PRESENTATO IL MUSEO DEL PARMA, INTITOLATO AD ERNESTO CERESINI – LE FOTO DI PFZ.IT

Aprirà le sue porte il 13 gennaio, ma oggi nel giorno della sua presentazione la stampa ha potuto vederlo in anteprima. Il museo del Parma, intitolato ad Ernesto Ceresini, è ormai una realtà. Tra realtà aumentata e Virtual Reality (due novità tecnologiche che, sinceramente, ci hanno lasciato a bocca aperta: splendide!), e tutta la storia della squadra crociata. Il tutto all’interno dello Stadio Tardini, sotto la Tribuna Petitot.

Ecco la trascrizione della conferenza stampa di presentazione:

LUCA CARRA“Quando abbiamo iniziato a parlare del museo abbiamo pensato ad una persona, che credo che senza nulla togliere alle altre sia rimasta nel cuore di tantissimi tifosi. Questa persona è riuscita a trasmettere questa passione al figlio ed al nipote. Per questo abbiamo deciso di intitolare il museo ad Ernesto Ceresini”.

FULVIO CERESINI: “È un piacere essere qui stasera. Quando mi hanno comunicato che questa giovane società nata un anno e mezzo fa come una delle prime iniziative importanti della sua storia ha pensato di fare un museo del Parma e di intitolarlo ad Ernesto Ceresini mi ha dato una grande emozione ed una grande commozione. È una grande soddisfazione. Ernesto lo conoscete un po’ tutti, è inutile che stia qui a ricordare la figura che era. Questa è la peculiarità più grande che aveva. Vuol dire che a prescindere del ruolo di proprietario, di Presidente, quella di tifoso era la carica più grande che aveva. Soffriva per ogni sconfitta e gioiva per ogni successo. Nel tempo abbiamo visto che non tutti i Presidenti sono stati come lui, ma questa è la storia, purtroppo abbiamo dovuto vedere anche questo. Lui aveva questo sogno, quello di portare il Parma in Serie A. Sembrava un’utopia, ma è riuscito nel suo intento. Era un impegno che si era preso con sè stesso, e se n’è andato due-tre mesi prima della promozione, ma come dico sempre io lui sapeva già che saremmo stati promossi quando se n’è andato. Ha preferito vedere la gioia di tutti i tifosi dall’alto, per lasciare gioire tutti. Il suo scopo l’aveva ottenuto già. Quindi poteva anche andarsene. Io sono veramente emozionato per questo pensiero che ha avuto questa nuova società che ha voluto fare questa cosa stupenda. Il passato è una cosa che deve servire anche per il futuro, perchè vedere quello che tanta gente che è venuta qui ha fatto per questa società è molto importante, e tutti devono conoscere. Io sono stato 26 anni nel Parma, quindi un quarto di secolo di vita di questa società io l’ho passato qui in questi uffici, sui campi, e devo dire che mi ha fatto molto piacere quest’iniziativa della società. Non mi resta che ringraziare la società, tutte le componenti, che hanno pensato di intitolarlo ad Ernesto. Credo che Ernesto se lo sia meritato”.

JONATHAN GRECI: “Per me è stato un piacere ed un grande onore seguire questo progetto. Fuori dal campo è un passo importante per questa società. Un museo che da tanto i tifosi e la città chiedevano, quindi è un passo in più che siamo riusciti a fare come società e come proprietà. Un anno fa terminava la campagna We Are Parma, che ha dato il la a questo percorso di ideazione e creazione di un museo. Un progetto che è nato assieme ai tifosi, ed infatti nel museo ci sono le targhe di tutti i tifosi che hanno supportato questo museo. Da lì è iniziato il cammino che è arrivato fino ad oggi. Un museo in continua evoluzione, moderno ed interattivo. Il Museo verrà aperto il 13 gennaio. Grazie all’utilizzo della realtà aumentata e la tecnologia potremo vivere un’esperienza unica. Attraverso lo strumento della realtà virtuale, le giovani generazioni potranno rivivere quella che è stata l’evoluzione del Tardini e del Parma, entrare in campo con lo stadio pieno di persone assieme ai grandi campioni del passato e vivere un’esperienza unica. Queste sono solo alcune delle cose che presenteremo”.

MICHELE GALLI ASSOCIAZIONE PARMA MUSEUM: “La nostra associazione è formata da un gruppo di persone che lavora a quest’idea del museo già da diversi anni. Era proprio la vigilia del centenario del Parma Calcio quando abbiamo iniziato a riunirci e buttare giù delle idee per creare un museo. Siamo riusciti a creare l’esposizione in Piazza Ghiaia, e poi la strada è stata in discesa, grazie all’entusiasmo di tutti. La nostra associazione ha uno zoccolo duro formato da questo gruppo di lavoro che comprende collezionisti, tifosi ed ex crociati. È un gruppo abbastanza eterogeneo che ha dimostrato a riuscire ad andare in fondo alle cose che erano state prefissate. Contiamo di essere un valido aiuto per l’allestimento e la parte creativa, che potrà variare. Ci prefiggiamo di fungere da collettore con il Parma Calcio e raccogliere altro materiale che sappiamo che c’è in giro nei solai e nelle soffitte di tante persone”.

MASSIMO ZANNONI: “È stato un lavoro con alcune collaborazioni, come quella di Pietro Giuberti. Non è stato facile stendere i testi di questi 100 anni di storia. Non è stato facile perchè non è facile condensare 100 anni di emozioni crociate, perchè ogni volta volevo inserire tutto. C’era anche la parte grafica, e devo ringraziare i grafici che sono stati straordinari. Questo è un museo in evoluzione, ed è importante che non diventi un museo di un ristretto gruppo di persone, ma dev’essere il museo della città”.

ANGELO GIOVATI: “Il linguaggio utilizzato voleva essere eterogeneo. Per rivolgerci alle persone più mature, ma anche ai ragazzi più giovani, che attraverso iniziative multimediali faranno un viaggio speciale. Vogliamo coinvolgere le persone del nostro territorio. Noi siamo Parma, dobbiamo aggregare ed affezionare i tifosi del nostro territorio. Per questo faremo delle iniziative con le associazione del territorio, come Giocampus. Attraverso il museo che sarà inaugurato il 13 gennaio, attraverso la possibilità di conoscere lo stadio e quei luoghi che non sempre si frequentano, si cerca di creare un’esperienza Tardini che avvicini tutti al Parma. Noi a Parma abbiamo solo una squadra, che è il Parma Calcio. E vorrei che si vedesse già da lunedì, perchè c’è da vincere un derby…”.

Ecco invece gli scatti di Lorenzo Cattani della prima visita al Museo “Ernesto Ceresini”: