UN ANNUNCIO, E UNA SOLA PAROLA: GRAZIE

Un grande giornalista, una volta, mi disse: “mi raccomando, nelle prime righe di ogni articolo dev’essere chiara qual è la notizia”. Citando le sue parole, di fatto, starei già trasgredendo il suo basilare consiglio. Rimedio subito, con il cuore in mano: martedì 28 febbraio, alle 23:59, ParmaFanzine.it chiuderà i battenti.

Nella vita di ognuno di noi ci sono diverse priorità. Due di queste, senza dubbio, sono la propria professione e la propria passione. A volte possono coincidere, e per qualche anno è stato esattamente il mio caso. Non si è trattata però di una casualità: è stata una cosa voluta. Sudata. Cercata fin da quando, un giorno, ho deciso dalla Spagna di provare a dar vita a un’idea che avevo in mente da tempo. I dubbi erano tantissimi, ma inizialmente fu quasi un gioco. Poi la decisione: proviamoci, fino in fondo. Dopo sei anni vissuti in Spagna, trasferirsi a Parma di fatto senza alcuna certezza sembrava quasi una follia. Anzi, per certi versi lo è stata, ma in quel caso sono stati la passione e l’amore verso una squadra a fare la differenza. Se per tutta la vita da Vicenza ero riuscito a macinare km con ogni mezzo di trasporto utile per poter essere al Tardini, per la prima volta potevo davvero vivere a fianco della società crociata, giorno dopo giorno. Credetemi: è stato un sogno talmente bello che non lo saprei nemmeno descrivere.

Sono tanti, tantissimi i tifosi da fuori Parma. Lo sono stato anch’io, per quasi tutta la mia vita. Conosco perfettamente cosa voglia dire. Forse anche per questo, ribadisco, è stato davvero un sogno. È stata invece una sfida provare (al lettore giudicare se io ci sia riuscito o meno) a diventare un riferimento fisso per loro, come per tutti i tifosi che vivono nel territorio ducale. Avendo provato sulla mia pelle cosa volesse dire aprire i quotidiani nazionali e trovare al massimo due righe sulle avventure dei crociati, o guardare per ore la domenica sportiva per un misero servizio e due chiacchiere di contesto, ho pensato fin dall’inizio a un contenitore completo, ricco di particolari, aneddoti, approfondimenti. Un sito che potesse arrivare a tutti, servire a tutti, e che potesse essere obiettivo e soprattutto credibile. Proprio la credibilità è stata una delle cose che ho inseguito e poi difeso come uno dei beni più preziosi al mondo. Essere credibile non vuol dire sbagliare mai, perchè a volte prima o poi è inevitabile commettere qualche errore e a me, come a tutti, è successo. Essere credibili però vuol dire anche ammettere candidamente quegli errori, e imparare a non ripeterli. Non so se io ci sia riuscito, ma ci ho sicuramente provato con tutto me stesso.

Oltre alla passione, però, c’è la professione. Credo che ParmaFanzine.it abbia raggiunto il massimo delle possibilità che aveva in rapporto ai mezzi a disposizione. Uno zaino, un computer, un cellulare, una connessione internet, e soprattutto tanto, tantissimo tempo e, belle o brutte che fossero, tante idee. È stato quasi commovente vedere come quasi tutti abbiano capito, e si siano per certi versi accontentati. È ovvio che, per fare un esempio, vedere una partita amichevole in diretta Facebook con le riprese fatte da un cellulare sostenuto da un “selfie-stick” è un qualcosa che nulla ha a che vedere con i mezzi a disposizione di una qualsiasi televisione locale o nazionale. Ho provato a fare il massimo, spremendo quasi completamente ogni minuto e ogni risorsa. Poi ho ricevuto una chiamata, qualche settimana fa. Un’offerta di quelle a cui, professionalmente parlando, è impossibile dire di no. Tra qualche giorno dunque lascerò Parma per iniziare a lavorare al servizio di un’importante azienda di comunicazione digitale che ha diversi clienti. Tra questi c’è il Milan: è proprio lì, e lo dico senza ipocrisia, che mi troverò a dare tutto me stesso per dimostrare di meritare quest’incredibile opportunità. Potrei quasi dire che #ècolpadipaletta, ma questa volta il Palettone nazionale non c’entra. Mi è rimasta però ancora qualche spilla a lui dedicata, che sicuramente porterò con me.

Il 21 marzo 2013, nel primo articolo di una storia lunga quattro anni, scrivevo: “L’unica promessa che ci sentiamo di fare, lanciando questo nuovo contenitore (…) è che obiettività e serietà faranno sempre parte del nostro lavoro. (…) Voi tutti siete parte di questa grande famiglia, e statene certi: ne vedrete delle belle“. Potrei dire che sembra ieri, ma sarebbe una bugia. In realtà mi sembra quasi che ParmaFanzine.it esista da sempre. In una maniera per noi sorprendentescrivevo in quel primo editorialeavete fatto sì che ParmaFanzine in soli pochi giorni di vita abbia già abbattuto il muro dei 500 followers su Facebook“. Viene quasi da sorridere, pensando che ora i followers sono oltre 16mila, per non contare i numeri del sito vero e proprio che da diverso tempo supera ogni mese i 30mila visitatori unici. Anzi, negli ultimi trenta giorni è stata sfiorata quota 40mila, con oltre 800mila visualizzazioni. Eppure non riesco a sminuire o deridere l’emozione per quei 500 followers, a un mese dall’apertura della pagina Facebook. Ricordo come stavo, ricordo perfettamente cosa sognavo, e ricordo che durante tutto questo viaggio ogni lettore, ogni tifoso o semplicemente ogni appassionato che in questi quattro anni si è avvicinato a ParmaFanzine.it ha rappresentato una vera e propria conquista.

Già, voi lettori. Avrete notato tutti che fin dall’inizio ho sempre usato la prima persona plurale. In quel “noi di ParmaFanzine.it“, c’eravamo tutti. C’ero io, che per quattro anni ho dedicato anima e corpo a questo sito. C’erano le tante persone che, saltuariamente o per alcuni periodi, hanno dato una mano o hanno portato anche un semplice granello di sabbia, fondamentale per la crescita costante di questo progetto. Ma soprattutto c’eravate voi. Quel “noi” era una scelta ben precisa. Fin dall’inizio ho preferito far parlare il mio lavoro, le mie idee, i miei articoli, senza puntare ad apparire o a cercare visibilità personale, almeno fino a quando ho potuto o è diventato inevitabile. Non so se questa scelta sia stata premiata o meno. Di sicuro non è stata una strada facile: dal “due aste” che portavo con me allo stadio sono passato alle aste fallimentari; dai commenti e dalle urla da tifoso sono passato agli editoriali o alle urla (con il freno a mano tirato, per quanto possibile) in radiocronaca. Ho pensato a quello che avrei voluto leggere o vedere quand’ero dall’altra parte, e ho cercato di trasportarlo in quello che avrei dovuto fare. Soprattutto, spille comprese, facendo sì che fosse completamente gratuito per tutti. In questo caso farò solo un eccezione: le spille di quest’anno le consegnerò nei prossimi giorni ai Boys, se saranno d’accordo, affinchè vengano messe in vendita a totale e completo supporto della riffa solidale a beneficio della Onlus Casa Azzurra. Per la prima volta, se sarà così, saranno a pagamento: sarà però interamente per una buona causa.

Mi sto dilungando troppo, e chiedo scusa, ma credetemi se vi dico che scrivere quest’editoriale è una delle cose più difficili mai fatte in tutta quest’avventura. Un periodo in cui in realtà non sono mai stato solo. Potrei provare a menzionare tutti quelli che hanno supportato attivamente Pfz.it, ma la paura è di dimenticare qualcuno: proprio per questo mi scuso già in anticipo per eventuali dimenticanze. Penso a Luca Pizzarotti, alias Gabrielo, fondamentale e apprezzatissimo da voi lettori (e bando all’anonimato, suvvia…). Non mi dimentico nemmeno di Davide, “Il Collaboratore Domestico”. Penso anche a Il Plin e il suo Graffio, o alle foto di Lorenzo Cattani che graficamente hanno fatto fare a Pfz.it un salto di qualità notevole. Al Gallo di Castione, o a quello che è un un amico, prima di un webmaster, come Matteo Graser. A chi ha creduto in Pfz.it supportandolo economicamente, come Marco Zambonini o Paolo Brighenti e la WeatherTech, una persona e un’azienda a cui dovrei dedicare almeno cinquanta righe per provare, forse senza riuscirci, a sdebitarmi per la stima e l’appoggio ricevuto in quest’anno e mezzo. Alla mia famiglia, sia per il vitale supporto che per tutte le volte in cui affermavo che “sì, lo so, avevo promesso che tornavo a trovarvi dopo mesi ma proprio quel giorno il Parma gioca un amichevole contro il Colorno (o una qualsiasi altra squadra locale)…“. A Luca Bertelli che mi ha concesso l’onore di accompagnarlo nelle sue radiocronache, e a Radio Bruno che mi ha permesso il lusso di poter raccontare con la mia voce le partite del Parma. A Mattia Fontana, amico prima che collega. A Michele Gallerani per le mille ore passate assieme in appostamento e per quella fantastica, inaspettata e non dovuta citazione del Gioco del Doca. A Michele Angella e allo staff di TeleDucato. Senza fare un freddo elenco, ringrazio davvero tutti i colleghi delle altre testate, senza alcuna distinzione di sorta. Agli amici di Spazio 5/A, veri e propri professionisti che hanno collaborato in diverse occasioni con il loro apporto prezioso. A Parmafans, forum incredibilmente variegato ma pieno di spunti di discussione. Ai gattoni, loro sanno il perchè. Al Parma per avermi sopportato per quattro anni senza accusarmi di stalking. Un grazie anche a chi, com’è normale che sia, ha criticato il mio lavoro: ogni volta mi ha trasmesso uno stimolo sincero per mettere in discussione ciò che stavo facendo, e capire dove migliorare. Non ho, e parlo sul serio, alcun sassolino da togliere dalle mie scarpe: da ogni persona che ho incontrato ho portato a casa un insegnamento che custodisco con gelosia.

Un grazie va soprattutto a Guglielmo Trupo. È un grandissimo amico, ma è soprattutto un giornalista che, e non serve che lo dica io, ha guadagnato una credibilità incredibile grazie al lavoro che personalmente gli ho visto fare giorno dopo giorno. Sono più le ore che ho passato con lui alla ricerca di notizie o retroscena di quelle che sono riuscito a dormire in questi quattro anni. Proprio per questo so che continuerà, come sempre, a fare un lavoro preciso ed equilibrato. Da tifoso la cosa mi tranquillizza, e lo dico con la massima sincerità.

Domenica, a Salò, sarà con ogni probabilità l’ultima gara che ParmaFanzine.it seguirà con i soliti servizi: diretta testuale, radiocronaca su Radio Bruno, interviste post partita, highlights e fotogallery. Poi tra lunedì e martedì pubblicherò tre sorprese che sto preparando, per provare a chiudere in bellezza.

La vita continua ma, come diceva un grandissimo come Arrigo Sacchi, il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti“. Proprio per questo l’obiettivo resta uno solo: quel primo posto che il Parma sta inseguendo da settimane. Sia per questa corsa, che per il futuro della società crociata, mi sento per ciò che ho visto in questi mesi di essere molto fiducioso, e vi dico che ne vedremo delle belle. Lo dissi anche il 21 marzo 2013, in quel primo editoriale, e per certi versi andò proprio così. Speriamo che la storia si ripeta: ce lo meritiamo tutti, nessuno escluso.

Non mi resta che ribadire a tutti voi un grazie gigantesco e sincero, per tutto.

Nicolò Fabris