PUNTO PER PUNTO – LEONARDI SULLA SITUAZIONE SOCIETARIA, DAGLI STIPENDI AI DEBITI CON I FORNITORI

Oltre ad aver ampiamente parlato di tutta la situazione legata ai deferimenti della Figc, arrivati quest’oggi (leggi l’articolo dedicato), Pietro Leonardi durante la diretta di Calcio&Calcio Più, sulle frequenza di TeleDucato, ha parlato anche della situazione societaria.

leonardicollecchioEcco le sue parole, punto per punto:

IL PARMA, GLI STIPENDI E I DEBITI CON I FORNITORI “Le obbligatorietà non sono riferite solo ai calciatori, masono riferiti a tutti i dipendenti e a quei collaboratori che hanno un regolare contratto federale. Tutti quelli che lavorano a pieno regime per il Parma sono regolarmente pagati. Dobbiamo fare un distinguo tra i fornitori ed i consulenti. Tutti i consulenti, che siano legali, medici, o altro, possono essere pagati ad emissione fattura, e perciò con termini precisi stabiliti tra le parti. Con i fornitori che si dilatino alcuni pagamenti delle fatture non è una cosa solo del Parma in questo momento specifico. Qui però non si fanno notare alcuni dati. Il Parma, con tutte le sue difficoltà è la 15a o 16a società in Serie A per esposizioni bancarie. Il Parma non arriva neanche ad affidamenti di 3 milioni con un fatturato di 75-80 milioni di euro. Qualsiasi altra azienda non saprebbe come andare avanti. I debiti che ha il Parma, che avete fatto notare, sono verso la controllante, la proprietà, ovvero i soci, Ghirardi e la sua famiglia. Andate a vedere le esposizioni bancarie di chi fa 5 o 10 volte il nostro fatturato”.

IL PARMA SE VA IN B FALLISCE?“Se il Parma andrà in Serie B fallirà? Intanto non ci voglio nemmeno pensare, ma rispondo in due modi: il primo è che il Parma di Ghirardi è andato in B già una volta, ed è tornato in A l’anno successivo. In quell’epoca c’era un paracadute di 5 milioni, ed ora è di 15 ma comunque ripeto, ora non ci voglio nemmeno pensare. Poi c’è da dire che è ovvio che cambiano anche le logiche degli investimenti rispetto al parco giocatori, con spese diverse essendo in un’altra categoria. Siamo alla nona di campionato, abbiamo fatto schifo e tutto quello che volete, e ce ne succedono due al giorno. Intanto speriamo di non andarci in Serie B, e poi vedremo”.

centrodirezionalecollecchio-1IL CENTRO SPORTIVO DI COLLECCHIO – “Troppe risorse finanziare destinate su Collecchio? No, anzi, è una forza di questa società. Per me le società che hanno uno sviluppo patrimoniale hanno un futuro, perchè i calciatori, all’effetto sostanziale della gestione di una società, al di là della loro bravura, hanno un valore irrisorio. Anzi, secondo il il mio punto di vista sarebbe importante dare continuità allo sviluppo patrimoniale pensando al discorso legato stadio. E’ il modello tedesco, dove sviluppano in patrimonio e c’è una ripartizione dei diritti tv equa. Questo è il futuro. Meno male che c’è il Centro Sportivo di Collecchio, meglio un giocatore in meno, ma avere qualcosa che sarà il futuro per dopo”.

ENERGY T.I. GROUP, LE DIMISSIONI DI TEDESCHI ED IL MANCATO AVVIO DELLE ATTIVITA’ NEL TERRITORIO“L’Energy T.I. Group? Non aveva il compito nè di comprare giocatori nè di fare più di ciò che aveva dichiarato in partenza. Ha dato un grande aiuto, un grande sostegno entrando in società facendo da sponsor di riferimento. L’attività non svolta non è figlia dell’estate un po’ così, ma è dovuta ad una ristrutturazione al loro interno, perchè stanno passando da una fornitura dedicata alle aziende, alla fornitura capillare, ma mi fate parlare di materie che non conosco… Prima di approcciarsi al territorio devono sistemare alcune cose, ma noi siamo propensi a dare loro tutto il sostegno possibile. Però non c’era la voglia da parte loro quello di comprare dei giocatori, perchè loro hanno stabilito già quello che è il loro impregno”.