TORMENTONE DONADONI: “Ho appena rinnovato, ma se arrivasse un’offerta ne parlerei con il Presidente e con Leonardi”.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Donadoni ha parlato della stagione del suo Parma e dei suo programmi per il futuro.

Sulla stagione dei crociati, il mister bergamasco afferma: Per puntare all’Europa è mancato un rendimento esterno di pari livello a quello interno. E’ una questione di convinzione, e di personalità: questo è il salto di qualità da fare, è la nuova sfida che ci attende, ed è già programmata con la società. Per i giocatori sono importanti anche i messaggi psicologici, e le certezze che un club è in grado di dare. Qui c’è una buona base su cui lavorare e possiamo migliorarci”.

Poi, inevitabilmente, la conversazione si sposta sul suo futuro: “Se rimarrò a Parma l’anno prossimo? Ho appena firmato il prolungamento biennale. Una clausola rescissoria? No, io credo ai rapporti personali. Se arrivasse un’offerta ne dovrei parlare con il Presidente e con Leonardi, e lo farei con grande sincerità e serenità, anche perchè i nostri rapporti sono eccellenti. Al Milan c’è Allegri che sta lavorando benissimo. Quello di allenare il Milan, comunque, può essere un obiettivo, ma non di certo un’ossessione. Se sono pronto per una grande? L’aspirazione è quella, mi piacerebbe cimentarmi in squadre che puntano in alto: mi pare un’ambizione normale. Penso di aver raggiunto una professionalità tale che mi permetta di rimanere tranquillo, nel caso. In ogni caso al momento il mio domani si chiama Parma. E non è un impegno minore, per come vedo io il calcio: si possono cogliere grosse soddisfazioni anche lavorando in provincia. Se andrei ad allenare l’Inter o la Juve? Sì, credo che un professionista non debba cadere in certi ragionamenti legati al proprio passato. Credo che sia una sciocchezza colossale, ad esempio, non festeggiare un gol fatto alla squadra in cui si è giocato: il gol è gioia, l’esultanza è una testimonianza di quella gioia, mica è un’offesa agli avversari. In questo c’è bisogno di una maturazione a 360 gradi negli stadi italiani, è una questione di mentalità da cambiare”.

Continua quindi il tormentone sul futuro dell’attuale allenatore crociato. Come andrà a finire?