TIFO – ABOLITA LA “DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE”

discriminazioneterritorialeSe n’è parlato a lungo, la scorsa stagione, quando le curve di alcune squadre sono state chiuse al pubblico dopo alcuni cori “discriminanti” cantati nelle partite precedenti. Da oggi la “discriminazione territoriale” non è più sanzionabile come illecito disciplinare: è questa una della prime decisioni del Consiglio Federale targato Tavecchio. “L’offesa, denigrazione o insulto per motivi di origine territoriale“, come riporta Repubblica.it, non è più causa di responsabilità oggettiva delle società, ed è quindi stata cancellata dall’art.12 (quello relativo alla prevenzione di fatti violenti) del Codice di Giustizia Sportiva.

Non saranno più ritenute responsabili le società, e quindi non verranno più chiusi alcuni settori degli stadi in seguito a cori come “Vesuvio lavali col fuoco, uno dei cori più gettonati: oltre ad essere stato cantato dai tifosi avversari (con le sanzioni che puntualmente hanno colpito quelle tifoserie), è stato utilizzato anche dagli stessi napoletani, in maniera decisamente autoironica, come segno di protesta verso un articolo della Giustizia Sportiva che ha raccolto numerose critiche anche da parte di dirigenti e addetti ai lavori.

Cantare determinati cori, quindi, non porterà più alla chiusura delle curve, e le società non saranno più considerate responsabili.

(La foto della curva chiusa è di Tmw, quella del cartellone luminoso di S. Siro è del sito igoldelnapolidallacurva.com)