L’analisi Tattica: Roma-Parma

L’analisi tattica, aspettando Roma-Parma.

Quella di domenica è una partita tradizionalmente ostica e che negli anni 2000 ha riservato solo amarezze e sconfitte numericamente imbarazzanti, oltre ad esser stata occasione per Totti per rimpinguare cospicuamente il suo bottino; paradossalmente, la miglior prestazione contro i giallorossi coincise con uno degli anni più disgraziati, quello di Marino, dove, inaspettatamente, riuscimmo a rimontare due gol grazie ad un Amauri strepitoso.

Arriviamo al match dell’Olimpico con un morale sicuramente migliore rispetto ad una settimana fa, ed un paio di giocatori, Sansone e soprattutto il citato Amauri, con il morale alle stelle. Di contro, avremo un avversario dal reparto offensivo fortissimo e che, dopo l’esonero di Zeman, ha cominciato a curare a dovere la fase difensiva, abbandonando lo schema ai limiti del folle del boemo, irrobustendo il centrocampo fino ad allora incapace di proteggere adeguatamente la retroguardia. Tatticamente, è probabile che Andreazzoli schiererà un 3-4-2-1,  con Bradley a far filtro in mezzo accanto a De Rossi, ed Osvaldo prima punta supportato da Totti e Lamela. Come mettere in difficoltà una squadra del genere? Innanzi tutto, il 4-3-3 è un’opzione assolutamente da non riproporre: sguarnire una difesa già non ermetica di suo, contro una squadra che fa della qualità il punto di forza del suo attacco, è una mossa suicida; quindi, sarà fondamentale serrare le fila a centrocampo,affiancando un uomo di quantità,ad esempio Strasser, a Parolo e Marchionni, magari sacrificando Valdès: il cileno edizione 2012 sarebbe stato fondamentale, quello visto da gennaio ad oggi può tranquillamente accomodarsi in panchina; una soluzione del genere, inoltre, consentirebbe di metter pressione a Bradley e De Rossi. Difensivamente, purtroppo, è pesantissima l’assenza di un giocatore rapido come Santacroce da contrapporre a Lamela, elemento rapido e sgusciante contro cui i nostri centrali fisicamente forti ma abbastanza statici potrebbero andare molto in difficoltà, mentre vedo in Paletta un ottimo guardiano per il discontinuo Osvaldo; basilare sarà prestare attenzione agli inserimenti a rimorchio dei centrocampisti. La Roma fa molto gioco sulle fasce, quindi dovremo costringere i loro esterni a stare più bassi possibile; questa potrebbe essere la partita di Biabiany, a patto di schierarlo come tornante, ruolo in cui può far effettivamente valere le sue doti di velocista, mettendo in difficoltà il dirimpettaio Piris ed allargando la difesa romanista costringendo al raddoppio lo stopper di turno. Da non sottovalutare, sull’altra fascia, la rabbia di Rosi, scaricato come un pacco postale e quindi motivatissimo. La difesa rimane il punto debole dei giallorossi, nonostante gli accorgimenti tattici della nuova gestione: Burdisso resta il solo stopper affidabile, mentre Marquinhos e soprattutto Castàn restano giocatori potenzialmente validi ma ancora pesantemente discontinui; a loro potremo contrapporre un Amauri in forma straripante e galvanizzato dalla tripletta al Toro, che può tranquillamente aver la meglio su Burdisso, sia direttamente sia facendo sponda per il partner d’attacco ed i centrocampisti a rimorchio, e su Sansone, la cui rapidità ed imprevedibilità possono essere la vera carta vincente. Fondamentale sarà anche avere grande attenzione sui calci piazzati, situazione in cui la Roma può far valere una qualità molto superiore alla nostra, con crossatori e tiratori come Totti, Lamela e uomini abilissimi nel gioco aereo come Osvaldo, Burdisso e De Rossi. Dal canto nostro, credo sia importante cercare anche il tiro da lontano, vista la scarsissima sicurezza di Stekelenburg e non lasciarci schiacciare eccessivamente, soprattutto a ridosso dell’area.

 

Un saluto e buon Parma a tutti.