Pensieri Incrociati: “Se quando togli i teloni il campo è già impraticabile…”

partitasospesaUna premessa doverosa: il rinvio del match, regolamento alla mano, è stata la decisione più ovvia che si potesse prendere. E’ però comprensibile che sul web si stiano diffondendo immagini che rappresentano il fatto che il famoso Perugia-Juventus che costò uno scudetto ai bianconeri, o il Galatasaray-Juventus di Champions si sono giocati regolarmente, mentre ieri non è stato possibile giocare più di 11 minuti. Noi, a questa lista, vogliamo aggiungere anche quel Parma-Palermo con la nebbia, terminato ovviamente 0-0 (ma anche se fossero arrivati dei gol nessuno li avrebbe potuti vedere), ma anche due Parma-Roma: quello del 1999, vinto dai crociati con i gol di Crespo e Torrisi, e quello dello scorso anno, vinto per 3 a 2 con reti di Belfodil, Parolo (da lì nacque la leggenda di Pozzanghera) e Zaccardo.

romaparmatifosiparmaDi partite come quelle di ieri, nella memoria storica del tifoso medio, ce ne sono moltissime altre: match in cui il campo era decisamente pesante, al limite della praticabilità, o nel quale magari il pallone si fermava per colpa delle pozzanghere. Un Parma-Roma sotto la pioggia, ai tifosi crociati, evoca ricordi decisamente positivi. Normale quindi che per molti di loro la partita di ieri si sarebbe dovuta giocare comunque, per non parlare di coloro che hanno intrapreso il lungo viaggio fino a Roma, che però hanno ricevuto il lodevole messaggio di Pietro Leonardi: “E’ stato giusto provare a giocare, ma è stato altrettanto opportuno rinviare. Sia per lo spettacolo che per l’incolumità dei giocatori. Ovviamente dispiace per tutti i tifosi che sono venuti allo stadio, soprattutto per i nostri, che si sono sobbarcati un lungo viaggio e che dovranno ritornare qui tra qualche settimana, ma non si poteva fare altrimenti”. Ha ragione Leonardi, perchè su un campo come quello di ieri diventava difficile giocare  (cosa che però al tifoso medio interessa meno, visto che le battaglie sotto l’acqua sono anzi ricordate con maggiore risalto), ma soprattutto era a rischio l’incolumità dei giocatori. Parolo, come da tradizione, avrebbe segnato sicuramente, ma provate ad immaginare se Paletta, Cassano, o lo stesso Parolo si fossero infortunati in quel pantano... Meglio così, dunque, ma c’è un aspetto che non mi da’ pace fin dalle ore precedenti al match.

teloniolimpicoCome d’abitudine ho effettuato il mio ingresso in Tribuna Stampa con un largo anticipo. Nell’enorme spazio riservato ai giornalisti dello Stadio Olimpico, alle 13:30, c’eravamo solo io e, coincidenza, proprio quel Carlo Zampa che ci ha concesso un’interessantissima intervista in settimana su Antonio Cassano. In quel momento gli inservienti dell’Olimpico stavano togliendo i teloni che, in teoria, avrebbero dovuto mantenere intonso il prato dello stadio romano. Stiamo parlando, è bene ricordarlo, del terreno di gioco di uno stadio che da sempre è un fiore all’occhiello del nostro panorama calcistico, che ha ospitato due finali dei Campionati Europei, quattro finali di Champions League, e che non a caso, nel ranking Uefa, fa parte della categoria Elite. La mia attenzione è stata richiamata da una pozzanghera (si vede nella foto, Nda) che si percepiva ad occhio nudo fin dalla mia postazione. “Ma com’è possibile che sotto ai teloni ci fossero delle pozzanghere?” è stato il mio primo pensiero. “Pozzanghera è uscito ad allenarsi per primo, che dedizione per il lavoro che ha questo ragazzo!” è stato il secondo, ma lasciamo perdere. Una volta tolti i restanti teloni altre pozzanghere sono apparse nella stessa fascia.

Le opzioni per provare a spiegare il fenomeno sono due: l’impianto drenante dell’Olimpico (attaccato con una certa durezza anche da Riccardo Cucchi, di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, nella sua radiocronaca) in quel lato del campo ha problemi seri e non riesce a svolgere la propria funzione; oppure i teloni sono stati messi con particolare ritardo, magari il sabato pomeriggio (anche se dedurre una possibile data senza aver avuto la possibilità di osservarlo con i propri occhi lascia il tempo che trova, infatti la mia è una semplice ipotesi), dopo che sullo Stadio Olimpico si era già abbattuta la pioggia dei giorni scorsi. Di acqua, dal riscaldamento pre-partita in poi, ne è caduta parecchia. Mi risulta difficile però pensare che un campo di Serie A possa risultare impraticabile per un’ora e mezza di pioggia fitta ma non torrenziale, visto che ha piovuto con particolare potenza solo per qualche secondo mentre le squadre erano in campo prima della sospensione della gara.

romaparmasquadreE’ letteralmente una cosa da ridere, ma è anche una cosa triste. In qualunque altra città del mondo, penso in particolare in Inghilterra, dove piove non per tre giorni, ma per tre mesi, e i campi sono agibili, si sarebbe giocato. Evidentemente non sappiamo più fare i campi di calcio. Credo sia la prima volta che si sospende una partita dopo avere messo i teloni, quando da altre parti si gioca con la neve” ha affermato Roberto Giachetti, vice-presidente della Camera e tifoso romanista a Il Velino, e mi risulta difficile non trovarmi d’accordo con lui.

Dall’Olimpico, quindi, me ne sono andato con due pensieri nella testa: mi piacerebbe sapere cos’è accaduto all’impianto drenante dello stadio, e quando sono stati sistemati i teloni sul terreno di gioco. Ma soprattutto non posso evitare di pensare che se la partita fosse stata Parma-Chievo, giusto per fare un esempio, si sarebbe giocata fino all’ultimo secondo

L’Editorialista