QUATTRO POSTI LIBERI CHE POTREBBERO DIVENTARE DIECI: IL CAOS LEGA PRO CHE TIENE IN SCACCO LA D

Trovarsi nei bassifondi del professionismo (o ai vertici del dilettantismo) nel 2015 vuol dire navigare a vista, senza certezze alcune. A dimostrazione di questa precarietà c’è la situazione odierna di Lega Pro e Serie D, due campionati che in barba alle date ufficiali stabilite da tempo sono ben lontani da ogni definizione. Il fatto che la “vecchia” Serie C abbia presentato la composizione dei gironi ed il calendario, infatti, non costituisce alcun tipo di sicurezza. Ma andiamo con ordine.

LEGA PRO A 54 O A 60 SQUADRE? – Per ovviare ai troppi “buchi” nella rosa delle squadre iscritte, la Lega Pro ha deciso di ridurre il numero di compagini per ogni girone. Non più tre gironi da 20 squadre, bensì da 18. Una sforbiciata che per certi versi ha (o avrebbe) risolto molti problemi, vista la difficoltà di trovare squadre di serie D disposte a pagare i 500mila euro necessari secondo quanto stabilito dalle norme per richiedere il ripescaggio. Tutto risolto quindi? Si, ma solo per il momento. legaproIl Seregno, squadra brianzola iscritta al prossimo campionato di Serie D, ha fatto ricorso contro la decisione di “rimpicciolire” i tre gironi di Lega Pro, adducendo che le norme parlano chiaro: le squadre devono essere 60. Dello stesso parere sia Damiano Tommasi che Umberto Calcagno, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente dell’AssoCalciatori. “Sul numero delle squadre ci sarebbe qualcosa da approfondireha detto Tommasi – Attualmente sono iscritte 53 squadre in Lega Pro ma non dobbiamo dimenticare che il format previsto dalla riforma di novembre 2012 è di 60 squadre divise in tre gironi da venti. La solidità finanziaria e la serietà imprenditoriale sono principi da ricercare sempre più così come la composizione dei campionati prevista a 60 squadre per un’unica categoria di Lega Pro è un criterio che va rispettato“. “Stiamo valutando dal punto di vista tecnico-giuridico – ha sottolineato Calcagno – se sussistono le condizioni per completare gli organici di Lega Pro nei pochi giorni che mancano all’inizio della stagione”. Che la questione sia seria lo dimostra il fatto che il Coni abbia ritenuto ammissibile il ricorso del Seregno, che verrà discusso il prossimo 3 settembre. A fare da arbitro della disputa sarà una vecchia conoscenza del Parma, ovvero quel Franco Frattini che presiedeva la Corte del Coni che rigettò il ricorso del Parma, preludio alle dimissioni di Tommaso Ghirardi. Una decisione, quella del Coni, che potrebbe chiudere la vicenda oppure dare il via ad una vera e propria rivoluzione.

4 INCOGNITE CHE POTREBBERO DIVENTARE DIECI? – Eh già, perchè se il Coni dovesse dare ragione al Seregno, i calendari e i gironi presentati quest’oggi dal Presidente della Lega Pro Miele dovranno essere rivoluzionati. Per dare un’idea della precarietà della situazione, sono quattro le incognite inserite nei tre giorni a 18 squadre: nel girone A c’è una X, nel girone B c’è una Y, mentre nel girone C ci sono una W ed una Z. Quattro posti liberi che con ogni probabilità saranno occupati da squadre come il Catania, retrocesso in Lega Pro dopo lo scandalo che ha visto protagonisti gli etnei, ed altre squadre che sono già praticamente certe di disputare il prossimo campionato di Lega Pro. Se però il ricorso del Seregno sarà accolto, le incognite da quattro diventeranno dieci, e allora sarà una vera e propria bagarre, e non solo perchè, dopo X,Y,W e Z, con altre sei lettere bisognerà mettere mano all’alfabeto… Non è un caso che la scelta di comporre i gironi e i calendari sia stata duramente contestata. “È veramente assurdoha detto a TuttoLegaPro.com il dg della Reggiana Raffaele Ferrara –  che la Lega Pro organizzi per oggi i calendari dei campionati quando vi è un ricorso, ritenuto ammissibile, ammesso al Coni al 3 settembre, sulle 60 squadre. Assolutamente inopportuno fare i calendari oggi, quando poi al 3 settembre c’è il rischio concreto che venga smentito tutto. E poi che facciamo? Di nuovo tutti i calendari?”. Un caos incredibile, insomma, che tiene in scacco tutti. Anche la Serie D.

LA SERIE D ATTENDE LUMI, E ALCUNE SQUADRE SPERANO… – Mentre la Lega Pro annuncia calendari e gironi che il 3 settembre potrebbero essere cestinati alla velocità della luce, la Serie D resta in attesa. Dopo un’estate di voci incontrollate ed indiscrezioni più o meno serie sulla composizione dei gironi e sulla presentazione serieddegli stessi, allo stato attuale è ancora tutto in alto mare. È inevitabile che si attenda la risoluzione dei problemi “al piano di sopra”, anche perchè l’effetto pioggia è dietro l’angolo. Nel frattempo alcune squadre di D sperano nel ripescaggio, anche se secondo le norme non gli sarebbe consentito. È il caso del Grosseto, che ha richiesto il ripescaggio nonostante viva una situazione simile a quella del Parma. Anche il Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, è sceso in campo con una lettera destinata alla Figc: “Impiantistica, capacità imprenditoriali di Massimiliano Pincione (il neo patron del Grosseto, Ndr) e grande entusiasmo dei cittadini e dell’amministrazione sono tutti elementi che meritano l’iscrizione in Lega Pro. Per questo motivo (…) sono fiducioso nel positivo accoglimento della richiesta della Fc Grosseto nel campionato 2015/16 alla Lega Pro Divisione Unica“. Un vero e proprio appello, quello del primo cittadino, che ad onor del vero si basa su criteri non attendibili o considerabili. Se l’entusiasmo del Grosseto è da Lega Pro, infatti, allora il Parma con oltre 8500 abbonati dovrebbe chiedere il ripescaggio almeno in Serie B… Sono altri gli aspetti che vengono tenuti in considerazione.

E IL PARMA? – C’è però da dire che, al di là di quanto possa sembrare “ingenuo”, il tentativo del Grosseto ha fatto capire che se il Consiglio Federale cambierà le norme permettendo anche ad una nuova squadra di richiedere il ripescaggio i toscani sarebbero pronti ed accetterebbero di buon grado. E il Parma? Sul tema le dichiarazioni degli interessati sono sempre state molto simili: per ora non è possibile quindi non ci pensiamo, in futuro vedremo. Sul ricorso del Grosseto in Lega Pro posso dire che la situazione è identica alla nostra – ha detto Carra al margine della presentazione della squadra femminile di Parma Calcio 1913 –  non può essere carra-abbonamentiripescato a meno che il Consiglio Federale non riscriva completamente le regole. Un eventuale accoglimento del ricorso del Seregno potrebbe portare novità in generale. Staremo a vedere”. Ed è difficile capire quali possono essere le intenzioni dietro a quel “staremo a vedere, anche se la società fino ad ora si è distinta per una cautela maniacale nelle sue comunicazioni verso l’esterno, al fine di evitare di illudere i propri tifosi con qualcosa che poi potrebbe non arrivare. Lo stesso “stile” è stato utilizzato sia con il mercato, sia con questioni legate al marketing. C’è anche un altro fattore: la volontà è quella di non chiedere neanche velatamente alcun favore alla Figc, che alla fine della fiera è stata comunque artefice (anche se con responsabilità minori rispetto alla vecchia dirigenza) del crac Parma. Insomma, nessuna richiesta ufficiale, nessuna lettera del Sindaco, ma molta attesa condita con qualche colloquio a fari spenti tra i corridoi della Federazione. C’è da dire che la società ha ragione: le norme in questo momento non prevedono alcun tipo di ripescaggio possibile per il Parma, e da lì non si scappa. Se però le norme dovessero cambiare, o se dovesse esserci un’apertura anche a squadra come il Parma ed il Grosseto per sistemare una falla che se verrà accolto il ricorso del Seregno diventerà gigantesca, allora scopriremo finalmente le intenzioni della società crociata.