centro-collecchio-nuova

STRETTA FINALE SUI CONTRATTI FUTURI, MA C’È CHI PUNTA I PIEDI…

Le carte a disposizione delle due cordate sono ora sul tavolo, e vanno giocate entro meno di 48 ore. Prima della deadline di lunedì alle 14, infatti, sia il gruppo Piazza che quello Corrado stanno stringendo il cerchio per poter chiudere la trattativa, però prima vanno sciolti gli ultimi dubbi e raggiunti gli ultimi obbiettivi. Tra questi corrado-aneddac’è anche quello relativo alle firme necessarie sui contratti futuri che vanno rinegoziati raggiungendo cifre più consone a quelle della Serie B, per farli ovviamente diventare sostenibili. Una firma che non comporterebbe automaticamente la permanenza in maglia crociata, visto che molti di quei giocatori con ogni probabilità verranno smistati altrove, ma che tranquillizzerebbe definitivamente i due possibili acquirenti del fatto che i contratti futuri possono essere un problema facilmente risolvibile, come è dimostrato dai tanti calciatori che hanno già accettato la rinegoziazione dei loro ingaggi.

Ci sono però delle difficoltà da superare, perché di contro alcuni giocatori non vogliono proprio sentire ragioni. Palladino, Cassani, Pozzi, Munari e Galloppa, ad esempio, da ciò che trapela continuano ad avere richieste che, a livello economico, sono considerate dai possibili acquirenti molto più vicine ad un monte ingaggi da Serie A. Il caso di Galloppa si staff-piazza-trattativa3potrebbe risolvere se andasse a buon fine il suo provino con il Toronto, ma questi giocatori sembrano inamovibili sulla loro posizione, e come loro anche un’altra ventina di tesserati “minori”, che non sono disposti né a firmare né ad accasarsi altrove. In questi due giorni va per forza trovata una soluzione, altrimenti (ma sembra quasi superfluo ripeterlo), sarebbe una sconfitta per tutti. Per i compratori che svanirebbero, per i tifosi e per la città, e anche per gli stessi giocatori che non percepirebbero un euro. Ritrovarsi con il cartellino in mano quando hai mercato può anche essere una buona cosa, ma non tutti questi tesserati possono dire di essere appetibili e di poter strappare un contratto migliore di quello offertogli. I giocatori avranno di sicuro le loro ragioni, come del resto la controparte, ma la speranza è che si arrivi ad un punto d’incontro. Mancano due giorni di trattative, di telefoni bollenti e di tira e molla. Speriamo che alla fine possano vincere tutti.