SIAMO SICURI CHE IL PARMA ABBIA DAVVERO TOCCATO IL FONDO?

confronto-tifosiAbbiamo toccato il fondo aveva detto Ghirardi non più di 5 giorni fa. Ed è proprio questo il problema: non è vero. La sconfitta contro il Sassuolo ha messo in mostra una squadra completamente sospesa tra il fondo e la risalita. Irriconoscibili, distratti, preoccupati, poco sereni. Toccare il fondo è sicuramente il momento più duro, in qualsiasi momento della vita, ma è anche una cosa positiva: se tocchi il fondo poi si può solo risalire.

Non sono d’accordo con chi dice che il Parma non solo sia arrivato a toccare la base del barile, ma che stia scavando ulteriormente. Nel mio editoriale della scorsa settimana ho scritto che il punto più basso era stato toccato, ma evidentemente mi sbagliavo. Questa squadra, allenatore compreso, sembra che non riesca a capire cosa stia succedendo, e soprattutto faccia fatica a capire come uscire da quello che sembra sempre di più un incubo. Sulla gara di ieri si può fare ogni tipo di disanima tattica, ma per quello che si è visto in campo servirebbe a poco: questa squadra non è pronta mentalmente, prima di non esserlo tecnicamente. Quando hai voglia di cambiare le cose, e non ci riesci, la frustrazione ti porta spesso a commettere gesti censurabili, ad un nervosismo incontenibile, magari a qualche cartellino di troppo. Il Parma visto in campo ieri non sembra assolutamente frustrato, ma anzi sembra completamente appannato, quasi rassegnato.

Per assurdo oggi sarei molto più tranquillo se avessi visto Lucarelli e Felipe venire alle mani in campo, dopo il primo gol subito, per decidere di chi fosse la responsabilità, oppure dopo un cartellino rosso sventolato dopo uno sciocco fallo di reazione. Cose brutte, ovvio, ma segnali di un Parma che ci tiene, anche se in quel caso non avrebbe ancora capito come far sfociare la rabbia nel modo corretto. Cassano, ieri sera, è stato encomiabile: ha corso, pressato, ci ha provato fino alla fine, e dopo il triplice fischio finale si è diretto sotto la curva con il resto della squadra, cosa non del tutto scontata. E’ proprio questo il punto: se è Cassano colui che corre di più, e che pressa oltremisura, il problema del Parma è davvero alla luce del sole, con tutto il rispetto che ovviamente nutriamo nei confronti del talento barese.

Mentre i giocatori ancora non capiscono dove si trovano, chi ha sicuramente toccato il fondo è Tommaso Ghirardi, dopo l’incontro con i tifosi di ieri sera al termine della gara. “Sono impressionato da tanto affetto“, aveva detto attraverso una nota il 5 giugno scorso. Le cose sono decisamente cambiate in soli quattro mesi, circa tre dei quali passati lontano dalla guida della società, uno delle cause principali della situazione in cui si trovano attualmente i crociati. Ora dovrebbe essere la società a cercare ricucire lo “strappo” con la squadra, per provare a dare quella scossa che faccia uscire quell’orgoglio che sembra, purtroppo, ormai sopito. Anche perchè saranno comunque loro, i giocatori, a scendere in campo fino a giugno, e non attendiamoci grossi stravolgimenti nei prossimi mesi. Certo, il ritorno di Cassani, Paletta e Biabiany sarà sicuramente fondamentale, ma nel mercato di gennaio verrà fatto il possibile, ed il possibile in questa situazione non è purtroppo nulla di eccezionale.

stelle-stalle-smallTra tre giorni si va a Torino per una partita che dovrebbe avere mille significati, ma che ora come ora non fanno altro che avvicinare il Parma attuale ad un Parma che non esiste più. Difficile trovare la cura, ma forse andrebbe percorsa la strada della semplicità. La squalifica di Lucarelli aiuta in un certo senso il tecnico, che potrà schierare Mendes nella sua posizione naturale (o Costa, in alternativa). Senza pensare a chi sia all’altezza o meno, forse l’ideale sarebbe schierare i giocatori nel loro ruolo, visto che è ormai palese che per riuscire a rendere bene in una posizione non propria servono qualità tecniche e psicologiche che quest’oggi, in rosa, non ci sono. Bisogna avere fiducia, non bisogna perderla mai, perchè è vero che i 90 punti a disposizione sono tanti, e rendono l’impresa assolutamente fattibile. La gara di ieri, però, ha regalato tante, troppe preoccupazioni. Non sappiamo dove sia il fondo, ma speriamo di raggiungerlo presto, nella speranza almeno di provare a risalire. Ma il desiderio più grande resta sempre quello di vedere Ghezzal che ci spernacchia dopo una doppietta, Mirante che ci manda a quel paese dopo una parata delle sue (perchè a parte questo periodo buio, resta un grande portiere), Donadoni che ci lancia frecciatine dopo una vittoria con una formazione che non avremmo mai messo in campo… Tutte cose che “subiremmo” volentieri, l’importante è cambiare registro, e farlo da subito.

L’Editorialista

(La foto in evidenza, poi ritoccata, è di Parma.Repubblica)