UN RAGAZZO FERITO DALL’AGGRESSIONE DI ALCUNI ULTRAS VENEZIANI: “ECCO COS’È SUCCESSO”

Mentre il Parma per certi versi può pensare se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto dopo il pareggio di ieri contro il Venezia, di sicuro per alcuni tifosi crociati il bicchiere è pieno di amarezza. Alcuni supporters crociati, infatti, hanno subito delle vili aggressioni per le calli della città lagunare, riportando anche diverse ferite. Uno di loro, al nostro microfono, ci ha raccontato come si sono svolti i fatti.

Ecco il suo racconto:

“Siamo un gruppo di amici che hanno pensato di fare una visita tutti assieme a Venezia, visto che c’era la partita, e di anticipare il nostro arrivo per visitare la città lagunare. Per questo siamo partiti all’alba e siamo arrivati alle 9:30. Non facciamo parte di nessun gruppo organizzato, siamo dei “tranquilloni”, per così dire. Non avevamo con noi nè sciarpe nè bandiere, tra l’altro eravamo un gruppo di otto persone di età diverse, c’era anche un signore di 70 anni. Alle 11 circa ci trovavamo in Strada Nova, nei pressi di un McDonald. Uno dei nostri amici doveva andare in bagno ed è entrato mentre noi lo stavamo aspettando fuori. In quel momento dal fondo della via abbiamo visto arrivare una sorta di squadrone assembrato quasi militarmente. Erano diverse decine di persone con le sciarpe del Venezia, alcuni di loro guidavano il gruppo e avevano in mano delle spranghe molto pesanti. Praticamente erano disposti in modo da coprire tutta la via, da un muro all’altro.

Il signore di 70 anni che era con noi era rimasto indietro di qualche metro, e non si era accorto di nulla. L’abbiamo chiamato a voce alta chiedendogli di venire verso di noi, ed è in quel momento in cui forse hanno sentito che avevamo un accento parmigiano. Si sono allora fermati davanti a noi e ci hanno accerchiato avvicinandosi ad un altro nostro amico che era qualche metro più in là. Quello che sembrava il loro leader si è avvicinato, gli ha sorriso, ha allargato le braccia in modo quasi fraterno per abbracciarlo e gli ha chiesto se fosse di Parma. Lui allora non ha “alzato la guardia” e si è limitato a rispondere in maniera affermativa. Il possibile abbraccio però si è trasformato in un pugno diretto fortissimo e un calcio. Quando ho visto questa scena mi sono subito buttato in mezzo per difenderlo, ma ad un certo punto ho sentito un colpo fortissimo al volto e non ho più visto nulla. Mi avevano colpito da dietro con una spranga di ferro all’occhio. Poi sono subito scappati tutti.

Sono arrivati alcuni militari poco dopo, ed hanno chiamato i soccorsi. Mi hanno portato sul “battello ambulanza” dove all’ interno ho trovato un altro ragazzo di Parma che aveva un buco di dieci centimetri in testa. Mi ha raccontato che stava camminando per la città e ad un certo punto ha sentito un colpo fortissimo ed è svenuto. Era stato colpito anche lui da dietro e mentre si trovava privo di sensi gli è stata rubata la sciarpa gialloblu che aveva al collo. Una volta arrivati in ospedale, mentre attendavamo per la nostra visita, è arrivato un altro uomo di Parma. Anche lui era stato colpito da dietro con una bastonata al volto, ed aveva il naso completamente rotto. Al Pronto Soccorso sono stati gentilissimi e ci hanno prestato tutte le cure del caso. Ci hanno detto che si tratta di un gruppo che spesso si rende protagonista di atti del genere. Io però mi chiedo come sia possibile che personaggi di dubbia fama e già noti alle Forze dell’Ordine possano girare per la città con bastoni e spranghe in piena mattina. Sembrava una sorta di plotone d’esecuzione. I leader camminavano davanti a tutti, gli altri erano schierati. Erano addestrati ed allenati per picchiare, sembravano quasi militarizzati. Io ho difeso un amico e lo rifarei altre cento volte. Ma se invece di un ragazzo di 90kg come me colpivano qualcun’altro? Tra l’altro si sono messi anche a creare scompiglio agitando le sedie in mezzo alle persone. La via era piena di turisti e di bambini, e non riesco a non pensare a cosa sarebbe potuto succedere. Come ieri non potevo smettere di pensare al fatto che potevo tornare da mio figlio, che ha quattro mesi, senza un occhio”.

“Siamo partiti in compagnia per fare un giro turistico, volevamo passare una giornata tutti assieme e questa giornata è finita male. Oltre al mio occhio c’è un naso spaccato ed una testa rotta. Non c’è una logica dietro a queste cose, c’è della frustrazione di questi soggetti: nessuno sano di mente farebbe una cosa del genere. Siamo stati tutti colpiti a tradimento, da dietro, con delle spranghe di ferro. Sono dei delinquenti, non esiste un’altra parola per descriverli. Abbiamo visto le telecamere a circuito chiuso nella via e saputo che esiste un video, tra cui anche quella del McDonald di fronte a dove ci trovavamo. Abbiamo saputo che si vedono nitidamente i soggetti in questione, si vedono i loro volti, e si vedrebbe perfettamente l’aggressione. Tra l’altro da quello che ci è stato detto si vedrebbe il loro leader camminare in testa al gruppo con in mano una di queste spranghe pesanti e indosso una sciarpa del Parma rubata al ragazzo colpito alla testa esibita come “trofeo di battaglia” . Questi sono delinquenti che picchiano gente normalissima, turisti, cittadini. Le immagini, almeno secondo quanto ci è stato detto, ci sono. Ora sollecito che chi di dovere prenda i provvedimenti del caso. Alla fine comunque resta, più che le ferite, un profondo amaro in bocca per la condizione umana“.

A Venezia non è la prima volta che si sente parlare di situazioni come queste. Non è difficile trovare nelle cronache locali notizie di aggressioni con martelli, tubi idraulici e aste metalliche, che per assurdo sono successe per una faida interna al tifo arancioneroverde. Ora i video delle telecamere a circuito chiuso sono al vaglio di chi dovrà indagare sull’accaduto.