PARMA, CONTRO LA SAMMAURESE UNA “LEZIONE” PER IL GIRONE DI RITORNO

Ci serva da lezione, eh! L’abbiamo recuperata alla fine ma ci deve servire da lezione“. Queste le urla di Alessandro Lucarelli ai propri compagni mentre, mano nella mano, tutto il Parma correva sotto la Nord per salutare i propri tifosi al termine della sfida contro la Sammaurese. Una partita, quella ripresa per i capelli grazie ad una magia di Melandri allo scadere, che ha messo in mostra tutti i pericoli ai quali il Parma potrà andare incontro nella seconda metà della stagione.

L’atteggiamento, ad esempio. Un concetto che ha fatto da padrone in quasi tutte le conferenze stampa della vigilia, ma anche uno degli aspetti più importanti che ha permesso ai applausi-parmacrociati di chiudere l’andata a 47 punti. Se l’approccio mentale alla gara è quello giusto, a parte rari casi, difficilmente gli uomini di Apolloni “ciccano” una gara. Magari possono anche andare sotto, soffrire un po’, ma alla fine in un modo o nell’altro trovano sempre la via giusta per superare l’ostacolo, o al massimo di cadere in piedi. Questo anche grazie ad una continuità mostruosa di rendimento dal punto di vista mentale dei “senatori”: provate a ricordare una partita sbagliata interamente (qualche errore lo concediamo, ci mancherebbe) da parte di Lucarelli, Cacioli, Corapi e Giorgino, per fare qualche esempio. Anzi, in gare complicate, sia perchè contro avversari ostici o sia perchè c’era la possibilità di prenderle sotto gamba, proprio il loro modo di spronare la squadra e di prenderla per mano ha aiutato a non far crollare le fondamenta di una serie di risultati che vede ancora il Parma imbattuto dopo 19 partite.

Domenica contro la Sammaurese è stata forse la prima volta in cui tutti i “senatori”, fatta eccezione per Giorgino che è entrato bene nel secondo tempo, hanno sbagliato l’approccio ad una sfida difficile e ricca di insidie. Vedere Cacioli incespicare spesso sul pallone in fase di impostazione o tentennare dopo un recupero di palla è cosa inconsueta, come del resto osservare Corapi che per buona parte della gara non ne ha azzeccata una. Inevitabilmente tutta la squadra ne ha poi risentito, considerato poi che quella di domenica è stata una giornata no un po’ per tutti. “Abbiamo fatto schifo ma è andata bene lo stesso…“, ha detto Lucarelli sul palco della Festa di Natale. Un’autocritica importante, sincera e che fa ben sperare. Perchè domenica il Parma non è quasi sceso in campo, e tutta la determinazione ed il cuore che i crociati hanno messo sul terreno di gioco non sono stati incanalati nel verso giusto. Nessun dramma, ci mancherebbe. È vera invece un’altra cosa: non aver perso quella partita è un segnale importantissimo, da grande squadra che anche nelle giornate negative riesce a tirare fuori dal cilindro il colpo necessario a salvare il salvabile e conquistare comunque punti preziosi.

arzi-vignali-cacioli-urloLo ripetiamo da settimane: il più grande avversario del Parma è il Parma stesso, e domenica ne abbiamo avuto la dimostrazione. I crociati hanno perso nettamente la sfida con la Sammaurese dal punto di vista dell’atteggiamento e della concentrazione, perchè gli ospiti (fatta eccezione per la “gatta” del loro portiere) hanno giocato una gara attenta ed ordinata, andando a riprendersi il vantaggio subito dopo aver incassato un gol che, per com’è arrivato, avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, figuriamoci ad una squadra che era conscia di non poter sbagliare nulla perchè si trovava di fronte la capolista. Il Parma ha lottato contro sè stesso durante tutta la partita ed è riuscito ad uscirne indenne solo perchè preso per mano da Melandri che si è inventato un gol da mettere in bacheca. Ripetiamo, nessun dramma: già il 6 gennaio contro l’ArzignanoChiampo con ogni probabilità rivedremo un Parma concentrato, attento ed in palla. E se ciò avverrà è proprio perchè quella di domenica è stata una lezione che deve servire, e che non va dimenticata fino a quando la matematica, toccando tutto quello che volete toccare, potrà darci la possibilità di abbassare la guardia.