ROVERETTO (ARZIGN.CHIAMPO) E UNA GARA PARTICOLARE: “NON SO SE GIOCARE O ANDARE IN CURVA…”

I tifosi del Parma si preparino a leggere una storia bellissima. Ma tutti i tifosi del Parma sparsi per il mondo, anche se non lo sanno, stanno forse per leggere la storia della propria vita. Con una sola differenza: dopo aver passato anni a spiegare a tutti in centinaia di occasioni i motivi di questa passione per i colori gialloblù, Marco Roveretto, tifoso crociato, vivrà una giornata particolare. Ironia del destino: giocherà contro la propria squadra del cuore.

Marco Roveretto, attaccante esterno dell’Arzignano. Mi viene in mente una domanda banale: per che squadra tifi?

“Per il Parma…”

Perchè? Da quanto? Come ci puoi spiegare questa cosa?

“Ecco, la classica domanda alla quale ho dovuto rispondere per tutta la mia vita… Tifo Parma penso dall’età di 3 o 4 anni. Stavo guardando la televisione e roveretto-parma2c’era una pubblicità con dei bambini con la divisa del Parma che giocavano con Gianfranco Zola. Io vedendo tutti questi bambini che giocavano da quel giorno mi sono innamorato dei colori gialloblù. Ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni, e Zola è sempre stato il mio idolo. Ho anche una foto a casa con il suo autografo. Da quel giorno non ho mai smesso di tifare Parma. Questa è un po’ la strana storia che avrò raccontato almeno un migliaio di volte…”.

Da tifoso sei mai stato al Tardini? Hai frequentato la Curva Nord?

“Non sono mai riuscito a venire al Tardini perchè da Udine era difficile, e gioco a calcio da sempre, e la domenica ho sempre avuto la mia partita che coincideva con quella dei crociati. Era davvero complicato. Però mi ricordo che da bambino, non potendo venire durante l’anno, per cinque o sei anni di fila ho rotto le scatole ai miei genitori chiedendogli di portarmi in vacanza a vedere il Parma, che in quel periodo faceva qualche giorno di ritiro a Tabiano Terme. Loro mi hanno portato per cinque o sei anni in vacanza a Tabiano, al mattino andavo alle terme con i miei genitori ed il pomeriggio mi portavano al campo a vedere gli allenamenti. A casa, di quegli anni, ho come ricordo un quadro con le foto autografate che ho scattato con i giocatori. E poi c’è un aneddoto particolare…”

…che a questo punto ci devi raccontare…

“Un pomeriggio a Tabiano i giocatori stavano facendo stretching con il campo che era chiuso. Io ero bambino, avrò avuto circa sei anni, ma avevo visto dall’altra parte roveretto-parma1del campo una porticina. Ho pensato: “vado a vedere se è aperta…”. Sono scappato dai miei genitori, ho fatto il giro del campo da solo, in mezzo agli alberi, e per fortuna era aperta! Sono entrato di corsa dentro al campo, e i giocatori dopo avermi visto mi hanno tenuto lì con loro, ridendo, e mi hanno firmato degli autografi. Fuori c’era tutta la gente che mi guardava… Il giorno dopo sono andato alle terme, ed ogni mattina leggevo la pagina sportiva della Gazzetta di Parma. Quando ho aperto il giornale c’era la mia foto con Thuram disteso che mi firmava l’autografo… Sono corso a chiamare i miei genitori urlando: “Sono sul giornale!!” . Loro all’inizio non mi credevano, anche se dopo mi hanno portato a comprare il giornale e ho fatto un quadro con quella foto”.

Tutto questo essendo nato ad Udine, dove di tifosi del Parma immagino che ne siano davvero pochi…

“Tutti mi chiedevano come facessi a tifare Parma. “Ma tu sei fuori… Al massimo Udinese, o Milan, ma perchè il Parma?” mi dicevano. Ed ora che il Parma è andato in D mi chiedono tutti: “Come fai a tifare per una squadra di Serie D?”. Ma la mia risposta è sempre la stessa: “Cavolo, se tu tifi Milan e i rossoneri scendono in D cosa fai, cambi squadra? No, io tifo Parma, ho sempre amato il Parma, perchè devo cambiare squadra?”. Io ho sempre tifato Parma, non ho mai mollato neanche un centimetro. Purtroppo però al Tardini ci sono stato solo una volta: ero in visita a Parma e a forza di chiederlo al custode sono riuscito a farmelo aprire. Ho visto il campo dalla Tribuna Centrale. Era però la mia unica possibilità di vedere il Tardini, e non potevo non riuscire ad entrare”.

E quando il Parma si è iscritto al campionato di Serie D cos’hai pensato?

roveretto-parma4

Marco Roveretto in posa con Gigi Apolloni

“Da tifoso ovviamente mi dispiaceva tantissimo, ma il primo pensiero, non lo nego, è stato quello che mi sarebbe piaciuto giocare con la maglia crociata. La categoria la conosco, ci gioco da 7-8 anni, e quindi ho pensato “chissà se posso andare a giocare a Parma…”. Sapevo che avrebbe fatto uno squadrone, quindi sapevo di avere poche speranze… Però poi ho pensato che se l’ArzignanoChiampo sarebbe finito nello stesso girone avrei potuto giocare al Tardini. “Sarebbe un sogno – ho pensato – chissà se succederà…”.

Poi sono usciti i gironi…

“Ho passato tutta l’estate pensando a quello. Poi vedo che la mia squadra è nello stesso girone del Parma, ed è una cosa strana perchè in teoria non doveva essere così… “Non ci credo… nello stesso girone….”. Le mie gambe hanno iniziato a tremare al solo pensiero di giocare al Tardini, non ci volevo credere. Dopo dieci minuti sono usciti i calendari, e io per sfizio guardo sempre la prima e l’ultima giornata di campionato. Guardo la prima, e vedo che giochiamo contro il Parma. Non ci volevo credere. Robe che svengo sul tavolino… “Tra cinque giorni gioco contro il Parma”. Non saprei come descriverlo. Pazzesco. La vita ogni tanto è davvero strana…”

Tu quindi scenderai in campo contro la tua squadra del cuore. Che sensazioni provi?

“Ovviamente, e lo specifico, io sono un giocatore dell’ArzignanoChiampo e la professionalità viene prima di tutto, com’è giusto che sia. Però in tanti mi hanno chiesto cosa proverò. Non saprei, ma di sicuro non riesco a non pensarci. È come se un tifoso del Milan scendesse in campo contro i rossoneri a San Siro. A volte in queste ore scherzosamente ho pensato: non faccio gol oppure cerco di segnare il più possibile affinchè magari la mia squadra del cuore si accorga di me e mi acquisti? Poi ovviamente sono battute, lo ripeto, questo è il mio lavoro, anche se la situazione è davvero strana: il cuore contro il lavoro”.

Anche perchè quella di domenica sarà la prima partita ufficiale del Parma che riesci a vedere dal vivo, e la vedrai direttamente dal campo di gioco…

“La vedrò da dentro al campo perchè spero di giocare… Non so se giocare o stare con il bandierone in Curva, davvero. Il lavoro è il lavoro, ma il cuore è il cuore”.

E se segni cosa fai? Esulti o non esulti?

roveretto-parma3“Non esulto. Neanche morto. Questo te lo posso dire con certezza. Ovviamente darò tutto me stesso, lo ripeto, è il mio lavoro e devo portare rispetto a me stesso ma soprattutto alla mia squadra e ai nostri tifosi. Cercheremo i tre punti, ma al di là di questo spero davvero che il Parma vinca tutte le altre 36 partite e che vinca il campionato…”

E l’Arzignano con che spirito affronterà questo campionato?

“Se fossimo capitati nel girone C avremmo potuto competere per i playoff, ma capitando in questo girone ci sono tante squadre ben attrezzate. È un girone davvero complicato. Noi puntiamo alla salvezza, poi quello che arriverà di più tanto meglio. Quella di domenica è una partita che non c’entra niente rispetto a tutte le altre, perchè giocheremo contro il Parma, una società che ha fatto una supersquadra. Noi cercheremo di fare il possibile, ovviamente, ma sappiamo già che qualsiasi cosa arrivi, anche solo un punto, rappresenterebbe un super risultato”.

Hai già giocato contro o con qualcuno dei giocatori del Parma?

“Ho giocato contro Lauria lo scorso anno, lui era al Delta Porto Tolle ed io ero all’Altovicentino. Poi gli altri, come ad esempio Cacioli, li conosco di nome, è gente famosa, ha sempre giocato in questa categoria. Poi ovviamente conosco Ricci, che era in squadra con me lo scorso anno. È fortissimo, davvero, era il nostro miglior giovane lo scorso anno. Non mi sono meravigliato quando ho letto che il Parma l’aveva comprato”.

E poi c’è il Capitano, che magari dovrà marcarti…

“Non vedo l’ora di stringergli la mano, davvero. Soprattutto da tifoso, più che da avversario, perchè per come si è comportato quest’estate e anche l’anno scorso durante la stagione più che un giocatore per il Parma è stato un esempio”.