IL RETROSCENA – GILARDINO, IL PARMA E QUEI CONTATTI NELL’ESTATE DELLA RINASCITA

È agosto inoltrato, nell’estate della rinascita del Parma Calcio. Dopo il fallimento, a Collecchio sta prendendo forma la nuova squadra, e agli ordini di Apolloni passano decine di giocatori in prova. Vengono valutati attentamente, cercando di capire chi potrebbe essere utile alla causa. L’obbiettivo è semplice: fare una squadra che possa ammazzare il campionato di Serie D, per evitare rischi e salire subito in Lega Pro. Per questo si decide di puntare su un mix di giocatori esperti e di qualità, magari di categoria superiore, ma non solo: ci vuole almeno un attaccante dal valore indiscusso, che possa fare la differenza e magari partecipare alla scalata dalla D alla B.

gilardino-effettiPer fare questo sono molti i contatti che vengono instaurati con diverse piste: da una parte attaccanti al margine di alcune squadre di Serie B, dall’altra giocatori di valore in Lega Pro disposti a scendere di una categoria. Fino a quando a qualcuno non viene l’idea “romantica” e per certi versi clamorosa: e se contattassimo Gilardino? È da quel momento che, completamente sotto traccia, è partito un dialogo durato settimane. Con il passare dei giorni, si capisce che quell’idea non era solo “romantica”, ma poteva materializzarsi davvero. Una situazione che però ha chiamato tutti alla massima riservatezza, per evitare di mettere in subbuglio la piazza e di alzare troppo le aspettative dei tifosi. Il motivo è semplice: se i supporters si attendono l’arrivo di Gilardino, e quest’ultimo alla fine non dovesse arrivare, qualsiasi sostituto meno “di grido” potrebbe essere visto come un ripiego di valore immensamente inferiore.

L’operazione non è facile, ma i tentativi sono decisi e anche da parte del giocatore i segnali di apertura sono innegabili. L’idea sarebbe quella di far arrivare non solo un giocatore, ma un uomo che Parma la conosce molto bene, e che magari possa addirittura far parte della rinascita crociata dal punto di vista societario. Si prova a superare gli ostacoli che si presentano nella trattativa, e a limare le varie differenze, il tutto con una buona predisposizione da parte di entrambe le parti. Fino a quando non arriva un’impedimento di quelli difficili da superare: in Serie D non sono concessi prestiti provenienti da squadre straniere. Gilardino, infatti, è ancora di proprietà del Guangzhou, e nelle ultime stagioni si era mosso in prestito, soluzione che però non può valere per una squadra di Serie D. Si prova allora a cercare una possibile risoluzione del contratto, ma è un lavoro decisamente complicato visto l’oneroso accordo che il Gila aveva firmato con la squadra cinese al suo arrivo.

levati-gilardino-bolognaA chiudere la storia è arrivato Zamparini, che si offre di prenderlo in prestito e di fargli un biennale a cifre che con la Serie D, ovviamente, non hanno nulla a che vedere. Si è spento così, nell’agosto scorso, il sogno Gilardino. Una “favola” tenuta lontana da occhi indiscreti pensando che, perchè no, magari in futuro si potrà riprovare a far combaciare l’attaccante che dopo i suoi gol suona il violino con la squadra che l’ha lanciato nel calcio che conta. Di acqua ne è passata sotto ai ponti, e nel calcio si sa, le cose cambiano velocemente. Questa mattina tutti i giornali parlano di un suo possibile arrivo a Parma: che ciò possa avvenire, al momento, non lo sappiamo. Siamo sicuri però di due cose: la prima è che resta comunque un affare estremamente complicato, difficile da realizzare; la seconda è che l’anno scorso, per assurdo, non c’è mancato molto…