PRESENTATI POZZI E MOLINARO – La Conferenza Stampa

Quest’oggi, alle 12:30, sono stati presentati Nicola Pozzi e Cristian Molinaro, nuovi acquisti del Parma arrivato durante la sessione di calciomercato di gennaio. Dopo l’introduzione di Pietro Leonardi, i due hanno preso la parola e hanno risposto alle domande dei giornalisti presenti nella Sala Stampa del Centro Sportivo di Collecchio.

Ecco la trascrizione della conferenza:

IMG_0322LEONARDI: Confido che ci possano dare un grande aiuto, sia per le qualità che per l’esperienza che hanno. Con loro c’è anche una prospettiva, e ritengo che siano due acquisti importanti, ci auguriamo che si ambientino subito. Le qualità le hanno e sono note, non stiamo presentando due ragazzi nuovi, loro conoscono il nostro calcio. Voglio precisare di aver spinto molto con Nicola per scegliere il numero 10, lui con molta umiltà non voleva utilizzare questo numero, ma alla fine l’ho convinto. Per me è fondamentale la competitività nel gruppo, perchè quando si sanno già i titolari poi ci si allena male, e questa è stata la nostra fortuna nell’ultimo periodo. Molti che dovevano essere titolari indiscussi sono anche andati in panchina. Noi ci siamo resi conto durante questo percorso che avevamo necessità di un’attaccante con caratteristiche diverse, ovvero un giocatore che fosse più finalizzatore. Nicola sente la porta, sente il gol, e noi esprimiamo gioco ma in alcune circostanze ci siamo resi conto che ci mancava qualcosa davanti. Quella di Cristian è una scelta per le sue caratteristiche, si integrerà nei nostri moduli, perchè può giocare sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3. E con molta sincerità non voglio nè fare complimenti nè attaccare nessuno, ma è più difensore rispetto a Mesbah. Questa era l’aspetto di natura tecnica. Ci tengo anche a precisare che tutti e due i calciatori hanno ridotto, e di molto, i loro compensi. Pur di venire a Parma Molinaro e Pozzi hanno ridotto notevolmente il loro compenso. Il nostro progetto va avanti con scelte di programmazione, e con loro abbiamo pianificato una durata contrattuale che possa dare la tranquillità di rimanere a Parma a lungo. Abbiamo scelto prima gli uomini e poi i calciatori.”

IMG_0326MOLINARO: “Saluto tutti, io per prima cosa vorrei ringraziare il Direttore per la grossa opportunità che mi ha dato, e ci tengo molto a ringraziare il mio manager Carmine e mio cugino, che dopo una lunga trattativa mi ha permesso di arrivare a Parma. Ho avuto diverse esperienze, anche all’estero, ed ero arrivato nel momento giusto per rientrare in Italia. Il Parma mi ha dato questa possibilità e non ci ho pensato due volte nel dire si. Cercherò di dare il mio contributo, e sono felice di essere arrivato qui. Negli ultimi anni ho visto che tipo di politica  ha fatto la società, e per merito loro il Parma ora occupa una buonissima posizione di classifica. I risultati quando si lavora bene arrivano.”

Quattro anni allo Stoccarda sono stati molto belli, mi sono confrontato con un’altra cultura e ho imparato un’altra lingua, e queste sono cose positive. Appena c’è stata la possibilità, però di tornare in Italia, vista anche la fiducia che mi ha dato Parma, ho deciso di tornare. In Germania c’è una cultura del lavoro diversa, si sta più sul campo, ed il livello si è alzato. Si bada meno al tatticismo, in 90′ tutto è possibile e questa secondo me è la differenza sostanziale tra i due campionati. Io credo che assieme al nostro e a quello inglese la Bundesliga sia il campionato più difficile in cui giocare. Hanno investito molto sugli stadi e sulle strutture, e anche da quel punto di vista è migliorato molto. Rispetto a qualche anno fa si è livellato parecchio rispetto al nostro, di campionato. Il numero 3? Mi identifica nel mio ruolo.”

L’interesse prolungato del Parma è uno stimolo a scegliere questa società. E’ un club importante, e quando una squadra è interessata a te è un valore aggiunto, e diventa normale che la scelta sia facile sotto questo punto di vista. A parte gli ultimi mesi, dove le presenze non sono state tantissime, io ho comunque svolto tutti gli allenamenti e sono pronto anche per scendere in campo.”

IMG_0335POZZI: Sono molto felice di essere qui perchè ho terminato la mia esperienza alla Samp, dove dopo 5 anni era arrivato il momento di iniziare una nuova avventura, e Parma è la soluzione migliore che mi potesse capitare. Per me rappresenta un’ottima occasione, potrebbe essere la ultima e ne sono consapevole. Durante la settimana e al domenica spero di ringraziare con i fatti la fiducia che mi ha dato il direttore, questa società ed il Presidente. Per me è un’occasione importante e ne sono consapevole. Con il Mister ci siamo solo salutati, ma questa è una squadra forte, anche nel reparto offensivo. Anche alla Samp quando sono arrivato c’erano Cassano e Pazzini, e ora c’è Antonio ed Amauri, oltre a Palladino ed altri giocatori. La mia priorità non è essere titolare, bensì essere importante in un gruppo a prescindere dal fatto che giochi titolare o 10‘. Non è fondamentale giocare sempre, puoi dare un contributo anche giocando uno spezzone di partita. Entrerò in punta di piedi in una squadra che sta già facendo bene. Da avversario, a dicembre, mi ha fatto una grandissima impressione questo Parma.”

“Ho giocato con tanti ragazzi che sono a Parma, conosco quasi tutti, e questo mi rende molto più facile l’ ambientamento. Mi sento a mio agio nello spogliatoio. A prescindere da qualche problema fisico che mi ha un po’ fermato, sono un ragazzo fortunato, sono felice delle esperienze che ho fatto. Qualche infortunio poi mi ha fortificato, e questa è una grandissima opportunità perchè Parma è una piazza che mi piace tantissimo e che mi ha dato la sua fiducia. Sono molto contento perchè è una grande opportunità e questa potrebbe anceh essere una delle ultime. Io non ho nessuan qualità del numero 10, ho sempre giocato con il numero 9. Qualche altro numero non era disponibile, mia figlia è nata nel 2010, e l’ho scelto proprio per questo. Per me in carriera, anche alla Samp, uno dev’essere consapevole di chi è e di chi ha davanti. Devi però avere anche l’umiltà di capire che bisogna entrare in punta di piedi, ed apprezzare di avere lo spazio per dare anche solo un piccolo contributo. Sentirsi importante ti tiene vivo e ti spinge a fare bene il tuo lavoro.”