Pensieri InCrociati: Piovono Cartellini…

Dal fischio finale della partita di ieri non riesco a smettere di pensare al fatto che quello di Verona sia stato davvero un brutto passo falso. In seguito al gol preso dopo 8′ la paura di vedere un Parma demoralizzato era davvero molta; i crociati, però, non solo mi hanno zittito, ma si sono resi protagonisti di un primo tempo davvero convincente, nel quale hanno ribaltato il risultato e avrebbero anche meritato un qualcosa di più, considerati i due legni colpiti da Parolo e Lucarelli. Nel secondo tempo, però, per tutta una serie di ragioni tecniche, tattiche ed ambientali, gli uomini di Donadoni si sono fatti rimontare e superare, gettando al vento i tre punti.

toniarbitraPiovono cartellini: Mettiamo un attimo da parte lo sfogo di Leonardi nel dopopartita, e concentriamoci sui numeri. 29 ammonizioni in 8 partite di campionato, due espulsioni, 5 rigori subiti e nessuno a favore. Sono numeri decisamente troppo alti per poter passarci sopra. Certo, i crociati potranno anche cercare di mantenere un’attenzione maggiore in difesa, ma è inevitabile pensare che gli arbitri si facciano condizionare troppo da determinati fattori esterni (il pubblico, il peso politico della squadra in questione, ecc.). Eravamo presenti a Firenze, ad esempio, quando il pubblico di casa trasformò il Franchi in una bolgia, facendo prendere al direttore di gara qualche fischio discutibile a metà campo. C’eravamo anche contro l’Atalanta, quando Gervasoni, dopo aver espulso Amauri ed aver ammonito Marchionni e Benalouane, è stato oggetto di cori da parte di tutto lo stadio: proprio da quel momento è stato palese un cambio di rotta da parte dell’arbitro, che avendo perso la serenità necessaria per poter arbitrare il match ha iniziato ad ammonire giocatori dell’Atalanta senza un vero motivo, portando a termine una forma discutibile di compensazione. A Verona, ieri, Mariani ha dimostrato di avere il cartellino davvero troppo facile, considerato anche il fatto che la partita non è stata cattiva, e anzi il nervosismo non è mai salito oltre il livello di guardia. Sette ammonizioni sono davvero uno sproposito, e sono sembrate più che altro dettate dal nervosismo del pubblico che non ha gradito un paio di falli non sanzionati nei confronti di Toni e ha iniziato a contestare ogni decisione. Guardando le cose con quest’ottica, è davvero comprensibile lo sfogo di Leonardi nel post partita; che non volesse dare degli alibi ai giocatori l’ha dett0 a chiare lettere, però quest’aspetto inizia davvero a diventare pesantemente delicato. E’ normale, infatti, pensare alla mancanza di serenità da parte dei 7 giocatori già ammoniti dall’arbitro, nel momento in cui si lanciano all’inseguimento di un avversario, o quando si stanno per gettare in scivolata. Per non parlare, poi, di come Toni abbia letteralmente, e mi scuso per il francesismo, “sfanculato” l’arbitro a più riprese senza ricevere nemmeno un richiamo, quando Amauri contro l’Atalanta per una frase detta a mezza bocca è stato cacciato fuori senza battere ciglio. Ad onor del vero, anche Lucarelli qualche partita fa è stato letteralmente graziato dall’arbitro dopo essere andato a muso duro contro l’arbitro, ma se mettiamo le sanzioni ricevute dal Parma e dagli avversari su una bilancia, l’equilibrio è davvero ben lontano da un equa parità. Se qualcuno ai vertici dell’Aia si degnasse di dare una spiegazione sarebbe cosa gradita.

NuovaimmaginecontestveronaevidenzaLa lettura della partita: Donadoni, se osserviamo il Parma del primo tempo, ha dimostrato di meritarsi il 7 che gli ho dato durante una puntata di Calcio&Calcio della settimana scorsa. Dopo il gol subito che poteva rovinare i piani, il Parma ha fatto vedere, nonostante l’assenza di Gargano a centrocampo, di avere il piglio giusto, e di poter ribaltare il risultato con una discreta facilità, rischiando più volte anche il colpo del ko. Proprio il mister, però, nel secondo tempo non è riuscito a leggere correttamente il match, nel quale io forse avrei effettuato qualche sostituzione con un po’ più di anticipo. Avrei tolto Marchionni per inserire Gargano (se disponibile) o Valdes, per cercare di dare più freschezza ad un reparto che dimostrava di essere un po’ in debito d’ossigeno, e avrei effettuato una sostituzione in difesa per cercare di alleviare un reparto falcidiato dalle ammonizioni dell’arbitro Mariani. Certo, l’allenatore è lui ed io sono un umile editorialista, ma mi piacerebbe poter riscontrare cosa sarebbe accaduto, anche se con i se e con i ma non si va molto lontano. Questa caratteristica di Donadoni, ovvero l’attesa forse troppo lunga prima di effettuare dei cambi a partita in corso, è uno degli aspetti in cui il mister crociato dovrebbe, a mio modo di vedere, migliorare.

Tre partite di fuoco: Milan in casa, Genoa in trasferta e Juve in casa. Il Parma ora dovrà affrontare un trittico di sfide davvero complicate, nelle quali servirà confermare ciò che si è visto nel primo tempo di ieri, cercando però di essere più cinici e più decisi, senza perdere il controllo della gara a partita in corso. Serve, riassumendo, un Parma che lasci a casa il vestito da “bello a metà” e confermi una volta per tutte i passi in avanti visti nelle ultime sfide. Se Donadoni riuscisse a recuperare Paletta, oltre al sicuro rientro di Gargano, avrebbe un’arma in più che potrebbe rivelarsi decisiva, anche perchè non va dimenticato che dall’inizio del campionato Gabriel non ha ancora giocato nemmeno un minuto, e che un trio difensivo formato da Paletta, Cassani e A.Lucarelli garantirebbe un enorme sicurezza in più. Incrociamo le dita, quindi, perchè Paletta ora ci serve come il pane.

L’Editorialista