SCALA: “NON SEGUO PIÙ IL PARMA, HO CHIUSO IL 22 NOVEMBRE. VOGLIO RICORDARE SOLO COSE BELLE”

Nevio Scala questo pomeriggio era a Moletolo dove ha ritirato il “Premio Fair Play” attribuitogli dal Circolo Inzani. Sia durante la premiazione che a margine ha rilasciato alcune dichiarazioni, con le quali ha voluto comunque dire che per lui, quello terminato con il “ribaltone” del 22 novembre scorso, è un periodo alle spalle. O meglio: ha annunciato di voler ricordare e dunque imprimere nella propria memoria non solo, inevitabilmente, la sua esperienza da allenatore del Parma nei primi anni ’90, ma anche la stagione da Presidente terminata con la promozione in Lega Pro.

Ecco le sue parole a margine della premiazione:

Se continuo a seguire il Parma? No, ho chiuso con il 22 novembre dello scorso anno. Seguo il risultato, ma non so più niente, e forse è meglio così. Sono stato in silenzio fino ad adesso e desidero continuare a farlo perchè non ne vale la pena. Il legame con la città? Quando cammino per la città la gente mi dice “Mister, che bello era quando c’era lei…”. Questo è il più bel regalo che la gente di Parma mi possa fare. Il futuro? Stavo pensando di tornare in panchina, ma adesso vediamo. Mi è tornata un po’ di carica, ma adesso vediamo. Ho grandi cose in mente, ho una famiglia straordinaria, una azienda agricola che sta crescendo, un vino che sta facendo le bollicine che sarà straordinario. Cose per la testa ne ho molte, deciderò con calma e serenità”.

Ecco invece le parole pronunciate sul palco:

Sono stato in silenzio finora, tutti sapete quello che è successo. Sono rimasto deluso dal comportamento dei dirigenti del Parma. È stato un anno, il primo, straordinario. Abbiamo lavorato con grande impegno, abbiamo risollevato le sorti di un Parma distrutto. Ai primi di agosto eravamo tre giocatori, con i miei uomini che avevo scelto io con grande difficoltà. Mi sentivo responsabile di quelli che avevo scelto: Gigi Apolloni, Lorenzo Minotti, Andrea Galassi e Fausto Pizzi che hanno lavorato con grande intensità, ed hanno regalato a Parma un anno di gioia. Quello che è successo il 22 novembre, il giorno del mio compleanno, lo sapete tutti. Non voglio ripensarci, voglio solo pensare alle cose belle. Ho dato le dimissioni perchè il comportamento della società non è stato corretto, e mi fermo qui. Voglio che Parma ricordi il nostro primo Parma, dall’89 al ’96, e lo scorso anno che è stato straordinario. Abbiamo coinvolto il mondo con questo progetto, abbiamo fatto delle cose semplici, abbiamo promesso delle cose molto reali. Volevamo cambiare il mondo del calcio, e l’abbiamo fatto. Abbiamo promesso alla gente il modo di fare calcio. Certo, nel calcio bisogna vincere, ma c’è modo e modo per arrivare alla vittoria, e questo era il nostro grande obbiettivo. Credo che la gente abbia apprezzato questo. Prima mi hanno chiesto se ho dei sassolini da levarmi dalle scarpe: assolutamente no. Voglio ricordare le cose che Parma mi ha regalato. Attraverso Parma sono riuscito a farmi conoscere, e tornare e sentire quando i tifosi mi dicono “che bello quando c’era lei, Mister”, è il più bel regalo che mi si possa fare”.