Pensieri InCrociati – Parma-Udinese 0-3, “Questo è il Parma che non hai visto mai…”

“Abbiamo sbagliato tutto.” (cit. A.Lucarelli)
“Siamo stati troppo brutti.” (cit. P.Leonardi)
“Questo è il Parma – Che non hai visto mai…” (cit. Curva Nord)

Una cosa è certa: nessuno ha cercato scuse. E ci mancherebbe altro, direte voi.


Un Parma così, “non l’hai visto mai”: forse il più brutto degli ultimi 10 anni. La difesa immobile e imbambolata, un centrocampo atipico e completamente in balia degli avversari, un attacco addormentato. Solo Amauri si salva, essendo forse l’unico che in qualche modo ha cercato di mettere la cattiveria necessaria per uscire dal torpore generale.

Ho deciso di aspettare più di qualche ora per iniziare a scrivere quest’editoriale. Non è detto che si debba per forza trovare qualcosa di positivo, ci mancherebbe, però ieri a caldo era davvero difficile trovare qualche spunto che non fosse troppo distruttivo nei confronti dei crociati.
Ora che in qualche modo si è raffreddata la rabbia per una prestazione, è il caso di dirlo, oscena, cerchiamo di analizzare qualche aspetto secondo me importante:

Non lasciamoci andare a facili estremismi: Lo diciamo spesso, nelle situazioni positive: esagerare non serve ed è solo dannoso. Ninis non era un campione dopo Parma-Pescara, e non è un bidone dopo. Il Parma non era da Champions League dopo la vittoria contro l’Inter, e sicuramente non è da serie B ora. Purtroppo è davvero facile lasciarsi andare a facili estremismi, però il mio auspicio che ogni tifoso capisca che non solo serve davvero a poco, ma che inoltre può essere negativo. Per settimane, alla fine del girone d’andata, si è parlato d’Europa: da più parti si è cercato di raffreddare gli animi, Leonardi e Donadoni hanno più volte dichiarato di puntare alla salvezza salvo poi cercare di scalare la classifica. E’ però  inevitabile che tutta la squadra, che del resto è formata da esseri umani, sia stata condizionata. Questo però non è importante, perchè stiamo parlando di persone che per fare questo lavoro sono pagate, e quindi sono tutti aspetti normali per il loro mestiere. Dico questo pensando a noi tifosi: serve equilibrio nei giudizi, perchè gasarsi o deprimersi non ci permette di vedere le cose come stanno.

La sconfitta più brutta?: Sicuramente quella di domenica è stata la sconfitta interna più brutta degli ultimi 10 anni. E’ inutile parlare di prestazioni, di tattiche, di Biabiany a centrocampo, del caldo, del freddo o dell’arbitro. La testa dei giocatori che sono scesi in campo è rimasta a casa, l’analisi del match è questa. Mai in partita, succubi di un blocco mentale che ha mandato in panne tutti i giocatori, fatta eccezione per un Amauri davvero commovente. In difesa sembravano dei birilli, e mai abbiamo visto tanta lentezza nei contrasti o negli interventi da parte dei nostri; a centrocampo, invece, c’è stato un caos e una disorganizzazione dovuta più che altro a un problema di stimoli e di concentrazione. Poi se vogliamo possiamo discutere di moduli e di uomini, ma parliamoci chiaramente: anche con il 5-5-5 di Oronzo Canà e 15 giocatori in campo il risultato non sarebbe cambiato.

Donadoni imbambolato: Roberto non ha mai avuto quella del motivatore tra le sue qualità. E’ vero che spesso fa comunque quel che può: si sbraccia, urla, e cerca di svegliare i suoi in tutti i modi; gliene diamo atto. E’ però evidente un problema di concentrazione e di preparazione mentale al match, che ormai il Parma si trascina da troppo tempo. Non è possibile che i crociati debbano sempre aspettare venti minuti prima di iniziare a giocare, spesso dovendo recuperare un gol. La partita di ieri è stata troppo brutta anche per lui, e forse si è trovato in una situazione nella quale era difficile anche trovarvi un rimedio. Ora però non facciamo l’errore di chiedere la testa dell’allenatore, come da più parti si legge: Donadoni resta comunque un ottimo allenatore, forse il migliore che il Parma si possa permettere, e un match come quello di ieri non può cancellare quello che è stato fatto prima. La cosa importante, però, è capire quali sono gli errori e cercare di risolverli: se questo problema mentale da parte della squadra dovesse durare ancora molto, forse sarebbe meglio ingaggiare uno psicologo da affiancare al mister.

Il ricordo di Prandelli: per chi come me ha una certa memoria storica, dopo aver visto il Parma subire il 2 a 0, sarà stato inevitabile pensare a Cesare Prandelli e ad un Parma-Piacenza del maggio 2003. Il Parma schierava Lamouchi, Nakata, Adriano, Mutu, Junior, Bonera, e mi fermo qui se no ci scende a tutti una lacrimuccia. Il Piacenza era quasi retrocesso (in questo caso il paragone con l’Udinese ovviamente non vale), e il Parma che scese in campo quel giorno ci ricorda per certi versi quello visto ieri. Imbambolato, con poca voglia, in caos totale: infatti il Piacenza di Cagni, che schierava Marchionni, segnò addirittura due gol nel primo tempo, con Maresca e Hubner. Il primo tempo finì 0-2, e Prandelli negli spogliatoi decise di dare una svolta anche all’orgoglio dei propri giocatori: fuori Lamouchi e Nakata, e dentro i giovanissimi Rosina e Porcari. Mi ricordo che pensai: ma come, togli due titolari e inserisci due primavera? Cesare, la vuoi proprio dare per persa? Più tardi però riuscì a capire il perchè: toccato nell’orgoglio, il resto della squadra si svegliò, e si uniformò ad un atteggiamento molto diverso rispetto a quello del primo tempo. Nonostante questo, però, dopo i primi 20′ il Parma non si era ancora sbloccato: Prandelli quindi scelse di inserire Gilardino al posto di Bonera, e fu proprio il Gila (che non aveva ancora avuto modo di farsi vedere, vivendo all’ombra di Adriano) a segnare il primo gol. Poi ci pensarono Adriano, al 24′, e Mutu al 44′ a concludere la rimonta.
Ecco, probabilmente a Donadoni ieri è mancata proprio la sfrontatezza necessaria per fare due cambi di questo tipo. Non sappiamo come sarebbe andata, ma la squadra avrebbe sicuramente percepito un segnale come quello.

Lucarelli e Belfodil: Sono sincero, non ho potuto vedere il momento in cui Lucarelli ha ripreso Belfodil, per colpa del fatto che stavo guardando il match da un McDonald di Valencia, con il wireless gratuito che funzionava malissimo, il tutto condito con un canale streaming con la telecronaca in arabo. Quello che però ho ascoltato è stato ciò che ha detto il difensore ai giornalisti nel post-partita. Sono sincero: non mi è piaciuto per nulla. Può anche essere che Belfodil abbia avuto un atteggiamento sbagliato in campo, e in quel caso è stato anche giusto riprenderlo visto che tra l’altro Lucarelli vestiva la fascia di capitano. Quello che però non è giusto è parlarne con i giornalisti, e lasciare in qualche modo Belfodil e gli altri giovani in pasto dell’opinione pubblica. Dire che i giovani devono imparare dagli ultratrentenni che si spaccano il culo (cit.) dopo una partita del genere, in cui anche gli ultratrentenni facevano parte del gruppo degli imbambolati, mi sembra non solo scorretto per lo spogliatioio in generale, ma anche un tentativo di bassa lega di scaricare colpe ad altri. Speriamo davvero che non ci siano strascichi, perchè cose così possono spaccare uno spogliatoio.

Ora che fare?: Domenica si va a Milano, sponda Inter. La speranza è che i nostri siano già tornati da queste “vacanze anticipate”, e possano giocare una partita come quella dell’andata. Non serve una vittoria, non servono punti: serve una buona prestazione. Sarà importantissimo infatti non tanto vincere, bensì convincere, anche pensando al finale di stagione. Questo rush finale, infatti, è importantissimo per diversi motivi: da un lato quelli relativi agli introiti derivanti dalla posizione in classifica; dall’altro sarà vitale per mettere fine ad un periodo nero che potrebbe trasformarsi in un pessimo inizio, considerando la stagione del Centenario che inizierà con il ritiro di luglio. Speriamo che i crociati, insomma, non vogliano rovinare la loro stessa festa.

L’Editorialista