PARMA: SOCIETA’ ANCORA IN VERGOGNOSO SILENZIO, I GIOCATORI MINACCIANO LO SCIOPERO

comunicato-parmaMancato pagamento, fallimento, Irpef, penalizzazioni, sanzioni… La testa dei tifosi è sul punto di esplodere, e la rabbia cresce sempre di più. Nel catalogo delle esternazioni c’è un po’ di tutto: minacce di contestazioni, sciopero del tifo, proteste, manifestazioni. “E’ la fine del calcio a Parma” sostiene qualcuno, e potrebbe non avere tutti i torti. Se un compratore non lo si è trovato prima, come sarà possibile farlo ora con dei punti di penalizzazione in arrivo? La vena ottimista di ciascun tifoso (che ormai è sempre più piccola, quasi nascosta in un angolo) spera che sia tutto uno scherzo, e che dietro a questo vergognoso silenzio da parte della società ci sia un qualsivoglia annuncio a sorpresa che purtroppo non arriverà.

Nelle piazze virtuali tira un’aria da funerale. “Anche tu, tifoso del Parma?“, “Si, guarda, ti capisco, condoglianze sincere. Dialoghi surreali, con la rabbia dell’ultim’ora di chi aveva creduto che ciò non sarebbe mai accaduto, e quella antica di chi invece sosteneva che sarebbe andata a finire esattamente così, e lo andava ripetendo (bisogna dargliene atto) da mesi, o forse anni. Una rabbia vera, sincera, triste, quasi straziante, che squarcia il cielo crociato proprio oggi, 18 novembre, a sei mesi esatti da quel rigore fallito da Cerci e da una festa strozzata sul nascere, che si è poi trasformata in una tragedia sportivo-amministrativa che ormai non accenna a vedere la fine.

compratelaparmaSi parla di tutto, meno che di calcio giocato. E’ comprensibile, sia chiaro, ma non va dimenticato che domenica si va in campo, anche se è difficile capire e prevedere con quale umore i crociati affronteranno l’Empoli. La Gazzetta di Parma ha parlato di una reazione rabbiosa da parte di tutta la squadra dopo aver ricevuto la notizia ufficiale, da parte della società, del mancato pagamento e dei conseguenti punti di penalizzazione. E’ stata paventata anche la possibilità di uno sciopero, anche se poi Lucarelli e compagni hanno deciso di buttare sul campo quella stessa rabbia scatenata da una situazione angosciante. Possiamo solo provare ad intuire in che stato d’animo si trovi un gruppo formato in gran parte da pupilli di Leonardi, che ora rischia di perdere per sempre (se non l’ha già fatto) la loro fiducia.

squadreincampo-sassuoloDi fatto il Parma inizia ora un nuovo campionato. Fuori dal campo si cercheranno disperatamente compratori, anche se l’impresa sarà davvero ardua (ma saremmo contentissimi di venire smentiti). Per i giocatori, invece, inizia un torneo che deve essere basato su alcuni pilastri, primo tra tutti la libertà di non voler parteciparvi. Nessuno è obbligato a rimanere, e vista la situazione credo che qualsiasi tifoso possa capire e perdonare un eventuale abbandono. C’è poi l’orgoglio personale di una squadra che sa di non voler mai più subire sconfitte come quelle di Torino. L’ultimo aspetto, importantissimo, dev’essere l’unione di intenti tra squadra (intesa come giocatori ed allenatore) e tifosi: in caso di fallimento probabilmente servirà a poco, ma centrare una salvezza insperata potrebbe essere un grande segnale. I tifosi si stringano dunque attorno ai giocatori, e provino a spingerli verso il miracolo: l’alternativa è staccare la spina fin da subito, ma con 27 partite ancora da giocare tentar non nuoce…

L’Editorialista