QUANDO CANTA IL GALLO – N°7 – AMARGOL, ALLA RICERCA DEL GOL PERDUTO…

gallodicastioneamargolLa mia videocamera prende decisioni affrettate, così, sul treppiedi. Nel senso che io la vedo a modo mio e così vomito sulla tastiera le mie sensazioni. Peraltro essere un lecchino ipocrita non ce l’ho mica nel dna, come nemmeno non ci ho di erigermi al giudizio, io vi narro le mie emozioni e quelle raccolte dai compagni di viaggio. Io ci sono andato a Cesena e mi son tolto la voglia di sogliole. Splendida prestazione enogastronomica sul campo da tavola, spazio digestivo abbondante e grande attesa per la serata calcistica. Grande giornata finita sportivamente male, non tanto nel risultato ma nel gioco espresso. Ma andiamo a riavvolgere a “freddo” la moviola della prima deficitaria prova di campionato.

Un messaggio al Don: se la prima volta non ti riesce, il paracadutismo non fa per te. A Cesena infatti non ti ha salvato nessuno da una bruttissima caduta, per diversi fattori concomitanti. Là davanti urge depalladellizzare la squadra perchè chi non si impegna è un “coraggioso vigliaaacccchhhh” come da citazione di un famoso tifoso da cinquanta anni. E devo dire che a vederlo dare indicazioni da fermo sbracciandosi e guidando i compagni mi ha ricordato l’Albertone vigile. E come diceva mio nonno “Tent in menta che anca äi füräb ägh casca èl bräghi”. Però vorrei pure capire che ci faceva in campo il Biabia. A parte che son stato il primo in tempi non sospetti a dar notizia dell’interesse del Milan per il treppiedi francese, l’altra sera a dare dei “venduti” ad alcuni giocatori in campo non sarebbe stata un offesa ma una constatazione, viste le vicissitudini di mercato. Poi il terzo, quel marpione di Belfagor che non sa di essere un campione ma lo vuol dimostrare subito, sfruttando al meglio ogni pallone e trasformandolo in un azione personale. Il centrocampo era inventato, con Jorky fuori ruolo e Lodi appena arrivato e stanco per il viaggio. I terzini imbarazzanti, uno col mal di schiena e l’altro col mal di mare. Infine l’allenatore, che come altre volte guardava allibito la partita e ha poi effettuato tardivi cambi.

amargolE nella serata disgraziata mi son rivisto il “Teatro dell’assurdo” , che da appassionato di prosa teatrale ben conosco. Aspettando Godot” (la più famosa opera teatrale di Samuel Beckett) si addice ad un ex Juventino che si è rivelato il vero teatro dell’assurdo che si consuma nel dramma dell’attesa (anni di infortuni) ricambiati con la supponenza del campione incompreso. A volte in campo sembrava uno zombie, così immaginavo per lui una carriera come bagnino al Mar Morto. E il “dramma comico”, ricorre ancor prima in  Ionesco che per l’illogicità e per i giochi sul linguaggio ricorda le antitesi della prima giornata di campionato e del mercato del Parma: incoerenza sul gioco e sui risultati precedenti, mancanza apparente di una programmazione, niente colpi di scena, né nuovi sviluppi e nulla sembra condurre all’Europa coerentemente con l’epilogo atteso e come da maglietta che indossavo. “L’allegorismo vuoto” di kafkiana memoria ci trascina nel significato di allegoria che rappresenta una vicenda per “dire altro“; ma questo “altro” resta indecifrabile e dunque indicibile. Per farla breve si torni alle improvvise dichiarazioni Europee dei dirigenti che han dato inizio all’esatto contrario sul campo di gioco. Parrebbe una combinazione sfortunata oppure un “allegoria vuota.

galloandiamocelaariprendereMa abbandonate le parafrasi teatrali torniamo a palla (senza il dino, per piacere) e vediamo come siam messi per i futuri sviluppi. Il centrocampo non può che migliorare una volta integrato il nuovo regista di cui non vediamo l’ora di tesser le Lodi, così come migliorerà una volta inserito un interno meno improvvisato. L’arrivo di De Ceglie al posto dell’imbarazzante primo Gobbi di stagione ci dà speranza di poter tirare qualche tiro mancino ai nostri avversari. E dall’altro versante Cassani sarà giovato dal fisioterapista. Lì davanti ci abbiamo speranza che termini il “tiki taka dei poveri” dove una volta vinto il primo dribbling e vinto anche fortunosamente il successivo rimpallo si trovi il tiro in porta o l’assist vincente senza infilarsi nell’ennesimo dribbling inutile. Il ritorno di Cassano e/o l’inserimento di Coda faranno seguito a quel processo di inevitabile depadellizzazione di cui sopra. Belfagor o torna sulle sue o sale sulle mie e su quelle di tutti i tifosi, forse l’allenatore riuscirà a convincerlo che è meglio giocare in Italia che in Algeria, inserendolo di conseguenza nel gioco corale della squadra. Il Biabia sapendo che sino a fine gennaio non lo cedono a nessuno riuscirà ad entrare in campo concentrato e forse lo vedremo fare qualche cross e tiro in porta.

attaccantinonsegnanoMorale della favola dopo l’inevitabile catastrofico commento alla prima di campionato (sembrava un film fantascientifico degli anni ’70: faceva cagare) e nonostante i numerosi dubbi che mi lascia sto calcio-mercato dove non ci è riuscito di far le vendite necessarie per comprarci una punta e un esterno sinistro, son comunque ottimista sulle capacità della squadra di trovar la quadra e valorizzare i suoi elementi facendo di necessità virtù. Per questo mi auguro come da titolonzo che il Don inserisca Mauri o Galloppa e che col diavolo ci metta su Coda. Anche se io sarei stato più sereno sapendo di avere una punta da 20 gol di sicuro rendimento. Ecco, io sarei per un calcio senza esperimenti, per un calcio sicuro, come sarei per il sesso sicuro. Per esempio se una donna sta per farmi una fellatio, prima le spacco i denti col martello.

Il Gallo di Castione

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