IL RUSH FINALE – Parma, ecco cosa va e cosa non va

Quattro partite, 360 minuti. Cagliari e Torino fuori casa, Sampdoria e Livorno in casa. Sono queste le variabili che il Parma si troverà a dover considerare, oltre ai risultati delle altre pretendenti che però passeranno senza dubbio in secondo piano: se le cose andranno bene, infatti, non servirà nemmeno guardarsi indietro. Concentrarsi solo su sè stessi, sulla propria prestazione, lasciando da parte le molte voci di mercato e le gufate varie ed eventuali che nelle ultime ore si stanno letteralmente sprecando. Questo dev’essere l’obiettivo del Parma di Donadoni, che nonostante l’ennesima sconfitta (la quarta nelle ultime sette partite) può ancora dire di avere il proprio destino nelle sue mani.

Analizziamo, alla luce di quanto visto sabato contro l’Inter, la situazione dei crociati:

cosanonvaCOSA NON VA:
-Cali di concentrazione: I crociati nelle ultime gare hanno dimostrato di soffrire alcuni cali di concentrazione. E’ fisiologico che questo accada, però nel periodo in cui i crociati hanno messo in piedi la striscia da record, anche grazie alla serenità acquisita alla luce dei risultati, eventuali errori venivano comunque ridotti: se un giocatore sbagliava, c’era sempre un compagno pronto a coprire, Mirante incluso con una serie di miracoli. L’esempio arriva proprio dalla partita contro l’Inter: Paletta (anche se la prima ammonizione è stata, usando un eufemismo, decisamente discutibile) si prende il rischio di entrare in scivolata su Palacio, Donadoni dopo l’espulsione non inserisce Felipe e la difesa in generale si dimentica Rolando che tutto solo ha potuto insaccare indisturbato. A questo punto della stagione anche la stanchezza fisica e psicologica si fa sentire, ma i crociati dovranno cercare di mantenere la concentrazione per tutti i 360 minuti che restano da qui a fine stagione.

-Poca pazienza: Il Parma deve anche ritrovare quella pazienza che lo ha contraddistinto all’inizio del 2014. In partite come quella contro il Livorno, per fare un esempio, i crociati hanno avuto la capacità di mantenere il pallino del gioco nonostante i toscani fossero chiusi nella propria metà campo, senza frenesie, lanci lunghi o passaggi azzardati. Lo hanno fatto per quasi tutta la gara e hanno colpito non appena gli avversari hanno iniziato a lasciare qualche spiraglio. Questa pazienza che ha permesso al Parma di raccogliere punti preziosi e, in parte, di fare un grande salto di qualità, sembra che sia stata un po’ persa nelle ultime uscite, soprattutto in fase di impostazione.

-Appannamento psicologico: La condizione fisica dei crociati è buona, soprattutto in confronto alle avversarie (lo vedremo successivamente tra i fattori positivi), ma sembra che quell’alone di tranquillità, felicità e serenità che ha accompagnato la squadra durante la cavalcata senza sconfitte sia stato sostituito da un appannamento psicologico che non deve preoccupare eccessivamente, ma che deve comunque rappresentare un campanello d’allarme. Sui media si sprecano ormai le voci che vorrebbero alcuni crociati (Paletta e Cassano, ad esempio) in ribasso nelle quotazioni mondiali, oltre ai vari operatori del settore che ora vedono il Parma in difficoltà e sfavorito nella corsa per l’Europa League. Sono semplici parole, ma per l’armonia della squadra di Donadoni possono diventare quasi letali. In alcuni momenti (anche se contro l’Inter da questo punto di vista il Parma è migliorato tantissimo) alcuni giocatori si spazientiscono con i propri compagni, con l’arbitro o con la mala sorte. Serve invece maggiore tranquillità, perchè le qualità ci sono, basta solo recuperare quella freschezza anche dal punto di vista psicologico che può diventare l’arma in più per questo finale di stagione.

-Difficoltà a segnare: In realtà il Parma, nel 2014, ha concluso un match con uno zero alla voce “gol segnati” solo il 9 febbraio, in casa contro il Catania. I gol di Cassano ed Amauri, tanto per citare i due terminali offensivi più utilizzati da Donadoni, mancano però dalla partita di S.Siro contro il Milan, ovvero da più di un mese. Certo, Cassano è rimasto fuori gioco per l’infortunio alla caviglia destra, però i crociati hanno perso un po’ di smalto in fase realizzativa. Parolo, Palladino, Schelotto, Biabiany (x2), Acquah, Molinaro: sono questi i marcatori crociati dell’ultimo mese, segnale che il Parma continua ad essere una cooperativa del gol, e questo è un aspetto positivo. In questo finale di stagione, anche se dipenderà dalle scelte di Donadoni, ci sarà bisogno anche dei gol di Cassano ed Amauri: il secondo, nel caso partisse dalla panchina, dovrà tornare ad essere letale a partita in corso come lo è stato in passato.

cosavaCOSA VA:
-Il rientro di Cassano: L’infortunio è ormai alle spalle, ed è una splendida notizia. L’apprensione per le condizioni di Cassano, che ha saltato le partite contro Roma, Napoli e Bologna, è stata palpabile in queste settimane. Ci ha pensato però il barese a tranquillizzare tutti, con una prestazione confortante contro l’Inter. Non ingannino il rigore parato da Handanovic ed il gol sbagliato da buona posizione poco prima: FantAntonio ha giocato una buona gara sia dal punto di vista della qualità, sia da quello della quantità. Ha corso per 90′, ha pressato i difensori interisti in fase di non possesso palla… Cassano, quindi, è recuperato: un tassello importantissimo per questo rush finale che potrà, o meglio dovrà, portare anche il suo nome.

-Il gruppo c’è: Abbiamo notato, e l’abbiamo ripetuto parlando dell’appannamento psicologico, che nel gruppo crociato c’è stato qualche segnale di nervosismo nelle ultime uscite. Contro la Juventus, ad esempio, Marchionni ed Amauri dopo l’errore che ha lanciato Vidal verso la porta di Mirante (il suo tiro ribattuto è stato poi ribadito in rete da Tevez) invece di dedicarsi a rincorrere l’avversario per recuperare dopo l’errore si sono guardati e detti qualcosa, come se cercassero di dare un nome a chi, tra i due, avesse avuto la paternità dell’errore fatidico. Altri segnali di nervosismo sono stati registrati nelle partite successive, ma sono subito rientrati: il gruppo c’è, è unito e nonostante le difficoltà mai come oggi ha voglia di ricompattarsi, come ha fatto prima della partita contro il Napoli (cosa confermata da Parolo dopo la gara). E la partita contro l’Inter, da questo punto di vista, è stata illuminante: ogni lancio fuori misura, ogni passaggio sbagliato è stato seguito da un applauso, come a dire: “Non importa, era buona l’idea. Segnale, questo, che il Parma non ha mai smesso di essere una squadra unita, e proprio quest’unione d’intenti sarà fondamentale in questo finale di stagione.

-Buona condizione fisica: Il Parma, anche in dieci, ha messo sotto l’Inter riuscendo ad avvicinarsi più di una volta al pareggio. La condizione fisica dei crociati, quindi, sembra davvero buona, tanto da spingere molti addetti ai lavori, in tribuna stampa durante la gara, a sostenere che se il Parma avesse pareggiato nonostante l’uomo in meno, alla fine sarebbe addirittura riuscito a strappare i tre punti. Sappiamo tutti com’è andata, ma in ogni caso che ci sia ancora benzina nelle gambe dei crociati è un’ottima notizia che lascia ben sperare.

-Poche assenze: Pozzi e Vergara. Sono questi i nomi che ciclicamente compongono la lista degli indisponibili di Donadoni. Certo, ora mancherà Paletta e c’è apprensione per le condizioni di Schelotto, ma con il ritorno di Cassano crediamo che il Parma non si possa lamentare. Arrivare a fine stagione senza troppi patemi dal punto di vista fisico è l’ottimo risultato di un lavoro svolto in maniera perfetta dallo staff di Donadoni, perchè se è vero che qualche indisponibile c’è stato in passato, è ora quando vengono fuori gli acciacchi causati da una stagione intera giocata a buoni livelli. I crociati, però, sembrano essere in forma e perfettamente integri, e questo permette al tecnico di avere molte carte da giocarsi.

L’Editorialista