STANKEVICIUS, SFORZINI E LE ULTIME ALTERNATIVE: IL PARMA PROVA A CHIUDERE IL CERCHIO – IL PUNTO DI PFZ.IT

Analisi e considerazioni dopo il test amichevole contro il Pontedera che si intrecciano con le voci di mercato. Si, perchè l’ottima prova messa in mostra ieri al Tardini ha comunque permesso di far risaltare quelle che possono essere le lacune di una squadra che dovrà ammazzare un campionato complicato e ricco di insidie come la Serie D, al di là del girone che ospiterà i crociati. Mancano ancora pochi tasselli per completare una rosa finora ricca e ben assortita: tasselli che permetteranno al gruppo allenato da Apolloni di fare il salto di qualità.

parma2015-16DIFESA: COSA SERVE?
Ricci, Lucarelli e Cacioli, in questo momento, rappresentano delle garanzie e difficilmente verranno scalzati dall’undici titolare. Adorni e Messina si giocano invece una maglia da titolare sulla fascia destra: fino ad ora è stato preferito il giovanissimo parmigiano, che continua a convincere giorno dopo giorno anche se a volte pecca di inesperienza, ma è inevitabile che sia così. Al reparto manca però ancora qualche elemento. Sul mercato si cerca, infatti, un’altra alternativa (giovane) per la coppia centrale, visto che il solo Saporetti non basta. Sarà fondamentale cercare anche un terzino sinistro che possa dare il cambio a Ricci: Donati ha finora ben figurato, ma la sensazione è che la società sia alla ricerca di un altro giovane per completare quella fascia e mettersi al riparo da ogni difficoltà, leggasi infortuni o squalifiche durante la stagione. Resta da valutare Mousa Balla, che può svolgere diversi ruoli e che potrebbe rappresentare un’alternativa anche se forse non ha convinto pienamente lo staff.

CENTROCAMPO: COSA SERVE?
Un solo giocatore, ma di qualità superiore, per completare il puzzle. Sarà Stankevicius? Di sicuro la società, a stretto contatto con Apolloni, sa in che direzione muoversi. Corapi, Giorgino, Traykov e Simonetti rappresentano un pacchetto ben assortito, al quale si dovrebbe aggiungere Walter Rodriguez non appena riceverà il passaporto comunitario. Tuttavia si cerca un nome di spicco che possa, in coppia con Corapi, formare una cerniera tra difesa ed attacco di assoluto valore. Se alla fine il prescelto, come svelato da Sky nei giorni scorsi, sarà proprio il lituano ex Brescia, Sampdoria e Lazio, Apolloni si ritroverebbe nel mazzo un ottimo jolly, visto che Stankevicius può giocare sia da centrocampista centrale che da terzino, esterno alto e difensore centrale. Insomma: un elemento buono per ogni tipo di necessità.

ATTACCO: COSA SERVE?
Il primo punto di domanda è rappresentato da Baraye: il giocatore era in tribuna al Tardini ieri pomeriggio a causa del fatto che Parma, Chievo (che ne detiene il cartellino) ed il giocatore non hanno ancora trovato l’accordo. Una stretta di mano che permetterebbe al Parma di contare su un giocatore di categoria superiore in grado di aumentare, e non poco, il tasso di pericolosità dell’attacco crociato, aggiungendo una discreta dose di fisicità. Oltre alla punta, della quale parleremo in seguito, la sensazione è che si debba cercare un altro esterno: è vero che sui fianchi l’attacco crociato è ben assortito, grazie alle doti e all’imprevedibilità di giocatori come Lauria, Melandri, Vignali e Sereni, ma resta il dubbio Buttaccio, con l’argentino in odore di taglio, e potrebbe esserci la volontà di portare a Parma un altro ’96 che possa fare “coppia” con Sereni, sempre per il discorso legato agli slot obbligatori per i giovani. Forse per questo era nata l’idea di provare Scarpi, proveniente dalla Spal, che però dopo un paio di allenamenti non si è più visto in campo e quindi immaginiamo sia tornato al mittente. Infine l’attaccante: l’arrivo di Longobardi, al netto della crescita costante di Musetti, non completa ancora il reparto offensivo. Continuano i contatti con Sforzini anche se le difficoltà sono elevate, mentre si valutano le condizioni fisiche di Longobardi, operato al menisco recentemente: se darà la sensazione di poter tornare a giocare senza problemi in un tempo abbastanza breve allora la sua firma è praticamente cosa fatta, ma c’è la legittima volontà di valutare fino in fondo l’integrità del suo ginocchio, prima di procedere alla stesura del contratto.