STORIE ED INTRECCI – LUCARELLI, DALLA C2 A LEFFE ALLA LEGA PRO CON IL PARMA, VERSO UN NUOVO RECORD

Dal “Carlo Martinelli” di Leffe all’ “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo ci sono circa 23,5 km. A metà strada, c’è Albino. Sono questi gli elementi che, se mescolati con un certo ordine, creano il primo di una serie di intrecci all’interno della stessa storia.
Mentre Albino e Leffe si fondevano dando vita alla squadra che affronterà il Parma domenica, Alessandro Lucarelli era sulla via del ritorno verso Piacenza, società che aveva deciso di puntare su di lui fin dalle giovanili. Nel campionato precedente (1997-98), infatti, l’attuale Capitano crociato aveva esordito tra i professionisti proprio con la casacca del Leffe. A vent’anni appena compiuti raccolse 29 presenze nella squadra allenata da Veneri. Anche per lui, come accadde a Filippo Inzaghi qualche anno prima, fu un anno di “rodaggio”: nella stagione successiva, infatti, raccoglierà 21 gettoni in Serie A con la maglia del Piacenza. Eppure alcuni suoi compagni, all’epoca, non ci credevano più di tanto. “Lo prendevo in giro, e gli dicevo: se uno come te arriva a giocare in Serie A, io corro nudo per Piacenza partendo da Piazza Cavalli… Ma è una penitenza che non ho ancora pagato...”. A ricordare il primo Lucarelli al nostro microfono è Andrea Bottazzi. Centrocampista classe ’67, originario di Piacenza, giocò anche lui al Leffe nel 97-98: “Il fatto che venisse proprio dalla squadra della mia città, dove avevo giocato anni prima, ci ha legato fin da subito. Io avevo 30 anni, le mie esperienze le avevo già fatte. Lui invece aveva 20 anni ed era alla prima esperienza tra i professionisti. Era un ragazzo estroverso, simpaticissimo, l’ho preso subito sotto la mia ala protettiva. Aveva buone qualità, un ottimo sinistro, ma era molto più bravo ad impostare che a difendere. Il suo approccio al professionismo fu difficoltoso, all’inizio, e qualche papera abbastanza clamorosa la fece… Per quello lo prendevo in giro, ma c’è da dire che la squadra lo aiutò poco: era stata costruita per raggiungere i vertici, e si trovò invece a lottare per non retrocedere. Alla fine però Lucarelli disputò un discreto campionato. Ed ora, ogni volta che mi rivede, mi rinfaccia quella scommessa…”. “Beh, potrebbe aspettare che si faccia notte ed in centro a Piacenza non ci sia nessuno…” lo incalziamo. “No, il problema è che gli ho promesso che l’avrei fatto di giorno….” afferma ridendoio lo mettevo sempre sotto pressione, ma gli volevo un gran bene. Sono davvero contento che abbia fatto tutta quella strada”.
All’inizio di quest’articolo parlavamo di intrecci all’interno della stessa storia: Andrea Bottazzi, oltre ad aver visto il primo Alessandro Lucarelli, ha avuto modo di vedere anche il primo Tommaso Ghirardi: “Sono stato il primo giocatore ex professionista che ha acquistato per il suo Carpenedolo. Ghirardi all’epoca era un ragazzino, aveva 21 anni, e mi fece una corte serratissima: alla fine accettai”. 
Torniamo però alla gara di domenica contro l’AlbinoLeffe. Una sfida che, per Capitan Lucarelli, rievocherà più che altro ricordi legati alla Serie A, visto lo stadio in cui si disputerà. In realtà proprio a Bergamo il Parma perse l’ultimo precedente giocato in casa contro l’AlbinoLeffe, nell’anno giocato in Serie B: a segnare il gol vittoria fu l’ex crociato Ruopolo. Un gol dell’ex vendicato al ritorno proprio da Lucarelli, che firmò il 3-1 al Tardini sotto la Curva Nord: per lui il primo gol in carriera con una maglia, quella crociata, con la quale gonfierà la rete in tutte le categorie raggiungendo un record che ha festeggiato il 30 dicembre scorso a Lumezzane. Un record che potrebbe anche non essere l’ultimo: quella di domenica, se scenderà in campo, sarà la 299esima presenza in gialloblu. La quota 300 è ormai ad un passo, ma dopo aver superato Minotti (fermo a quota 280), prenderà di mira il podio: Apolloni è terzo con 304, Polli è secondo con 307, Cocconi è primo con 308. Una sfida tutt’altro che impossibile, a cui pensare dopo aver fatto il possibile per battere l’AlbinoLeffe per continuare così la corsa al Venezia di Inzaghi. Quel Filippo Inzaghi che iniziò la carriera andando in prestito al Leffe, proprio come il Capitano crociato. A proposito di intrecci…