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TRA PERSONALISMI E ANTIPATIE SI STA DIMENTICANDO LA COSA PIÙ IMPORTANTE: IL PARMA – L’EDITORIALE DI PFZ.IT

“La squadra è costruita male, e per questo ha le difficoltà”. “Apolloni ha dei limiti, del resto era al Lentigione e non al Real Madrid”. “Alcuni dei nuovi acquisti stanno deludendo”. “Non c’è gioco”. “Le altre corrono di più”. “Perchè non è stato preso Melli in società?”. “Perchè Minotti va a Sky invece di seguire le partite?”. “Perchè in conferenza han detto che siamo isterici invece di assumersi le loro responsabilità?”. “Perchè non cambiano allenatore?”. “Perchè non cambiano dirigenti?”. “La proprietà perchè non parla?”. “Lucarelli e Canini vanno ai due all’ora?”. “Ma tutti quei giocatori esperti perchè non sanno cosa fare in campo?”

Potremmo andare avanti per altre dieci righe nel riportare i commenti che si sono letti negli ultimi mesi. L’inizio di stagione del Parma è stato caratterizzato da dubbi, difficoltà, forti lamentele ed un pessimismo cosmico alimentato dalle prestazioni dei crociati nelle prime giornate di campionato. Del resto la rabbia e lo sconforto sono, se vogliamo, estensioni di un amore incondizionato verso una squadra, una maglia, una branca importante di una città e di una comunità.

spogliatoio1A proposito di comunità. Quella crociata da diversi mesi sembra divisa, quasi senza rendersene conto. Ci sono quelli che vorrebbero un altro allenatore. Ci sono quelli che invece vorrebbero cambiare la dirigenza. Ci sono quelli che con l’attuale dirigenza in passato ci hanno lavorato ed ora, a torto o a ragione, sono risentiti. Ma non è finita qui… Ci sono anche i fan dell’attuale allenatore, accecati da tanto affetto da coprire inconsciamente ogni tipo di errore o difetto. Ci sono i talebani per cui tutto va bene e la società è un gioiello in tutte le sue componenti. Insomma, nel mare magnum in cui si è trasformata l’orbita attorno a Collecchio ed al Tardini, c’è davvero un po’ di tutto.

Importante precisare fin da subito una cosa: non siamo nessuno per giudicare i comportamenti altrui, e men che meno abbiamo alcuna pretesa (e nemmeno l’intenzione) di erigerci a coloro che dettano regole o comportamenti. Da sempre ci limitiamo ad osservare attraverso una lente più obbiettiva ed oggettiva possibile tutto ciò che accade nel mondo crociato, cercando di analizzare ogni tipo di situazione, senza risparmiare nè elogi nè critiche quando ci sembra sia giusto fare l’una o l’altra cosa. Proprio per questo, però, guardandoci attorno ci sembra di notare alcuni aspetti surreali.

Che si vinca o che si perda, c’è sempre una tensione tutt’altro che impercettibile. E allora se si vince i fan di Apolloni si ritrovano ad urlare “muti!” a chi prima lo criticava, mentre se si perde succede l’esatto contrario. Al primo passo falso c’è la fila di detrattori di Minotti e Galassi pronti a sottolineare come la squadra sia costruita male, o a ricordare il discorso di Sky, ecc. ecc. La cosa triste è che spesso, a farlo, è anche chi a Parma ha un peso specifico non indifferente: per intenderci, non tifosi “comuni”, bensì da quelle persone che nell’orbita crociata hanno sempre avuto un impatto ed un influenza importante.

spogliatoio2Dove vogliamo arrivare con tutto questo ragionamento? Ecco, ora proviamo a spiegarlo. Su ParmaFanzine.it non abbiamo mai lesinato (e mai lo faremo) critiche, dubbi e perplessità, sia sul gioco che sulla costruzione della squadra, per non parlare di alcune dichiarazioni o conferenze stampa. Non si tratta di poter criticare o meno, anche perchè un periodo in cui tutto per forza doveva andare bene a tutti (e guai a chi si lamenta) l’abbiamo già vissuto, ed abbiamo visto dove ci ha portato. A stupirci è quella rabbia che porta ripetere ciclicamente le stesse cose. A sfuggire, a volte, sembra essere la visione d’insieme: il Parma.

Quella crociata, ormai l’abbiamo capito, non è una società normale. Se lo fosse, probabilmente staremmo già parlando di altri interpreti e di altre situazioni. La conferenza stampa e la successiva presa di posizione interna della proprietà hanno però chiarito un concetto: Scala, Minotti, Galassi ed Apolloni sono un quartetto indivisibile, che rimarrà fino a fine stagione, qualsiasi cosa succeda. Può sembrare giusto, come può sembrare sbagliato. Anzi, probabilmente è pure sbagliato che non ci sia una divisione chiara dei vari ruoli, ma c’è ben poco da fare. Lucarelli e compagni, però, sono ad un punto dalla vetta, e la squadra da almeno due partite sta dimostrando di essere riuscita a fare qualche (anche se ancora timido) passo in avanti. Sta trovando equilibrio, compattezza. È davvero poco, pensando che siamo alla tredicesima giornata, ma vista anche la classifica è comunque un segnale da registrare.

Forse, se volete, è proprio il Parma ad essere passato in secondo piano di fronte ad alcuni personalismi o antipatieLa classifica ci consegna una squadra che nonostante tutto è alla quarta vittoria consecutiva ed è ad un solo punto dalla vetta, in rampa di lancio verso un derby sentitissimo ed atteso come quello del 19 dicembre. Proprio questo grande equilibrio ci fa capire che quella di quest’anno è un’occasione da non perdere, perchè potrebbe essere un rimpianto davvero troppo grande gettare un’intera stagione alle ortiche. Forse, per non lasciare nulla di intentato, serve anche una svolta all’esterno.

Ed ecco che allora potrebbe essere decisivo riuscire a cambiare il filtro con cui si osserva le gare dei crociati. Non possiamo pensare che qualcuno possa sperare in una sconfitta crociata desiderando la dipartita dell’allenatore o del dirigente di turno, ed infatti non ci crediamo. L’equazione è semplice quanto crudele: se Apolloni, Minotti, Galassi e Scala falliscono, quest’anno fumogeni-curva-tardininon ci sarà nessuna promozione. Certo, qualcuno potrà dire (su alcuni aspetti anche nel nostro caso) “vedete, ve l’avevo detto…“. Difficile però chiamare questa una vittoria, anzi, sarebbe una tristissima consolazione. Per questo la sensazione è che il filtro corretto da utilizzare sia quello che da sempre spinge un tifoso ad andare allo stadio: è un filtro giallo e quel blu (come raffigurato dalla splendida foto di Francesco Bocchi della “fumogenata” dei Boys prima di Parma-Gubbio) colori predominanti di una squadra, di una città, di un’intera comunità. I processi, in ogni caso, ci saranno, e a fine stagione si tireranno le somme.

Quando si perde, però, si perde tutti insieme (al di là di quanti “te l’avevo detto” possano rimbombare sugli spalti). Ma per vincere serve ricordarsi qual è la cosa più importante. Qual è? Chiedetevi cosa vi spinge ad andare allo stadio, sui gradoni del Tardini o in trasferta. Ecco, vedete che la risposta la conoscete già…