ECCO PERCHE’ E’ GIUSTO CHE CERRI SIA ANDATO A FARE ESPERIENZA IN SERIE B

cerriDa qualche giorno si è scatenata una “crociata” (mai termine fu più adatto) contro il prestito in Serie B di Alberto Cerri, pupillo di una città che ora, con le mani tra i capelli, osserva la classifica della Serie A maturata dopo 5 giornate. A dire il vero una certa spinta da parte del popolo del web il ragazzo ce l’ha sempre avuta anche durante lo scorso anno. In questo caso, però, sono davvero moltissimi i tifosi che si stanno chiedendo perchè Cerri non sia rimasto a Parma a giocarsi le sue carte invece di andare a fare esperienza a Lanciano.

Di questo ha parlato Antonello Preiti, ai microfoni del sito di Gianluca Di MarzioE’ sempre difficile dire prima quello che uno potrebbe fare o no, soprattutto in un campionato nuovo, diverso, come quello di B. Certo, Alberto aveva ed ha le qualità necessarie e non mi sorprende che abbia avuto un impatto così positivo. E’ un ragazzo serio, umile. Nessuno ha mai avuto dubbi su di lui, sulle sue potenzialità, sulle sue prospettive. E’ cresciuto con Francesco Palmieri, responsabile del nostro settore giovanile, che ha saputo dargli gli stimoli giusti e che lo ha fatto crescere con calma. Si è sempre dimostrato all’altezza di giocare anche con i più grandi, ha le doti per poterlo fare. L’esperienza al Lanciano? E’ stata una scelta di comune accordo, fra giocatore, famiglia, allenatore e società. Un’esperienza in B può servire di più di qualche apparizione in A, può fargli prendere fiducia, farlo affermare per ritornare a Parma più forte ed essere d’aiuto alla squadra”.

preiti-1Le parole del Responsabile dell’Area Tecnica del Parma sono assolutamente condivisibili. In molti paragonano Cerri a Mauri, quando i due in comune hanno solo l’età. Non è un problema di ruolo (è ovvio che la loro posizione in campo è diversa), ma è anche (e soprattutto) una questione di personalità: da una parte c’è lo “scugnizzo” italo-argentino che in campo entra con tutta la faccia tosta di questo mondo, rincorre gli avversari e non solo non ha paura del pallone, ma lo chiede anche ai compagni; dall’altra c’è un ragazzo che non solo non ha dimostrato di avere la stessa indole (non è un offesa ai suoi danni, per carità, sono semplicemente caratteristiche diverse), ma che è appoggiato da un’intera comunità in maniera incondizionata, ed è proprio questo il problema. Non è un caso che Leonardi, spiegando la sua cessione in prestito, il 3 settembre scorso abbia detto che “il processo di Cerri è indispensabile, deve fare un percorso e uno sviluppo attraverso dei passaggi che hanno fatto tutti, come Immobile, Inzaghi, Toni, tutti i più grandi centravanti, che acquistano dimestichezza ed abilità giocando. Giocatori strutturati difficilmente danno il meglio senza la possibilità di giocare con frequenza. Noi al centro dell’attacco abbiamo Cassano, Belfodil che può fare quel ruolo, Pozzi che è in fase di recupero, e Coda, che abbiamo deciso di tenere perchè nel presente potrà darci di più, mentre Cerri lo farà in futuro. Abbiamo fatto una valutazione sulla prospettiva di Cerri, non sul fatto che possa fare 5 o 10 partite in questa stagione con la maglia del Parma. Qui è coccolato da tutti, ma vive in un’incubatrice, quindi deve vedere cosa c’è fuori da Parma, ed il ragazzo era d’accordo con questa opzione”.

cerri-lancianoLasciamo quindi che il ragazzo faccia la sua esperienza in un campionato diverso, più semplice sotto alcuni aspetti e molto più duro sotto altri. Non tiriamo fuori il suo nome ad ogni prestazione sotto la sufficienza di Belfodil e Palladino, che tra l’altro giocano in un ruolo diverso dal suo (per far giocare Cerri, nel 4-3-3, bisognerebbe lasciare fuori Cassano…). Facciamo il tifo per lui, ma lasciamolo crescere, in attesa che compia il sogno (suo e quello di tutti i tifosi crociati) di scendere in campo assieme a Cassano, nella prossima stagione. Ovviamente con la maglia crociata.

L’Editorialista