SCALA, MINOTTI E GALASSI: “NOI SIAMO APOLLONI. C’È POCHISSIMO DA MIGLIORARE, SERVONO EQUILIBRIO E PAZIENZA” – VIDEO E AUDIO

“Noi siamo Apolloni”. Questo lo slogan utilizzato da Nevio Scala nella conferenza tenutasi questa mattina a Collecchio alla quale hanno partecipato attivamente anche Minotti e Galassi. L’allenatore non è in discussione, anzi: nessuno di loro lo è. Dalle parole dei tre dirigenti si è infatti intuito che si tratta di un blocco unico formato da Scala, Minotti, Galassi ed Apolloni. Tradotto: nessuno prenderà alcuna decisione (eventuale) circa il tecnico, o qualche altra figura, e dunque questo è lo staff, e questo resterà fino alla fine (a meno di un clamoroso intervento dei soci), ovviamente con la volontà e la sicurezza (da quanto è stato detto) del fatto che si tratta di una situazione passeggera, con una squadra che alla lunga verrà fuori. Serve un po’ di pazienza ed equilibrio, ha detto Minotti, di fronte ad una situazione che vede, sempre dalle parole di Scala, Minotti e Galassi, un disfattismo generale che non rispecchia la reale situazione. C’è pochissimo da migliorare. – ha detto ScalaNon serviranno grandi cose, serve solo sfruttare il cervello più di quello che stiamo facendo”.

Di seguito pubblichiamo il video (manca la parte finale), l’audio integrale e la trascrizione delle parole dei tre dirigenti durante la conferenza:

Nevio Scala: “Il motivo per cui ho voluto quest’incontro con voi è perchè io non leggo molto, però mi arrivano messaggi abbastanza antipatici sul nostro lavoro, sulla nostra società e la nostra squadra. Io accetto le critiche, accetto tutto quello che voi avete il diritto di dire, ma quando questo oltrepassa la verità devo intervenire. Per questo ho convocato questa conferenza. Io ho una delega non scritta ma molto salda nella gestione di questa società, data dai sette soci e da Ppc. Io mi sono scelto la mia squadra, composta da Apolloni, Minotti, Galassi, Pizzi, i collaboratori, medici, responsabili, ecc. Questa è la nostra squadra. Io sono responsabile di questa scelta, e nessuno di noi ha mai pensato a mettere in discussione qualcuno. Noi siamo un gruppo, una squadra, che nel momento in cui le cose non vanno bene siamo tutti responsabili, a cominciare dal sottoscritto, ma non ci è mai passato mai per la testa di mettere in discussione qualcuno. Questo volevo dirvelo perchè noi siamo una squadra, lo slogan del Parma iniziale è “We are Parma”, e noi siamo Parma. Stiamo lavorando, stiamo cercando di valutare le cose giorno per giorno, siamo presenti costantemente in campo e fuori per capire le cose che vanno bene o meno, e questo è quello che volevo dirvi. Non c’è nessun caso. Dopo una sconfitta, per la quale siamo dispiaciuti, la nostra voglia di far le cose non cambia. Siamo consapevoli di quello che stiamo facendo, lo faremo con grande volontà, con grande applicazione, ma lo facciamo anche con grande apertura. Ora se voi avete delle curiosità, o qualche cosa da chiedere siamo pronti a rispondere”.

Nevio Scala: “Tutti i giorni valutiamo le cose che stiamo facendo. È inevitabile che c’è qualcosa che va migliorato, è normale. Non si può raggiungere la perfezione. Noi stiamo lavorando, ci stiamo confrontando, stiamo facendo delle valutazioni che abbiamo fatto sempre. Lavoriamo con la stessa intensità, con lo stesso obbiettivo: quello di portare questa squadra ai livelli che questa città desidera avere. Perchè è stato messo nel mirino dei tifosi Apolloni? È la domanda che mi faccio anch’io. Gigi non ha bisogno di essere difeso, ha lavorato con una capacità e con una trasparenza che credo che sia invidiabile. Ha fatto una cosa che resterà scritta negli annali di tutto il mondo, perchè non ha perso una partita in una stagione. Apolloni siamo noi, noi siamo un gruppo, siamo noi i responsabili di quello che la squadra farà da qui alla fine”.

Nevio Scala: “L’incontro con i soci? No, sono venuti qui ieri Malmesi, i figli di Pizzarotti. I soci sono persone straordinarie, e se mi hanno dato la delega vuol dire che hanno fiducia in me. Stasera siamo a cena con i soci perchè abbiamo il dovere tutti i mesi di incontrarci e di informarci delle cose che stiamo facendo. Ho parlato con la squadra, ho detto le cose che sto dicendo a voi. Abbiamo solo il dovere di credere di più in noi stessi, di migliorare alcune cose che non funzionano. Ho fatto un discorso più psicologico che tecnico. Alla fine qualche giocatore mi ha ringraziato per il discorso che ho fatto. Il mio intervento qualcosa porterà. Vedo in loro una grande attenzione, una stima nei miei confronti, ed è una cosa che mi inorgoglisce molto. Abbiamo scelto degli uomini straordinari, e se voi entrate nello spogliatoio c’è un’aria di serenità e tranquillità. Ci manca ancora qualcosa, ma dopo otto partite è consentito che tutte le cose non siano perfette. Continueremo a lavorare”.

Lorenzo Minotti: “Io dico solo che noi in tante partite non abbiamo espresso il massimo. È una squadra per larga parte nuova, con pressioni e responsabilità importanti, perchè non è che siamo partiti per dare fastidio agli altri, bensì per vincere il campionato. Dobbiamo crescere, costruire una squadra sotto tutti i punti di vista. Le prestazioni sono state alterne per diversi motivi, nelle prime abbiamo sofferto dal punto di vista fisico, nelle altre gare stiamo ancora cercando gli equilibri migliori. L’ultima sconfitta è arrivata anche perchè c’è stato un approccio sbagliato. Eppure in settimana avevamo lavorato benissimo. Eravamo straconvinti di fare una buonissima partita. Quello dell’altra sera è stato un passaggio a vuoto. A volte si incontrano anche delle squadre che hanno una serata giusta, e la FeralpiSalò ha fatto una grandissima partita. Nel momento in cui dovevamo recuperare e rimettere in piedi una gara non abbiamo avuto quella serenità e cattiveria agonistica. Il fatto che la squadra sia presuntuosa non lo avverto. L’altra sera ha approcciato male la gara. Forse dobbiamo calarci nella mentalità di un campionato difficile, dove si gioca in maniera sporca, ed allo stesso tempo troviamo squadre come il Bassano, il Pordenone, la FeralpiSalò, squadra che hanno valori tecnici buoni, ed un’organizzazione che nasce da un lavoro di tre o quattro anni. Sambenedettese e Gubbio stanno vivendo l’entusiasmo della piazza, e stanno sfruttando l’emotività del momento. Noi dobbiamo calarci in questa realtà, abbiamo tanti giocatori che la Lega Pro non l’hanno fatta o non la fanno da tanti anni. Ma sono fermamente convinto nelle scelte che abbiamo fatto, anche se speravo di partire meglio. Io sono fiducioso, sono anche consapevole che abbiamo tante difficoltà. Non sarà facile vincere questo campionato in carrozza, ma credo che ce lo giocheremo per arrivare primi”.

Andrea Galassi: “Io personalmente ritengo che questa squadra non abbia ancora espresso un potenziale importante. Questa squadra è stata costruita sulla concretezza. Più quadrata, concede meno al gioco ma alla fine porta a casa il risultato. La piazza richiedeva giocatori esperti. Mettere dentro nuovi giocatori vuol dire che serve tempo per dare una fisionomia adeguata. Quando questa squadra troverà una continuità di risultati troverà anche un gioco più fluido. Tanti giocatori hanno fatto vedere un 60/70% di potenzialità. Sul mercato noi riteniamo che il materiale che abbiamo siano già competitivi così. Non sarà un giocatore che cambierà la squadra. Su questo gruppo si potrà mettere un giocatore, forse due, e poi eventualmente a gennaio se lo riterremo opportuno cambieremo qualcosa. Ma non creiamoci l’alibi che manca un giocatore o due. Non è così. Dobbiamo ritrovare fiducia ed autostima”.

Lorenzo Minotti: “È normale che quando le cose non vanno bene fai un esame di coscienza. È ovvio che capisci che ci sono state delle mancanze da parte della società, da parte dello staff tecnico e da parte di giocatori. Dagli errori si debbano trarre sempre delle lezioni positive. Anch’io speravo di avere 16 o 20 punti addirittura, ma è inutile fermarsi, dobbiamo guardare avanti perchè con questo gruppo, con questo staff e con queste persone dobbiamo cercare di mischiare degli ingredienti ed ottenere il massimo perchè le potenzialità sono enormi. Se a questa squadra manca qualcosa, come un centrocampista, o che Evacuo e Calaiò non possono giocare assieme… Le squadre perfette non esistono, ma sono sicuro che ce la possiamo giocare con tutti, non siamo inferiori alle altre, si tratta solo di mescolare bene questi ingredienti. Non è però una cosa così automatica, perchè come ha detto Galassi arrivi in una piazza importante, con un campionato nuovo, abbiamo fatto un lavoro di un certo tipo dal punto di vista tattico, e cerchiamo di proporre dei concetti diversi per mettere i giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio. C’è tutto un processo di lavoro, e si passa anche attraverso le difficoltà e le cadute. L’importante è non farsi prendere dall’ansia, non patire in maniera particolare le pressioni”.

Andrea Galassi: “Se il modulo e la filosofia di gioco del Parma è condivisa dallo staff e c’è un lavoro dietro? Io parto dalle conferme che abbiamo fatto, e ai giocatori a cui siamo potuti arrivare. C’è un mercato, ed in base alle caratteristiche che abbiamo confermato abbiamo deciso assieme ad Apolloni che forse la strada più percorribile per questo gruppo potesse essere questo. Ovvero una squadra di personalità, che reggesse la piazza con le pressioni che ci sono, e che sapesse anche ribaltare le situazioni com’è successo a Pordenone o contro la Sambenedettese. Tutti speravamo di avere più punti, ma la differenza è tra una partita vinta ed una partita persa. Tra avere 16 punti o averne 13 non può essere la differenza tra “è tutto sbagliato” o “é tutto giusto”. Ieri sera andandomi a rivedere il passato ho visto che a Cesena dopo 12 partite avevamo 13 punti e ne avevamo perse cinque, ed alla fine abbiamo vinto il campionato. Secondo me stiamo facendo una cosa più grossa di quella che è, questa squadra è in sviluppo, si stanno conoscendo i giocatori, e non è detto che in tutte le squadre questo avvenga in un mese o due. C’è bisogno di un po’ più di tempo, ma ci sono dei segnali che vedo in tutte le settimane. Penso che questa squadra se abbiamo un po’ di pazienza tutti e cerchiamo di vedere le cose con un pochino di equilibrio ce la può fare. Quello che mi dispiace è vedere, magari non da parte di tutti, questo isterismo, anche se magari non è la parola corretta. Nel calcio ci vuole equilibrio. Non possiamo buttare tutto quello che di buono abbiamo fatto quest’anno in tre partite o tre sconfitte. Secondo me bisogna avere anche la pazienza di dire che stiamo lavorando, e che la squadra perfetta non esiste. Sicuramente qualche carenza ce l’hai, ma dateci tempo, e secondo me questa squadra farà quello che deve fare. Ma con un po’ di serenità. Diamoci un po’ più di equilibrio. Un po’ di pazienza e questa squadra verrà fuori”.

Lorenzo Minotti: “Il tifoso deve essere esigente, ed è giusto che voglia vincere. È vero che su questo Parma si possono fare tante osservazioni. Noi siamo i primi che le facciamo, ma è anche vero che vediamo che sono difficoltà non dico normali ma fisiologiche. Magari nelle aspettative nostre si poteva pensare di essere più avanti, o di avere qualche risultato migliore, ma non siamo allarmati. Siamo consapevoli che dobbiamo fare di più, possiamo fare meglio, e sappiamo che l’unico modo è lavorare, analizzare e fare la diagnosi per trovare soluzioni ed equilibri che in questo momento ci servono. Da una parte noi siamo consapevoli, non siamo soddisfatti e stiamo lavorando, dall’altra parte c’è un disfattismo generale e sembra che non vada niente. Questo mi sembra un pochino ingeneroso. Ormai avete cominciato a conoscerci, serve un po’ di equilibrio e pazienza. So che fa parte del gioco, e credo che certe critiche siano anche giuste, siamo noi i primi a farle a noi stessi. Ma credo che questo faccia parte del gioco”.

Nevio Scala: “Apolloni non ha bisogno di essere difeso. Non ci è mai passato per la testa di metterlo in discussione. Siamo in quattro: io, Minotti, Galassi ed Apolloni. Non c’è nessuno che individualmente che verrà messo in discussione. Questo è il nostro messaggio. Abbiamo detto che volevamo fare un calcio diverso dagli altri. Ma se mettiamo in discussione qualcuno dopo la prima difficoltà cadremo in quello che fanno tutti. Se vogliamo essere diversi siamo diversi per questo motivo. Ma ci mettiamo in discussione noi, io sono il primo, ma vuol dire valutare le cose che stiamo facendo, non esaltarsi nel momento in cui vinciamo un campionato alla grande, e non deprimerci se perdiamo una partita anche se ci rattrista un pochino. Stasera siamo invitati a cena da Paolo Pizzarotti, ma non è un processo di Norimberga, noi andremo a cena perchè è giusto che i nostri dirigenti sappiano cosa stiamo facendo, come stiamo lavorando, ma con una serenità davanti ad una malvasia del Monte delle Vigne. Minotti se va a Sky è un valore aggiunto che ci dà con questa seconda attività. Sento delle cose che mi scivolano sulle spalle. Noi siamo un gruppo di lavoro, che nel momento in cui le cose non dovessero andare bene è tutto messo in discussione. Io non scaricherò qualcuno, sono il primo a ricevere le vostre critiche perchè sono io il primo responsabile. La vostra responsabilità è quella di dare alla città i messaggi che Lorenzo o Andrea cercano di farvi capire. Non può una sconfitta cancellare un lavoro che da due anni e mezzo stiamo facendo. Dobbiamo analizzare e valutare le cose che sono da migliorare. Questo è il calcio che vorremmo portare avanti per sempre. Credo che Apolloni sia l’allenatore più assistito e stimato da tutte le squadre del mondo. Non difeso, ma condividiamo tutti i giorni il suo lavoro ed il suo operato. Ecco perchè ho detto che Apolloni siamo noi. Non sarà mai solo, come questa società non sarà mai una voce unica. Io parlo ma sono le voci dei sette soci più i soci di Ppc, e questo è quello che voglio farvi passare come messaggio. Non sono io che decido se oggi andiamo in ritiro, lo decidiamo tutti assieme a parte la formazione, ovviamente, che compete al tecnico”.

Nevio Scala: “Dove dobbiamo migliorare? C’è pochissimo da migliorare. Stamattina ho parlato con Lucarelli, trenta secondi. Gli ho chiesto come va. Mi ha detto che quando si perde non si sta bene. Gli ho detto che le sconfitte possono fare bene. Devono capire che devono essere convinti. Al di là delle cose tecniche che saranno di competenza di Gigi Apolloni, ma per tutte le altre cose siamo qui tutti i giorni per rendere la situazione fluida e per mettere tutti nella migliore condizione. Non serviranno grandi cose, serve solo sfruttare il cervello più di quello che stiamo facendo”.

Lorenzo Minotti: “Agostinho Cà? La nostra intenzione è quella di tesserarlo, dobbiamo verificare una situazione, perchè praticamente lui è nato il 23 luglio, ha compiuto i 23 anni nella stagione già iniziata, e quindi c’è la possibilità che il Barcellona possa vantare i diritti di formazione. Noi non possiamo assolutamente pagare cartellini, Se sarà completamente libero lo prenderemo perchè ci potrà essere utile”.