“QUANDO CANTA IL GALLO” – N°10 – “PER FAR CAMBIARE IL VENTO”

gallo-10-far-cambiare-ventoL’amore e’ come una clessidra: quando si riempie il cuore, si svuota il cervello. E l’amore per la propria squadra non fa differenze. Così in questo reiterato sentimento che è il tifo calcistico succede di non vedere una realtà che si ha sotto gli occhi. Ma anche l’amore viene ucciso da tradimenti e difficoltà quotidiane, così che la realtà emerge impietosa mostrando ciò che si faticava a vedere. Ecco, ieri a Bergamo, da innamorato un po tradito, ho pensato di usare il linguaggio dei fiori, inviando un mazzo a Collecchio, così mi sono informato. Il linguaggio dei fiori e’ ignoto ai più. Per esempio, se volete dire alla ragazza “So che mi hai tradito, e non ti perdono facilmente“, servono 4 rose gialle, 20 rosse e una bianca, tutte a gambo lungo. Poi gliele fate mangiare. Ma il tifo per i colori gialloblu ha subito sopito delusione e rabbia, anche perché nulla mi ha veramente sorpreso.

Infatti negli altri miei chicchirichì in tempi non sospetti questa realtà invero già c’era, come si può rileggere in queste testuali parole:
E nella serata disgraziata mi son rivisto il “Teatro dell’assurdo” , che da appassionato di prosa teatrale ben conosco. Aspettando Godot” (la più famosa opera teatrale di Samuel Beckett) si addice ad un ex Juventino che si è rivelato il vero teatro dell’assurdo che si consuma nel dramma dell’attesa (anni di infortuni) ricambiati con la supponenza del campione incompreso. A volte in campo sembrava uno zombie, così immaginavo per lui una carriera come bagnino al Mar Morto. E il “dramma comico”, ricorre ancor prima in  Ionesco che per l’illogicità e per i giochi sul linguaggio ricorda le antitesi della prima giornata di campionato e del mercato del Parma: incoerenza sul gioco e sui risultati precedenti, mancanza apparente di una programmazione, niente colpi di scena, né nuovi sviluppi e nulla sembra condurre all’Europa coerentemente con l’epilogo atteso e come da maglietta che indossavo. “L’allegorismo vuoto” di kafkiana memoria ci trascina nel significato di allegoria che rappresenta una vicenda per “dire altro“; ma questo “altro” resta indecifrabile e dunque indicibile. Per farla breve si torni alle improvvise dichiarazioni Europee dei dirigenti che han dato inizio all’esatto contrario sul campo di gioco. Parrebbe una combinazione sfortunata oppure un “allegoria vuota””.

donadoni-lucarelli-morbo-felipsonOra di certo queste parole che ai più saran sembrate di difficile comprensione (si era appena dopo la prima di campionato, a quella sconfitta se ne sono aggiunte altre 5) son più chiare, ma l’andiamocela a riprendere pare decisamente lontanissimo. Come dicevo ieri in una chiacchiera all’osteria di Castione, quando ha da andar male anche le galline vanno a far fuori. Così non contenti del mercato poco centrato e deludente, abbiamo aggiunto tre infortuni eccellenti in una rosa poco competitiva, per non farci mancar nulla abbiamo dato via quel Cerri che ora sarebbe una risorsa preziosa, svenduto Molinaro che ci manca assai, dubito che Mesbah e Rosi possano far peggio di Ristocosa e Ghezzal. Schelotto ieri lo sognavamo, Chibsah ci manca a centrocampo, ma ieri anche Musacci e soprattutto Marchionni ci sono mancati. Ora è vero che io non faccio l’allenatore e che quindi non dovrei far discorsi tecnici e non faccio il direttore e quindi non mi intendo di giocatori, ma vorrei spiegarvi la differenza fra teoria e pratica. La teoria è sapere come funzionano le cose e non sapere come farle funzionare; la pratica è sapere come far funzionare la cose senza sapere come funzionano; il Parma di quest’anno è riuscito ad unire la pratica alla teoria per riuscire a non far funzionare le cose senza capire come sia successo. Mancano i laterali per fare il 3-5-2 e manca il regista che sogna Donadoni. Allora non intendendomi di schemi e di teorie calcistiche non mi resta che teorizzare di fare giocare i migliori, i più forti, i più motivati, mettendo tutti nella condizione di dare il meglio. Mendes non è un terzino ma un centrale di destra. Qualcuno farà il terzino di destra ma non lui. Lucarelli è un centrale di sinistra e ha bisogno di avere a fianco un centrale di destra. Un terzino destro lo si cerchi fra Rispoli o Ristocosa che è quello che abbiamo. A centrocampo i più forti sono Auquah, Mauri e Galloppa. Giochino loro. In attacco di fianco a Cassano e Coda si trovi un giocatore che non sia Schelotto perché fa panchina altrove. Inutile rimpiangere gli assenti, ci provi il Don a fare un equazione semplicissima, che a Fidenza si chiama “fare di necessità virtù”.

contestaza1Chiudo parlando dell’incontro a Bergamo, durante il fine partita, dei tifosi con i giocatori. I cavalieri antichi, per amore di una damigella, erano disposti a uccidere un drago. Io al massimo potrei tirare un calcio a un tacchino, ma per quella tizia dovrei aver perso la testa. Ecco, ero lì e non ho visto ombra di violenza nell’incontro del dopo sconfitta, sia i tifosi che i giocatori sono sconsolati e non sanno come uscire da questa serie infinita di sconfitte e da questo ultimo posto in classifica. Si sono promessi reciprocamente il massimo impegno e si incontreranno sabato al Tardini per provarci ancora, sperando che il fato sia dalla nostra e che nessuno faccia l’errore fatale come successo nelle ultime due partite. Del resto l’anno scorso vincevamo con i gol di tacco del capitano, quest’anno succede che perdiamo con una sua inopinata ca**ata. Per far girare il vento dobbiamo soffiare forte, dobbiam soffiare tutti nella stessa direzione.

Il Gallo di Castione

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