Tardini e Licenze Uefa: è corsa contro il tempo

tardiniLo Stadio Tardini, dopo essere stato oggetto di alcune polemiche negli anni passati, è tornato al centro dell’attenzione mediatica. Questa volta, però, l’argomento principale non è quello di uno spostamento della struttura di Piazzale Risorgimento, anzi: il Parma sta cercando di fare tutto il possibile per renderlo a norma per cercare di far sì che possa ottenere le licenze Uefa necessarie in caso di eventuale qualificazione all’Europa League.

Sono due i fronti principali di quella che sta diventando una vera e propria corsa contro il tempo: entro il 31 marzo, infatti, i crociati dovranno ottenere una serie di permessi per poter indicare lo Stadio di Modena, il “Braglia”, come sede alternativa qualora il Tardini non sia considerato a norma dall’Uefa (cosa tra l’altro scontata, almeno ad oggi), mentre si lavora alacremente per ristrutturare proprio la storica sede delle gare casalinghe del Parma.

stadiomodenaPer poter presentare il “Braglia” come sede alternativa, essendo l’unico stadio a norma situato vicino a Parma, la società sta richiedendo, come riportato da Settore Crociato, tutti i permessi necessari. Sono tre le autorizzazioni che servono: quella del Prefetto territorialmente competente (quello di Modena, il dottor Michele Di Bari), quella del proprietario della struttura (il Comune di Modena) e quella della società che lo gestisce e normalmente vi disputa le gare (il Modena Fc).

Nel frattempo si lavorerà per rendere a norma il Tardini. I lavori da svolgere sono molti: l’apposizione dei seggiolini con uno schienale di 30 cm nelle curve, la ristrutturazione degli spogliatoi (squadre e arbitri) e della sala medica, oltre al problema della parte superiore della Tribuna Est, in tubi innocenti, che potrebbe essere chiusa al pubblico per eventuali partite di EL. La capienza minima richiesta dall’Uefa è di 10mila posti, e chiudendo quel settore il Parma avrebbe in questo modo risolto il problema. Se la società riuscità a svolgere questi lavori, potrà avere la certezza di poter giocare, qualora il sogno europeo si realizzasse, le proprie gare interne di Europa League al Tardini, considerata anche la norma Uefa secondo la quale: “… ove, successivamente al rilascio della Licenza con lo stadio alternativo, sia dimostrata la sopravvenuta conformità dello stadio abituale alle prescrizioni del Manuale (certificazione ai sensi dell’UEFA Stadium Infrastructure Regulationsî e rispetto dei requisiti infrastrutturali previsti nellíAppendice IV), la società potrà richiedere un’autorizzazione all’uso dello stesso per le competizioni UEFA. Tale autorizzazione è rilasciata dalla Figc, d’intesa con la Uefa”.