Striscione polemico in Curva Nord, interviene anche Leonardi

striscionecurvanordSulla vicenda dello striscione esposto durante Parma-Torino in Curva Nord è intervenuto anche Pietro Leonardi, ospite in diretta a Bar Sport su Tv Parma. Nel pomeriggio di ieri i Boys, poche ore dopo il fischio finale del match, hanno pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale (dal quale abbiamo estrapolato la foto dello striscione “incriminato”, com’è visibile dalla firma in basso a destra nella stessa), nel quale hanno spiegato le ragioni del loro gesto.

Andiamo però con ordine:

LO STRISCIONE: Quando l’intervallo tra il primo ed il secondo tempo stava per concludersi, in Curva Nord è stato srotolato uno striscione che recitava: “Nell’anno del centenario avete perso la possibilità di guadagnare la stima dell’intera città“. Nella nostra consueta Diretta Live su Facebook abbiamo riportato il fatto, riportando il contenuto dello striscione, senza però nessun tipo di commento, non essendo in quel momento a conoscenza delle ragioni del gesto che onestamente ci ha colto un po’ di sorpresa.

IL COMUNICATO: Le ragioni sono state però spiegate in un comunicato dei Boys Parma 1977 (immaginiamo che quello stesso comunicato sia stato distribuito in curva durante il match, all’interno della FanZine del gruppo, anche se la nostra è solo un’ipotesi). Di seguito ne riportiamo il contenuto:

comunicatoboys

“L’anno del Centenario si è appena concluso, anche se la stagione calcistica è ancora in corso, vorremmo spendere qualche parole riguardo all’operato della società in merito all’importantissimo traguardo dei 100 anni appena raggiunto. Come sempre siamo sinceri ed esprimiamo il nostro parere in modo onesto con il solo e unico obiettivo di fare gli interessi della nostra amata squadra del cuore, per questo vogliamo sottolineare, per un futuro, i passi falsi commessi dalla società. Non vogliamo, per adesso addentrarci dentro i singoli episodi, piuttosto volevamo esprimere un concetto di base che secondo noi, sarebbe venuto a mancare nel corso dei festeggiamenti di questo giubileo. Pensavamo, forse illudendoci, che una festa come il centenario della squadra di calcio della nostra città, fosse vissuta dall’intera comunità come un appuntamento caloroso, folkoristico, storico e coinvolgente, in grado di segnare il passo nella storia della nostra squadra, utilizzando questo momento per risvegliare i sentimenti assopiti dei vecchi tifosi persi per strada e coinvolgerne dei nuovi. Ci aspettavamo una matrice puramente parmigiana nell’organizzazione degli eventi, eppure ci siamo accorti di una dislocazione territoriale non casuale dei fornitori della nostra società; questo a portato a ragionare in modo freddo e distaccato, come spesso succede nell’ambito lavorativo, quello che si chiedeva invece era un approccio familiare, fatto da facce conosciute, capaci e volenterose, in grado di saper soddisfare il fino palato parmigiano. Non si lamenti quindi sig. Presidente, quando allo stadio vede poche migliaia di spettatori, chi semina vento di solito raccoglie tempesta, non è il caso del gruppo dei Boys, con il quale lei ha penso un rapporto stupendo, ma piuttosto con il resto della tifoseria o per meglio dire della comunità. L’ambiente crociato è una grande famiglia, il centenario doveva essere il raduno di famiglia, come avviene per le feste natalizie per fare un esempio fresco: organizzare il pranzo di Natale al 24 dicembre, rischia purtroppo di non essere all’altezza delle aspettative; preparando le cose con il giusto anticipo, c’è la possibilità di fare le cose per bene, studiate nei particolari e con il giusto calore familiare. Purtroppo le cose le han viste tutti, le iniziative ideate e realizzate dai tifosi han riscosso un gran successo, diffondendo luce negli occhi dei tifosi crociati, a Ravadese e in piazza Ghiaia, abbiam visto abbracci e sorrisi, in altri contesti semplici strette di mano e formali saluti; questa è la differenza signori miei, cercate di capirla prima che tutto si affievolisca. Vorremmo concludere invitandovi a lasciare perdere orgoglio, presunzione e interessi vari, fatevi accogliere dalla nostra comunità, coccolatevi i tifosi uno ad uno, tenete saldi i rapporti con istituzioni, aziende e persone del territorio, potevate immergervi nella nostra storia per imparare a nuotare meglio in mezzo alla nostra comunità, invece ora agli occhi di qualcuno apparite come strani mostri marini con viscidi tentacoli. Vi chiediamo di stare dalla nostra parte, perchè Parma siamo Noi!”

leonardi3IL COMMENTO DI LEONARDI: Come detto in apertura, anche Pietro Leonardi ha affrontato il tema, dallo studio di Bar Sport“Ci prendiamo tutte le critiche, non ci esimiamo dal farlo. Lo striscione? E’ assolutamente inaspettato. Io sono abituato che se qualcosa non è condiviso mi si dice che non va bene, magari mandandomi due righe. Pubblicamente si dice che non si è accettata quella che è stata la strategia della società quando io pubblicamente ho sempre detto che il Parma farà quello che gli spetta, a livello istituzionale, e io penso che abbiamo fatto molto di più di altre società, perchè abbiamo fatto due eventi allo stadio importantissimi, abbiamo fatto la mostra, abbiamo fatto la serata al Teatro Regio… E sull’evento del Regio apro una parentesi: non abbiamo pagato nessuno, nè è testimone Carlo Chiesa qui in studio – che annuisce – nemmeno chi ha condotto la serata (la Ventura, Ndr), così almeno sgombriamo il campo dagli equivoci di coloro che hanno detto “il Parma è in difficoltà però paga la Ventura”. Tutto è avvenuto con grande disponibilità e con grande amore, perciò ringraziamo tutti quelli che hanno collaborato. Questa è la parte istituzionale. Poi abbiamo pensato di affidarci ai tifosi, ai gruppi organizzati, dandogli tutto il sostegno possibile, lasciando che organizzassero quello che avrebbero voluto, dando la nostra completa possibilità, Io ho partecipato ad eventi organizzati da tifosi, durante i quali ho ricevuto ringraziamenti e pacche sulle spalle, e poi oggi è apparso lo striscione, ma fa parte del gioco, lo dico con il sorriso. Loro la pensano in quel modo, obbiettivamente è la loro idea, la dobbiamo rispettare e io lo faccio, però non ho mai ricevuto una critica in riferimento a questo.”