L’Economist di ParmaFanzine: “Sansone e il “crack” prossimo venturo…”

Gira in città e tra i tifosi da qualche settimana la voce secondo cui il Parma – a causa della mancata cessione della metà di Sansone al Sassuolo la scorsa estate – sarebbe in grave difficoltà economica e già a gennaio dovrebbe fare due o tre cessioni dei suoi big. Qualche buontempone sostiene che Cassano dopo Natale possa prendere la via di Genova. Altri – più realisti – indicano invece tra i partenti Biabiany, Paletta, Parolo, lo stesso Sansone.

Non ci vuole un genio per capire che, messa così, la suddetta voce non ha alcun senso. Per una società che alla voce salari e stipendi totalizza ogni anno 40 milioni di euro, la cessione mancata della metà di un giocatore non rappresenta certamente un discrimine. A meno che, ovviamente, il giocatore in questione si chiami Messi e valga una cinquantina di milioni. Non è questo  il caso di Sansone, bravo e amato da tutti ma che il Sassuolo non avrebbe pagato più di tre, tre milioni e mezzo di euro per la metà. Ora, si può seriamente pensare che una società che spende tra ingaggi e stipendi oltre 40 milioni, che viene da bilanci in pareggio o leggero utile, che ha chiuso l’ultima campagna di compravendita con un attivo di 9,3 milioni di euro (fonte: Il Sole 24 Ore) rischi di finire gambe all’aria per tre milioni di mancate entrate? E sia costretta ai saldi nel bel mezzo dell’anno speciale del Centenario, l’anno in cui si è fatto il sacrificio di cedere solo un giocatore di prestigio (Belfodil) per comprarne due con nomi e ingaggi pesanti (Cassano e Gargano)?

Che un tifoso possa dare retta a una voce come questa, ci sta. Che però le cavalchino anche degli addetti ai lavori, che sui conti dovrebbero essere preparati, invece non ci sta per nulla. O si conoscono numeri che non sono mai stati comunicati (un buco di bilancio imprevisto, per esempio), e allora si dica quali sono;  o si smetta di raccontare in giro che il Parma a causa della mancata cessione del 50% di un giocatore come Sansone, valutata in tre milioni di euro o poco più, rischia il crack e deve smobilitare. Al massimo, dicono i numeri e la logica, il Parma potrebbe cedere a gennaio uno dei suoi uomini migliori (e tutti ci auguriamo di no). E anche a giugno non ci sarà nessuna smobilitazione. Da quando c’è Leonardi è stato sempre così: ogni anno c’è una cessione eccellente, due al massimo, a fronte di acquisti meno costosi ma anche di un certo prestigio, come Giovinco o Fantantonio. Perché le cose stavolta dovrebbero andare diversamente?

The Economist