RIUNIONE DIPENDENTI-SINDACATO – LEVATI: “SE NON PAGASSI I DIPENDENTI NON DORMIREI LA NOTTE”

daytonaIl Daytona di Collecchio sta diventando il luogo in cui giocatori e dipendenti decidono come agire per tutelare il loro futuro. Le quattro stelle assolutamente meritate dal moderno Hotel, però, sono in contrasto con le difficoltà di chi ultimamente si trova a riunirsi al suo interno. Questa mattina è toccato ai dipendenti del Parma, dopo che per ben due volte i giocatori avevano incontrato Tommasi e i vertici dell’Aic. La riunione con i rappresentanti sindacali di tutti coloro che lavorano con il Parma ed hanno un contratto ma non vedono uno stipendio da mesi, si è tenuta per decidere le mosse da fare in futuro.

levatiAl termine della riunione ha parlato ai nostri microfoni Mirco Levati, Responsabile delle Relazioni esterne (a breve online il video dell’intervista): Stiamo facendo delle considerazioni tra di noi per tutelarci il più possibile. Stiamo vivendo un momento drammatico, oltre che come squadra, e dunque faremo qualcosa mentre aspetteremo ciò che accadrà. E’ una situazione imbarazzante per non dire ridicola. La maggior parte che lavora nel Parma lo fa anche per passione, ed è quello che ci fa andare avanti oltre il dovere e la grande passione per questa squadra, che non dimentichiamo: rappresenta una città. I colpevoli? Non so di chi sia la colpa, sicuramente se siamo in questa situazione qualcuno ha sbagliato. Noi ora facciamo il nostro dovere, continueremo a lavorare, poi quello che succederà succederà. Il prossimo passo? Non ci siamo dati appuntamenti o termini. Stiamo a vedere quello che succederà. Io dico solo una cosa: se fossi un imprenditore e non pagassi i dipendenti che lavorano nella mia società non dormirei la notte. Se hanno una coscienza e una famiglia si facciano un esame di coscienza“.

riunione-daytonaAnche Davide Fellini, rappresentante sindacale, ha parlato della situazione al termine della riunione: “Abbiamo fatto il punto con dipendenti, abbiamo valutato tutte le ipotesi. Ora aspettiamo il giudice e la data del 19 marzo. La situazione è drammatica. In caso di fallimento? O mettono i sigilli e chiudono tutto, oppure il giudice avviano l’esercizio provvisorio attraverso un curatore fallimentare che darà continuità di esercizio ai dipendenti. Credo che non bisognava arrivare a questo punto. Siamo a disposizione dei lavoratori e quello che oggi auspichiamo e che il fallimento non ci sia. Bisogna guardare i conti. Siamo a un passo dal punto di non ritorno“.