TUTTI I CROCIATI IN CAMPO NEL 5-3 AZZURRO CONTRO LA FLUMINENSE: BENE PAROLO E MIRANTE

Molte reti, molti errori e qualche buon segnale per gli azzurro-crociati arrivano dallo stadio Raulino de Oliveira, in cui è andata in scena l’ultima partita di rodaggio degli azzurri in vista dell’esordio mondiale contro l’Inghilterra. L’avversario era il Fluminense, squadra che occupa il secondo posto del campionato brasiliano.

paroloimmobileitaliaNella formazione iniziale ben due crociati, Paletta e Parolo. Il primo tempo, caratterizzato dalla scomparsa del segnale della Rai che non ha permesso ai telespettatori di vedere ben due reti (il vantaggio di Insigne ed il pareggio di Chiquinho), ha visto un’Italia pericolosa in attacco, ma pericolosamente ballerina dietro. Protagonisti in negativo Ranocchia e Perin, che con due errori hanno dato via libera ai due gol degli avversari. Buone le prestazioni dei crociati, con Paletta che in sostanza non ha sbagliato nulla, e con Parolo che ha servito uno splendido pallone in verticale per Immobile (autore del secondo gol dell’Italia, poi pareggiato dalla rete di Carlinhos per il 2-2 con le quali le due squadre sono andate negli spogliatoi all’intervallo) nell’azione del primo gol. Proprio questo passaggio filtrante del centrocampista crociato è l’unico acuto nella prestazione dei due giocatori del Parma, che però non hanno commesso nessun errore.

Nel secondo tempo il Fluminense crolla nei primi 10′, e l’Italia segna ben tre reti in tre minuti. Due volte Immobile, ed Insigne per la sua doppietta personale, portano gli azzurri sul 5-2. Ottimo l’apporto di Parolo in quest’accelerata della squadra di Prandelli, visto che il centrocampista crociato è presente in due dei tre gol. Al 16′ Prandelli decide di cambiare ben 9 giocatori: Paletta torna a sedersi in panchina, mentre Parolo resta in campo e saluta l’ingresso in campo di Mirante e Cassano. L’inizio del portiere del Parma è però da dimenticare: prima un rinvio sbagliato, e poi un gol subito (anche se Mirante è incolpevole) sugli effetti di un grandissimo tiro di Carvalho. 5-3 dunque, con il Fluminense che prova a riaccendere una gara che sembrava ormai chiusa. Cassano nel frattempo prova ad inventare, anche se non è ben accompagnato dai compagni. La partita, dopo la scorpacciata di gol, si spegne e diventa un po’ nervosa e ricca di contrasti. Al 37′ è Parolo a lasciare il campo a Candreva. FantAntonio, invece, compie un paio di errori strani per un giocatore del suo calibro, ma la scena è tutta per Mirante che compie un autentico miracolo su un colpo di tacco di Carvalho. Il quarto uomo segnala 4 minuti di recupero, ma le due squadre già da qualche minuto stanno pensando che forse va bene così. Finisce dunque 5-3 una partita che per i crociati in azzurro da ottimi segnali, in attesa di ritrovare il miglior Cassano.

L’Editorialista

convocatiitaliaLE PAGELLE DEGLI “AZZURRO-CROCIATI” DI PARMAFANZINE.IT

PALETTA 6 – La difesa crolla per ben due volte nel primo tempo, ma gli errori sono di Ranocchia e Perin, mentre Gabriel è forse meno elegante del solito ma con ordine riesce a fare il suo. Mette una pezza di testa in un paio di situazioni, e nel complesso la sua prova è positiva.

PAROLO 6,5 – Magari non è precisissimo, e la condizione fisica non è proprio al 100%, ma il Gerrard di Gallarate si rende protagonista di una gara molto positiva. Quantità ed efficacia, a differenza dei compagni di reparto Thiago Motta e Aquilani che faticano molto ad essere incisivi. E’ presente in almeno due dei 5 gol azzurri, prova più che sufficiente.

MIRANTE 6,5 – Entra, sbaglia un rilancio e non può fare altro che guardare il missile di Carvalho che, imparabilmente, si insacca alle sue spalle. Per il resto è molto attento, agile e dimostra di avere maggiore esperienza di Perin. Al 40′ compie un mezzo miracolo salvando su un colpo di tacco sempre di Carvalho. Perchè sia il quarto portiere, in questa Nazionale, resta un mistero.

CASSANO 6 – Come sempre fin dal suo ingresso prova ad inventare trame che solo lui può vedere. Torna fino a centrocampo per cercare di essere un punto di riferimento per i compagni, anche se è a volte impreciso.