SCALA: “DECISIONE NATA IN MODO INACCETTABILE, DELUSO DA COME HA AGITO LA PROPRIETA'”

Al microfono di Radio Anch’io Sport, celebre trasmissione di Radio Uno, Nevio Scala è intervenuto questa mattina per raccontare quello che è successo la scorsa settimana, con il ribaltone e l’esonero di Minotti, Galassi ed Apolloni e le dimissioni dell’ex allenatore della storica prima promozione in Serie A del Parma.

Ecco la trascrizione delle sue parole:

Cos’è successo? È stato bello credere in un progetto a lungo termine, per fare un calcio diverso che si nutre di logiche differenti da quelle del risultato immediato. L’anno scorso abbiamo fatto un’annata straordinaria senza una sconfitta e con 10.500 abbonati in Serie D. Quest’anno dopo due mesi e mezzo la squadra non dava conferenza-scala-minottiprestazioni di altissimo livello ma eravamo a 4 punti dalla prima in classifica e la proprietà ha deciso di esonerare l’allenatore, senza passare attraverso di me. Io ero il Presidente di questa società, la proprietà ha deciso senza consultarmi e dopo due minuti ho detto che questo non è il modo per affrontare una situazione difficile, ed ho detto che non potevo continuare nel mio ruolo perchè avevano esonerato delle persone che avevo scelto io, mi sentivo responsabile ed ho lasciato la palla agli altri. Abbiamo fatto un progetto straordinario, abbiamo fatto dichiarazioni, abbiamo convinto la gente del fatto che si poteva fare un calcio trasparente senza la logica di un risultato immediato. Anch’io mi domando il perchè sia finito, mi domando il motivo per cui si è arrivati a questa decisione. Noi speravamo in un calcio diverso, ma invece purtroppo questo non è successo e sono deluso e rammaricato. Non riesco a spiegarmelo. È stato bello sognare e credere in questo progetto, che era condiviso, analizzato e studiato nei minimi particolari. Anche il mio Parma nell’89 aveva fatto sei sconfitte consecutive, mi hanno rinnovato il contratto ed alla fine siamo arrivati in Serie A. Ecco il significato a volte di decisioni affrettate e senza un senso. Poi è chiaro, la proprietà è padrona, ma il modo in cui si è agito è un po’ deludente. Se la proprietà mi dovesse chiedere di tornare? È difficile rispondere, ed è imbarazzante. Credo che si sia chiusa una stagione, e che il modo in cui è nata questa decisione sia inaccettabile. Ma siamo sereni perchè abbiamo lavorato con grande applicazione. Un anno senza perdere una partita, poi due festa-apolloni-minotti-galassimesi e mezzo con qualche difficoltà, può darsi che abbiamo commesso anche qualche errore, ma quello che mi dispiace è che c’era questa voglia, questo entusiasmo, e quello che mi dispiace è il silenzio dei magnifici sette che hanno elaborato questo progetto, a parte uno che mi ha esternato la sua disapprovazione. Se i sette hanno tenuto conto che i 10mila abbonati erano venuti per noi? Non voglio essere presuntuoso e pensare che fossero venuti per noi, ma io credo che questo gruppo avesse dato il la per questo entusiasmo. Io credo che la proprietà abbia il diritto di decidere su tutto, ma credo che avessero avuto anche il diritto di coinvolgere anche il Presidente. Stavo studiando per questo ruolo, non so se fosse giusto che fosse così, ma auguriamoci che il Parma arrivi in Serie A il più presto possibile, ora faremo il tifo per questa squadra è non è retorica. Io ho speso tantissimo, mi sono lasciato coinvolgere in questo progetto investendo tutto, anche emozione, ero costretto ad andare via a fine primo tempo perchè ero emozionato. Un po’ di delusione e di amarezza c’è, per il resto la vita continua”.