TUTTO ORA È NELLE MANI DI ROGATO, MA VA TROVATO UN PUNTO D’INCONTRO

Diciamocelo: la speranza di tutti era che oggi, al massimo, ci potesse essere un’asta al rialzo, magari tra Corrado e Piazza. La situazione è però ben diversa, ed ora tutto è nelle mani di Rogato. Se il Parma vuole però avere ancora qualche briciolo di speranza, va trovato un punto d’incontro e tutti dovranno fare un passo indietro.

Il primo è lo stesso Giudice Rogato, che nonostante abbia fatto sempre trapelare un certo inflessibile rigetto verso le trattative private, potrebbe decidere di curatori-rogatoconcedere quest’ultima chance visto che sul piatto ci sono comunque due interessati che, pur con qualche riserva, potrebbero comunque portare a termine l’acquisto della società, facendo sì che il Tribunale di Parma raggiunga così l’obbiettivo prefissato anche a tutela dei creditori che potrebbero incassare una parte di ciò che gli spetta. Per fare ciò dovrà però vedere con chiarezza che ci sia lo spazio affinché la trattativa possa andare a buon fine: non crediamo che sia assolutamente possibile, infatti, che venga concessa un’ulteriore possibilità a prescindere e senza qualche spiraglio di buona riuscita.

Un passo indietro dal punto di vista delle proprie pretese lo dovrà fare anche Corrado, che ha vincolato la propria offerta ad alcune garanzie che il manager torinese avrebbe richiesto. Alcune possono anche essere condivisibili, come la sicurezza che eventuali cause passate non possano ricadere sull’eventuale compratore, o come il fatto che alcuni pagamenti futuri non compresi nel debito sportivo vengano stralciati o rinegoziati (ma sembra quasi impossibile che ciò avvenga). Altre invece sono praticamente impossibili da realizzare: nell’offerta, infatti, ci sarebbe anche una lista abbastanza lunga di giocatori di cui Corrado vorrebbe liberarsi prima di procedere all’acquisto. Questa richiesta non potrà mai essere evasa, e per un motivo ben preciso: né i curatori, né il Tribunale ha il potere per effettuare questo tipo di operazioni.

Alcune richieste sono state mosse anche da Mike Piazza, che però sul piatto ha messo un milione di euro di cauzione (con un “pezzo di carta” di quelli che valgono davvero, altro che Manenti…), ed una serie di richieste forse più fattibili rispetto a quelle del contendente, ma in egual misura difficili da ottenere. Anche lui, se vorrà riuscire ad acquistare il Parma, dovrà cercare di abbassare le proprie pretese, andando incontro alle esigenze della situazione.

Sullo sfondo c’è anche il comitato dei creditori e la squadra, che sarebbero favorevoli ad un acquisto di Corrado perché è già avanti con i lavori avendo incontrato corradogià circa venti giocatori per ridiscutere eventuali contratti. Con le pretese attuali del manager, però, sembra complicato che il Giudice possa accettare di aprire una trattativa privata visto che si rischierebbe un muro contro muro senza esito.

Il rischio, in fondo, è proprio quello di non trovare un punto d’incontro, nemmeno all’orizzonte, che però andrebbe cercato fin da subito cercando di limare le pretese di tutti fino al limite del possibile. L’accordo è ancora fattibile, anche se la situazione si è arricchita di ulteriori difficoltà che fanno traballare anche i più ottimisti, ma la partita di poker che è in corso rischia fortemente di spezzare quella corda che si sta tirando oltremisura. E se alla fine si rompe, la parola fine sarà inevitabile.

Alle 13, dunque, ci sarà l’ennesimo incontro fondamentale per il futuro del Parma. La speranza è che per il bene ed il futuro di questa società ciascuno degli attori in causa, nel limite del possibile, cerchi quel punto d’incontro che rappresenta forse l’ultimo appiglio.