai piedi di uno Scozzarella di un’altra categoria) contropiedi insidiosissimi con le tre punte, Calaiò, Nocciolini e Baraye, pronte a pungere. Entrambe le reti del Parma sono arrivate in questo modo: al 15′ Nocciolini dalla destra crossa sul secondo palo e trova Baraye pronto di testa ad insaccare, e tre minuti più tardi è lo stesso Nocciolini ad entrare in area da destra, rientrare sul mancino e con un tiro a giro superare Facchin a fil di palo. Il Venezia dopo i due schiaffi ricevuti fatica a reagire, anche perchè i crociati sono ben messi in campo e soffrono in una sola occasione quando Frattali deve impegnarsi in un’ottima parata aiutandosi anche con la traversa. Un primo tempo che sarebbe stato quasi perfetto se non fosse per il doppio giallo di Canini: il difensore bresciano si vede sventolare il secondo cartellino in faccia dall’arbitro Guccini dopo un contatto a centrocampo, ed è costretto a lasciare i compagni in dieci uomini.

Il secondo tempo si apre con una dichiarazione di intenti da parte dei due allenatori: D’Aversa è costretto ad inserire Saporetti al posto di Baraye per rimpolpare la difesa, mentre Inzaghi inserisce Marsura che già all’andata fece diventare matti i crociati sulla propria fascia. Il Venezia trova il gol quasi subito con Moreo, che al 4′ insacca di testa. Una rete che spinge D’Aversa a chiudersi ulteriormente inserendo Benassi al posto di Nocciolini, con i crociati che si schierano di fatto con un 5-3-1. La seconda frazione è un monologo del Venezia che attacca da tutte le parti, trovando il Parma pronto, anche se un po’ in affanno, a ribattere e liberare l’area senza però riuscire ad imbastire una sola azione di gioco. Troppo solo Calaiò lì davanti, poco supportato dai compagni che nel frattempo stavano provando a sigillare la propria area. Un attacco al forte, quello dei lagunari, che riesce allo scadere quando un cross dalla destra finisce sulla mano di Lucarelli che salta scomposto probabilmente impallato da un giocatore davanti a lui. L’arbitro non ha dubbi e decreta il penalty, trasformato da Geijo con Frattali che non ha potuto fare altro che intuire la direzione senza però riuscire nel miracolo. La partita si conclude in quel momento, perchè durante i 3′ di recupero non succede niente di rilevante. Una gara che lascia l’amaro in bocca, anche se oggi era importante non perdere. Assaporare una vittoria del genere e poi vedersi recuperare lascia comunque una sensazione che rende difficile capire se il bicchiere oggi sia mezzo pieno o mezzo vuoto. I punti dal Venezia restano comunque tre, ed il campionato è lungo: il punto di oggi, con il senno di poi, potrà rivelarsi prezioso in futuro.