UN PAREGGIO DAI DUE VOLTI ED UN BOCCONE AMARO DA MANDARE GIÙ IN FRETTA: PRIMA IL MERCATO, POI TESTA AL PORDENONE – IL PUNTO DI PFZ.IT

Sono passate ormai diverse ore dal triplice fischio finale dell’arbitro Guccini di Albano Laziale. Le sensazioni per certi versi continuano ad essere contrastanti, anche se più si raffreddano gli animi e più diventa meno annebbiata la vista circa l’andamento di una partita dai due volti. Nel primo tempo il Parma ha giocato almeno 30 minuti di grande calcio. Intelligente a chiudere gli spazi in difesa, rapido e chirurgico nelle ripartenze. L’espulsione di Canini (primo fallo – assolutamente inutile ed innecessario – da cartellino “arancione scuro”, ma secondo fallo praticamente inesistente) ha scombinato tutti i piani di D’Aversa, che aveva in campo Nocciolini e Baraye al rientro dai rispettivi infortuni, come del resto Lucarelli, e poche alternative in panchina. Il cambio di Saporetti per il senegalese era obbligato, poi forse il gol subito dopo 4′ ha spinto il tecnico a coprirsi ulteriormente passando ad un 5-3-1 che permetteva maggiore copertura sulle fasce. I crociati però da quel momento hanno di fatto smesso quasi dichiaratamente di giocare, arretrando il baricentro fino alla propria area e mantenendo un possesso palla ai minimi termini. È anche vero che c’è voluto un rigore per permettere al Venezia di superare una squadra che si stava difendendo con tutte le energie (e nel secondo tempo non erano infinite, anzi) che aveva in corpo, però resta quella sensazione di essersi “arresi” dal punto di vista della manovra forse troppo presto, nonostante il peso dell’uomo in meno. Non va però dimenticato che erano diversi i giocatori acciaccati, quindi è difficile dall’esterno giudicare i cambi e le tempistiche.

Un aspetto importante della gara di ieri è il fattore psicologico. Partite come queste sono difficili da analizzare “a caldo”, perchè è chiaro che se fino all’87’ sei primo in classifica battendo la capolista a domicilio subire un gol su rigore dopo aver retto l’urto con le buone o con le cattive rende molto più amaro il boccone da digerire. Dall’altro punto di vista però i crociati fino all’espulsione sono sembrati più organizzati e decisi dei padroni di casa, che nel secondo tempo hanno però messo in mostra una caparbietà ammirevole. L’andamento della gara, per quanto è possibile, non deve influenzare il giudizio complessivo. Basti pensare alla sfida vinta con il Pordenone all’andata: il primo tempo dei crociati è stato praticamente inesistente, ed è vero che per ribaltare la sfida sono bastati 30 minuti del secondo tempo di fronte ad un avversario che è crollato di colpo, ma il Parma di ieri ha dato segnali di forza non indifferenti almeno fino all’espulsione. Perchè il paragone con la vittoria di Pordenone? Beh, perchè quando la rimonta la porti a termine te è più facile vedere il bicchiere mezzo pieno e dimenticarsi di una prima frazione segnata da lacune ed errori, mentre quando la rimonta la subisci è inevitabile pensare in negativo. Alla vigilia si diceva che l’importante era non perdere: alla fine i crociati portano a casa un punto ed ora, a proposito di Pordenone, si devono subito mettere alle spalle la sfida di ieri e concentrarsi sulla squadra di Tedino, prossima avversaria che sbarcherà al Tardini domenica prossima. Va dimenticato anche l’arbitraggio che, a parte alcuni errori evidenti ed alcuni episodi dubbi (la trattenuta su Scavone nel primo tempo ed un intervento in scivolata di Lucarelli nell’area crociata), è stato caratterizzato da un metro di giudizio assolutamente incoerente e senza capo nè coda. Inutile però recriminare: ora non servirebbe davvero a nulla.

Il Parma, oltre a puntare il proprio mirino verso la sfida contro il Pordenone, osserva con attenzione quello che succederà in questi ultimi due giorni di mercato. Evacuo oggi firmerà con l’Alessandria (ufficialità in arrivo o in giornata o al massimo domani). Guazzo è vicino al Mantova mentre ancora non si conosce il destino di Miglietta e Benassi. Anche il difensore viareggino infatti potrebbe partire, oltre al centrocampista che però non ha troppe offerte concrete da valutare. Il Parma con la partenza di Evacuo è di nuovo “in pari” con gli over da inserire in lista. In questi due giorni dovrà dunque portare a termine un numero di cessioni pari agli eventuali acquisti. La sensazione è che il mercato porterà in dote due o tre acquisti. Chi arriverà? Fino all’ultimo Faggiano cercherà di convincere il Latina a cedere Scaglia, anche se ora come ora l’esterno più vicino ad un approdo in terra ducale sembra essere Galano, che sabato è rimasto in panchina nella sfida contro la Spal. Con il giocatore ci sarebbe già un accordo di massima, ed il Vicenza sembra tutt’altro che restio a negoziare l’affare. In difesa si continueranno a sondare gli spiragli per Blanchard, altrimenti si cercherà di chiudere per Schiavi o per una delle altre alternative sul taccuino di Faggiano. Tra gli altri sarebbe stato fatto un sondaggio anche per Riccardo Gagliolo del Carpi. L’italo-svedese, classe ’90, può giocare sia come terzino sinistro sia come centrale di difesa. In attacco inutile dire che il sogno si chiama Donnarumma: una trattativa difficile, o forse impossibile. I diretti interessati parlano di trattativa arenata e di distanze incolmabili, ma siamo convinti che fino alla fine il Parma proverà a chiudere il colpo. Al di là dei nomi, iniziano due giorni di mercato davvero intensi e che con ogni probabilità saranno caratterizzati da imprevedibili e continui cambi di rotta. Non ci resta che attendere e vedere alle 23:00 del 31 gennaio quale sarà la squadra che, definitivamente, proverà l’assalto alla promozione in B durante questo finale di stagione.