PENSIERI INCROCIATI – TROPPO FACILE DIRE “LODI BIDONE-CODA CAMPIONE”…

Dall’inferno al paradiso, tenuti per mano da Cassano, Galloppa e Coda. Questa la nostra riflessione a caldo, pochi secondi dopo il fischio finale che ha decretato i primi tre punti conquistati dal Parma in questa stagione. La metafora è di certo esagerata (dopo sole tre giornate non si può parlare di inferno, e di sicuro tre punti soltanto non possono essere considerati il paradiso), ma il contrasto visto in campo tra i primi 60′ e l’ultima mezz’ora è stato talmente evidente che ha reso impossibile non sottolinearlo. Andiamo dunque ad analizzare gli spunti più interessanti che la gara di ieri ci ha regalato.

donadoniIL PERCORSO TATTICO DI DONADONIIl tecnico crociato ha scelto di continuare sulla strada percorsa fin dal primo giorno di ritiro. 4-3-3 doveva essere, e, in effetti, 4-3-3 è stato. Per alcuni potrà sembrare ripetitivo, ma credo che sia abbastanza normale che un allenatore che abbia un’idea precisa cerchi di portarla avanti, ovviamente con le debite correzioni. Il centrocampo però continua ad essere il punto dolente, e a rimetterci è poi una difesa già di per sè non attentissima ed in costante emergenza viste le assenze. Il Chievo del primo tempo ha ben messo in mostra i limiti difensivi dello schieramento scelto da Donadoni, che si è sempre trovato in inferiorità numerica nelle fasce, a ridosso dell’area di rigore. Proprio lì è dove si sente la mancanza di un centrocampo capace sì di costruire, ma che sappia anche spezzare il gioco, raddoppiare, e soprattutto ringhiare sulle caviglie altrui. Non è però il centrocampo l’unico reparto imperfetto: diciamo che tutta la fase difensiva deve ancora trovare un giusto amalgama, perchè anche le ali devono essere brave ad aiutare, e tra terzini e centrali difensivi l’armonia (intesa come equilibrio nei movimenti e nelle coperture) dev’essere massima per garantire sempre una certa sicurezza. E se è vero che comunque il Chievo si è reso pericoloso solo in un paio di occasioni, va sottolineato come il Parma risenta della scarsa condizione fisica di Lodi e della ancora troppo precaria capacità difensiva di Jorquera. Il tutto va necessariamente sistemato, nessuno boccia il modulo a prescindere perchè sarebbe stupido e assolutamente non costruttivo. La speranza è che poco a poco si trovi la quadratura del cerchio, perchè non sempre si potrà regalare un tempo all’avversario e sperare nelle magie di Cassano.

lodibidonecodacampioneTROPPO FACILE DIRE LODI BIDONE, CODA CAMPIONEL’equazione della gara di ieri, sulla bocca di tutti i tifosi, era Lodi bidone, Coda campione. Al di là che la nostra, personalissima, era palla a Ghezzal=palla persa, ma ci sembra comunque affrettato giudicare tanto il regista ex Catania quanto il nuovo beniamino dei tifosi crociati. Ciccio Lodi di sicuro sta pagando una condizione fisica ancora precaria, ed infatti fatica a svolgere i compiti tattici che Donadoni ha previsto per lui: verticalizzazioni, certo, ma anche tanta corsa e dinamicità. C’è anche da dire, a sua discolpa, che il resto della squadra non è che gli renda il compito semplicissimo. I compagni spesso sono davvero molto distanti, e tardano troppo prima di lanciarsi in un movimento che gli permetta di lanciare sullo spazio. Per questo Lodi va rimandato, ma non bocciato, e questo Donadoni lo sa di certo. Coda invece dopo due scampoli di gara in cui era stato particolarmente negativo (con il Milan non è riuscito a bloccare nemmeno un pallone, anche se il finale di gara era particolarmente concitato), ha potuto far vedere ciò di cui è capace. Il giocatore non avrà magari dei grandissimi numeri (anche se lo stop ed il tiro, nel caso del suo gol, a me hanno parzialmente ricordato Gilardino), ma ha dalla sua la fame e la voglia di sacrificarsi, e Donadoni è un tecnico che ha sempre premiato queste caratteristiche. Per questo motivo ci vorrà tempo prima di capire fino a dove l’ex Nova Gorica potrà arrivare, ma se saprà sfruttare le occasioni come ha fatto ieri al Bentegodi, avrà un discreto futuro. Prima di chiamarlo campione, o salvatore della patria, proverei però a contare fino a dieci.

galloppa-1IL RITORNO DI GALLOPPA – Passato in secondo piano per “colpa” delle prodezze di Cassano e la grande gara disputata da Coda, il ritorno in campo di Galloppa (se non contiamo quello scampolo di gara contro il Livorno, nell’ultima giornata della scorsa stagione) è stata una nota decisamente lieta. L’aspetto ancora più importante è stato quello di vedere che il ragazzo ha corso, non si è risparmiato, e si è lanciato anche in qualche tackle, dimostrando così che la paura di farsi male non è più dietro di lui a soffiargli sul collo. Anche nel suo caso bisognerà procedere lentamente, con un inserimento graduale, perchè a questi livelli i muscoli (e soprattutto i legamenti) fanno presto a sovraccaricarsi, soprattutto per un giocatore che ha una “fedina” come la sua. Se però quello di ieri era un test, Galloppa l’ha superato a pieni voti. La speranza di tutti è che possa piano piano riconquistarsi un posto che gli sarebbe spettato, se non avesse avuto la sfortuna come miglior amica nelle ultime stagioni.

coda-chievo-mixedCON LA ROMA… – Come detto in precedenza, il 4-3-3 verrà sicuramente riproposto da Donadoni, visto che è il modulo secondo lui più consono per questa squadra. Il tecnico continuerà con la sua personale ricerca degli interpreti adatti, ma forse contro la Roma andrebbe fatta un’eccezione. Con giocatori veloci ed abili nell’uno contro uno come Gervinho e Maicon, per fare due esempi, il Parma non potrà permettersi in nessun momento di concedere la superiorità numerica, ed anzi dovrà cercare di mettere a punto un efficace lavoro basato sulla corsa, sui raddoppi e sulle diagonali difensive. Per questo motivo credo che il 3-5-2 sia il modulo più consono, al netto delle assenze. Una difesa a tre con Mendes, Lucarelli e Felipe (al rientro dopo la squalifica), Gobbi e Ristovski (o Rispoli) sulle fasce a garantire copertura, Jorquera in cabina di regia accompagnato da Acquah e, perchè no, da Galloppa, ed in attacco Cassano. La spalla di FantAntonio? Ma sì, mettiamoci Coda. Magari non si ripeterà, magari giocherà una gara sottotono, ma di sicuro la sua presenza in campo sarà un segnale per i compagni di reparto: quest’anno o si corre o “si muore.

L’Editorialista