“QUANDO CANTA IL GALLO” – N°17 – “C’ERA UNA VODKA…”, ASPETTANDO IL DOMANI…

cera-vodka-galloIl marinaio spiegò le vele al vento, ma il vento non le capì. E mentre il Don studia geometria per riuscire forse in futuro a spiegarci le sue parabole, noi abbiam visto una partita indegna, bruttissima, senza nervo e senza senso per un squadra che ormai ha poche prospettive e poche speranze. Ora il nostro Abbagnale senza il Di Capua che da il ritmo non vuole tirare i remi in barca. Tutte le partite però lascia dei dubbi di difficile comprensione. Delle volte sembra che lo faccia apposta per farci dispetto, come uno che va al cinema col sombrero. Il pareggio di ieri serve a poco, come poco è stato fatto per vincere la partita. Non che avesse molte opportunità, ma ogni partita il Don fa dei cambi che di solito gli valgono la sconfitta tardiva, e anche ieri vedere in campo quattro stopper, di cui due solo per teoria delegati a fare i terzini, ha prodotto il forcing finale del Cagliari che ci ha messi sotto, e solo per caso non ci ha battuti allo scadere. Son stanco e lo siamo tutti di fare gli allenatori, quindi visto che è il tecnico qui è lui dobbiamo supporre che abbia fatto ciò che doveva e poteva. La squadra però non lo segue e lui ci parla di qualcuno che tira i remi in barca. Non ha più l’autorità, la squadra non lo segue per sua implicita ammissione ed allora che rassegni le dimissioni perché ormai siamo a una questione di dignità, mi sembra pateticamente il Malesani dell’anno scorso. Non so chi debba sostituirlo, ma siamo a un punto di non ritorno. Ranieri con la sua idea di calcio inglese, e con il suo gioca chi corre, mi sembrerebbe la soluzione. Per mettere in campo giovani della primavera e per riportare a casa a gennaio qualche giovane arrivato grazie a quella pesca a strascico che ha asciugato le casse del Parma. Insomma, B per B preferisco vedere crescere dei ragazzini che assistere ad un agonia senza speranza e senza futuro e mi pare che ciò non sia nelle corde di Donadoni. Se cambio ci deve essere, allora l’allenatore che dà indicazioni sul possibile mercato di Gennaio sia lo stesso che ci accompagnerà da qui a fine stagione, possibilmente tracciando un donadoni-berti-barcafuturo migliore e una prospettiva futuribile. Non possiamo e non vogliamo pensare a un futuro affidato a giocatori da saldo di fine stagione che non essendo mai stati campioni non lo saranno mai nel futuro. Scarti della serie B che assurgono al ruolo di titolari non faranno mai il miracolo dopo i trent’anni, e se non possiamo avere un presente migliore almeno proviamo a scrivere una storia nuova. Se dobbiamo perdere una partita godrei nel vedere che intanto abbiamo provato a vincerla, del resto ne abbiam perse 12 con ingenuità degne di ragazzini ma compiute da uomini di grande esperienza. Felipe ieri non giocava e non abbiam subito gol, in confronto a lui un Costa arrivato per caso fa dei figuroni (almeno sino a quando non deve fare il terzino), Santacroce che era riserva in serie B e che è rimasto perché non siam riusciti a cederlo a nessuno nemmeno in prestito pare una valida e più solida alternativa al brasiliano, Mendes panchinaro ad oltranza di certo è “più meglio”.

Parliamo ora dei rapporti giocatori-tifosi. Belfodil che non saluta i tifosi e regala la maglietta agli avversari, Palladino coi suoi tweet di pessimo gusto, ieri Lodi che applaude ironicamente i tifosi che lo contestano. Non ci siamo assolutamente, certi comportamenti succedono su un campo di periferia ma non sono perdonabili, soprattutto a dei professionisti strapagati che lo sono perché il calcio non è solo uno sport, ma anche e soprattutto uno spettacolo per cui il protagonista deve seguire il copione. A gennaio se cambierà qualcosa bisogna cambiare anche gli attori e il regista, perché questo show ci ha veramente disgustato, l’anarchia regna sovrana e ognuno insegue le sue chimere.  Noi tifosi siam tristi come quella scoreggia che l’ha mollata il ragazzo, mentre si combinano trame oscure di cui non ci è dato di sapere. Lo stato di risultati ma anche le motivazioni e l’ambiente del Parma Calcio sono ormai a una deriva di tali proporzioni che ricordano un elefante con la diarrea, dove per tutti è meglio spostarsi velocemente. Ma noi aspettiamo il giorno dopo, perchè dopo una tempesta, un uragano, una terribile notte ci sarà sempre un domani dove sorgerà il sole. E se sarà un favola russa comincerà col classico “C’era una vodka…” 

Il Gallo di Castione

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