LA SENTENZA DEL CONI UN ASSIST PER IL TAS? – L’INTERPRETAZIONE DI PARMAFANZINE

motivazionisentenzaLe motivazioni della sentenza del Coni, contenute in un fascicolo di 6 pagine, a prima vista possono far pensare che il Coni si sia limitato a confermare l’esclusione del Parma dalla prossima Europa League. Dopo varie letture, e diverse consultazioni con chi mastica il linguaggio giuridico che viene utilizzato in situazioni come queste, ci preme sottolinare qualche punto che ci sembra molto importante.

I punti di cui parlavamo anteriormente sono quelli dal 5d al 5g:

5d) La condizione, cioè, della società a cui nessuna contestazione fiscale sia pervenuta entro il 31 marzo sarebbe più sfavorevole rispetto a quella della società che, alla stessa data, è in lite col Fisco per opporsi alla pretesa tributaria e che nondimeno può ottenere la Licenza UEFA.

5e) Ritiene il Collegio che, effettivamente, il combinato disposto di tali principi e gli effetti che – in questo caso – ne derivano, confliggano con ogni ragionevole principio di difesa di un diritto dinanzi alla pretesa di una autorità terza.
Ma, come è evidente, tale effetto di concreta ed ingiustificata disparità di trattamento deriva da una disposizione del Manuale UEFA, normativa sovranazionale applicabile come “legge di gara” in tale esclusivo ambito, e che rispetto a tale disposizione non è dato all’Alta Corte il potere di annullamento o di modifica, ed è pure precluso il sindacato di costituzionalità – ammesso che l’Alta Corte abbia il potere di sollevare la questione – non rientrando il Manuale tra le disposizioni per cui è ipotizzabile nell’ordinamento italiano tale sindacato.

5f) Il Collegio, pertanto, deve limitarsi a segnalare, alle Autorità sportive che ne hanno la competenza, come in detto sistema di disposizioni (parag. 14.7 del Manuale) è preclusa ogni difesa alla società a cui, per un qualsiasi motivo, l’inadempimento fiscale, cui potrebbe opporsi e per ciò solo rispettare il requisito ivi prescritto, venga contestato a termine ormai scaduto.

5g) Non è, in altri termini, in discussione il carattere decadenziale del termine del 31 marzo (su cui si è già detto), ma il fatto che detto termine possa spirare in danno di una società che, spiegabilmente, è convinta di avere ottemperato a tutte le prescrizioni ed a cui nessuna obiezione specifica sia stata mossa.

Dedurre la rimessione in termini, o insistere sulla natura ordinatoria di tale termine contrasterebbe con principi, che il Collegio condivide, volti a stabilire una “legge di gara” uguale per tutti gli aspiranti in tutti i paesi UEFA.
Ma, nel caso concreto, la forte – e non risolvibile dall’Alta Corte – incongruità ed ingiustizia delle conseguenze applicative del parag. 14.7 sul punto delineato resta elemento che il Collegio ha dovuto sottolineare con forza.

Deriva da quanto sopra esposto che il ricorso deve essere respinto, confermando così la impugnata decisione.

parmaresuscitaIn sintesi, il Coni offre un discreto assist al Parma verso un possibile ricorso al Tas di Losanna. Nella sentenza, infatti, l’Alta Corte sottolinea l’ingiustizia che si viene a creare per un regolamento che non è assolutamente chiaro in questioni fiscali, dando al Parma l’alibi di non poter difendersi in un caso come questo, in cui il mancato pagamento è stato contestato dopo il termine previsto dall’Uefa, sottolineando però che solo l’Uefa può controvertire una decisione basata su un suo regolamento. In parole povere? Parma, avresti ragione, ma noi non possiamo accogliere il tuo ricorso perchè dobbiamo attenerci a queste regole, anche se le riteniamo ingiuste e lo sottolineiamo nella sentenza.

Al Tas di Losanna, con queste premesse, il finale potrebbe essere molto diverso.