IL PUNTO PIU’ BASSO E’ STATO TOCCATO: ORA SERVE ORGOGLIO PER RISALIRE

contestaza1Che brutto risveglio quello di questa mattina. La sconfitta di Bergamo è sicuramente il punto più basso toccato dal Parma degli ultimi anni, e c’è da sperare che quell’ultimo posto a 3 punti sia davvero il fondo, e che non si possa più scavare. Sei sconfitte su sette partite, è questo il dato impietoso che da quasi ventiquattr’ore viene ripetuto allo sfinimento, e che sicuramente rimbomba nella testa di un Parma che rischia di smarrirsi e che mai come ora deve cercare di fare quadrato. Una situazione grigia, difficile da digerire ma soprattutto difficile da gestire. Donadoni per tre anni è stato il tecnico perfetto per una squadra come il Parma che, grazie a lui, ha imparato a ragionare in maniera propositiva, imponendo il proprio gioco e senza avere mai paura dell’avversario, ed il sesto posto dello scorso anno è stato il frutto di un lavoro tecnico quasi perfetto. E’ proprio lo stesso tecnico, però, che ora deve travestirsi da motivatore, da uomo capace di compattare una squadra che rischia di sbandare ulteriormente dopo che ha già un piede quasi sul bordo del precipizio.

Nell’ambiente iniziano a crescere i dubbi legati al tecnico crociato, che però gode giustamente di un credito ampio e meritato per quanto ha fatto vedere a Parma in questi anni. Anche lui però dovrà adattarsi a questa situazione, aiutando i suoi giocatori a scacciare le paure, a sgombrare la testa da cattivi pensieri ma soprattutto a tirare fuori quell’orgoglio che ti permette di scrollarti di dosso ogni timore. E’ proprio l’orgoglio ad essere stato ferito: per quanto nella testa di chi legge possa essere bassa la considerazione del valore tecnico della squadra, non si può assolutamente pensare che questa rosa valga tre punti in sette partite. E’ proprio la consapevolezza del fatto che ormai più giù di così non si può proprio andare che deve spingere la squadra a reagire. La matematica ora come ora è la migliore amica dei crociati, considerando il fatto che con 31 partite ancora da giocare sono 93 i punti a disposizione, ma serve una dura e decisa sterzata.

Ragionando per assurdo, queste prime sette partite sono servite alla squadra per prendere coscienza che il “chip” mentale va cambiato, e che ormai è giunto il momento (ma davvero) di prendere il passato e gettarlo il più lontano possibile. Non è colpa di nessuno e nessuno è esente da colpe, mettiamola così, ma ormai non importa più. O almeno non deve importare ad una squadra che sa di poter fare molto di più e che ormai, con quei miseri tre punti, sta ricevendo pugnalate al proprio orgoglio da parte di tutti. Serve una reazione collettiva, serve che l’allenatore e i senatori prendano per mano la squadra e diano davvero la svolta. C’è inoltre un altro rischio da scongiurare assolutamente, e riguarda Antonio Cassano. Finora il n°99 è stato impeccabile: si è impegnato, ha corso, ha pressato, ha applaudito i proprio compagni per le buone intenzioni nonostante i passaggi scadenti ricevuti, dimostrando anche agli scettici di poter essere, in un certo senso, uno dei fari di questo spogliatoio. Ora la paura è che prima o poi si “stanchi” di predicare nel deserto, ed è una cosa che va evitata perchè si rischia una spaccatura che potrebbe diventare insanabile.

contestazione-foto.evidenzLe preoccupazioni dei tifosi, le critiche dei media nazionali, la dura realtà che si percepisce guardando la classifica: tutte cose da stampare sulle pareti dello spogliatoio, e da tenere bene a mente. Il gioco arriverà, gli infortunati rientreranno, a gennaio magari ci sarà qualche movimento di mercato, ma la prima cosa da fare è ritrovare l’orgoglio. Dev’essere questo il primo passo per iniziare a risalire la china.

L’Editorialista

(La foto originale di Donadoni, poi ritoccata, è di Parma Repubblica)