TROPPA TENSIONE: A QUESTO PARMA SERVE UNO “PSICOLOGO”

Inutile snocciolare dati, gol subiti, sconfitte e punti in classifica. La situazione è sempre più preoccupante. C’è ovviamente tutto il tempo per recuperare, ma la sterzata deve essere imminente, perchè più affondi nella palude (i bassifondi della classifica) e più diventa difficile poi uscire.

pensieri-incrociati-psicologoTROPPA TENSIONELa gara di ieri è da registrare e conservare, anche per un semplice gusto masochista. L’etichetta da apporre sul dvd deve riportare: “Come sbagliare passaggi elementari per la troppa tensione“. E’ incredibile la quantità di errori collezionati dai crociati, frutto senz’altro della paura e del nervosismo. Non si può pensare che passaggi errati come quelli visti ieri siano legati a delle mancanze di tipo tecnico, qualsiasi sia la vostra considerazione sull’undici sceso in campo. La testa in queste situazioni è importantissima e in questo caso ha giocato bruttissimi scherzi agli uomini di Donadoni. Proprio il tecnico giocherà un ruolo determinante, assieme al suo staff e ai “senatori”. Questa squadra ha bisogno di serenità, di tranquillità o, in alternativa, di uno psicologo. Guardare la classifica ora fa solo male. Bisogna cercare di trasformare la paura in convinzione, il nervosismo in determinazione e la frustrazione in rabbia. Non è facile, ma è l’unico modo per uscire da questa situazione.

LUCARELLI A TESTA BASSAL’immagine che meglio rappresenta la situazione del Parma è la testa bassa di Lucarelli, all’uscita dal campo, dopo un errore dal prezzo altissimo. Il Capitano crociato fino a quel momento era stato il migliore dei suoi, mettendo una pezza più di una volta e azzeccando numerosi anticipi che hanno permesso al Parma di sbrogliare alcune situazioni pericolose. Quell’errore però ha vanificato una prova comunque positiva. Ha un anno in più, le gambe gireranno meno, tutto quello che volete, ma sappiamo benissimo che al di là dei limiti che il giocatore può avere errori come quello di Udine o di ieri pomeriggio non sono normali. Troppa tensione anche per lui, che si sente in dovere di fare quel qualcosa in più per scuotere la squadra ed è il primo a soffrire per la situazione attuale. Lui per primo però deve alzare la testa, perchè il Parma con tutti i suoi limiti ha tutte le possibilità di uscire da questa situazione. Non è una questione tecnica, è più che altro un problema psicologico, e proprio sotto quest’aspetto bisogna lavorare. Capitano, su la testa. Solo chi non si impegna la deve abbassare.

belfodilBELFODIL, LE FICHES STANNO FINENDO – Se tutta la squadra ha bisogno, metaforicamente, di uno psicologo, Ishak Belfodil forse ha bisogno di un aiuto personalizzato. Non capiamo cosa sia successo al giocatore che durante il pre-campionato sembrava il più in forma della squadra (e non solo contro avversari di caratura nettamente inferiore), e che ora sembra stanco, svogliato e privo di qualsiasi tipo di idea con il pallone tra i piedi. Non solo non riesce ad incidere ma è addirittura controproducente, e la cosa è davvero preoccupante. Il giocatore deve cercare di uscire da questo momento negativo, perchè le fiches a sua disposizione stanno piano piano finendo, e poi diventerà difficile tornare a sedersi al tavolo dell’undici iniziale di Donadoni.

leonardieeLEONARDI, GHIRARDI E LE RESPONSABILITA’ – Nella Mixed Zone del Tardini, al termine di Parma-Genoa, Pietro Leonardi si è assunto le responsabilità della situazione. “Lasciate stare allenatore e squadra, lasciateli lavorare tranquillamente, sono io il colpevole. Un j’accuse recitato davanti allo specchio che ha come obbiettivo principale quello di alleggerire il peso delle critiche verso la squadra. Un atteggiamento quasi normale, visto il ruolo che l’Ad ricopre all’interno del club. La società che crede nel proprio allenatore, nonostante la situazione, e deve per forza credere nel materiale umano a disposizione, anche perchè quello è e quello resterà almeno fino a gennaio. Mi piace di più la versione di Donadoni, secondo la quale le colpe sono della difesa come del resto della squadra e dell’allenatore. E’ stupido dedicarsi ora alla caccia di un colpevole. Mina la già labile tranquillità del gruppo ed ha davvero poco senso. La colpa è di tutti e da lì bisogna ripartire, tutti assieme. A più riprese si è detto che quello di Parma è un gruppo splendido, coeso e unito. Ne è la prova il comportamento di Cassano, che nonostante abbia visto i compagni sbagliare almeno un centinaio di passaggi, si ghirardi-dimissioni3è limitato a sbuffare per poi applaudire comunque l’autore del passaggio errato. Bisogna remare tutti verso la stessa direzione, è l’unico modo per uscire da questa situazione. Il vero punto di domanda è legato a Ghirardi. Dopo le dimissioni, l’estate di “pausa” ed il ritorno in sella il Presidente si è limitato a parlare un paio di volte per ribadire quanto già si sapeva (e che forse andrebbe definitivamente sepolto sotto una pietra). Le ingiustizie, la licenza Uefa, ecc. ecc. Mentre mi dedicavo a quest’editoriale, però, sono arrivate le sue parole rilasciate ai microfoni di Radio Parma: “Non è il momento di piangere. Non sono preoccupato, non facciamo drammi“. Se questo era un tentativo di rasserenare l’ambiente, abbiamo l’impressione che avrà poco effetto. La questione è molto semplice: cosa si vuole fare per uscire da questa situazione? E se a gennaio la situazione sarà ancora critica, la società è pronta e disposta ad intervenire sul mercato? Credo che queste siano le principali domande che un tifoso del Parma si sta ponendo in questo momento. Intanto stringiamoci attorno a questa squadra, e cerchiamo tutti insieme di risollevarci, sperando di lasciare alle spalle il prima possibile questo periodo sempre più nero.

L’Editorialista