Pensieri InCrociati: Parma-Roma 1-3, Quanto Ci Manchi, Gabriel!

Da ieri sera ho deciso di fare una bella cosa: dimenticarmi (o almeno provarci) della classifica di Serie A. Non la guardo, tanto a cosa serve? A ricordarmi del fatto che il Parma ha un solo punto? Non mi sembra decisamente il caso. Fin dal fischio finale, invece, ho pensato a quanto di buono si è visto durante il match contro la Roma, senza dimenticare le difficoltà che i crociati hanno dimostrato nelle prime 3 giornate di campionato. Una difesa che non può permettersi nemmeno mezza distrazione e un attacco davvero troppo sterile sono i grattacapi che Mister Donadoni dovrà risolvere nei prossimi giorni, prima della trasferta di Catania.

immaginepartitaQuanto ci manchi, Gabriel!: Le difficoltà che potevano nascere dal potenziale offensivo dei giallorossi erano chiare fin dall’inizio. Ljaic, Totti, Florenzi, Gervinho, Borriello… Garcia ha potuto schierare dei campioni dal primo minuto, e tirarne fuori altri due dal taschino nel secondo tempo. Con un attacco così, per cercare di portare a casa dei punti, non ci si può permettere nemmeno una minima distrazione e l’andamento del match di ieri è l’esempio lampante di questa teoria. Mirante, del resto, non ha dovuto compiere interventi degni di nota se non in un paio di occasioni su Totti. La difesa crociata era guidata da un Lucarelli molto nervoso (e graziato dall’arbitro dopo una protesta decisamente troppo veemente), che però ha giocato una ottima partita sia in fase di chiusura che in fase di impostazione. Anche Cassani e Felipe, a mio modo di vedere, hanno giocato una partita nel complesso buona, cimentandosi in disimpegni precisi e interventi concreti e risolutori. Beh, e come ha fatto la Roma a segnare? Sfruttando tre disattenzioni del pacchetto arretrato crociato: prima un pasticcio sul disimpegno ha permesso alla Roma di recuperare palla e liberare Florenzi davanti a Mirante, poi la difesa è salita in modo scomposto lasciando in gioco Totti (con buona pace di quelli che ancora sostengono che il capitano romanista fosse in fuorigioco), e per ultimo un’imbucata in contropiede ha messo Gervinho, entrato da poco e quindi fresco dal punto di vista fisico, di entrare in area lasciando quasi sul posto Cassani, che lo ha atterrato. Per il resto, non si possono imputare alla difesa crociata altre disattenzioni, ed è vero che la Roma è stata cinica, e quasi chirurgica, ma lì dietro la presenza del Palettone Nazionale (la meriterebbe, eccome, la convocazione di Prandelli…) inizia a farsi sentire fin troppo. Quanto ci manchi Gabriel!

La sterilità offensiva: Anche ieri, oltre al gol di Biabiany, le occasioni da gol sono state davvero troppo poche. Il problema, però, non sembra essere nella finalizzazione delle poche situazioni offensive costruite, bensì nella costruzione delle stesse. E’ innegabile che Cassano cerchi di trasformare ogni pallone che tocca in oro, ma il Re Mida crociato a volte predica nel deserto: la lentezza nel far arrivare il pallone nell’area avversaria non gli permette di lanciare i compagni negli spazi lasciati dai difensori, che hanno sempre il tempo di schierarsi e quindi chiudere tutte le possibili falle. Ciò nonostante, FantAntonio è riuscito più di una volta a ricamare delle trame davvero interessanti, ma la partita di ieri ci insegna che se costruisci tre o quattro occasioni da gol a partita se sei cinico riesci a segnare tre reti, ma se non lo sei come troppo spesso accade ai crociati puoi anche restare a secco. Continuiamo a non fasciarci la testa, perchè è ancora troppo presto, ma già da domenica contro il Catania bisognerà invertire la rotta. Una vittoria netta, con delle reti segnate dopo delle azioni ben costruite, servono come il pane per il morale dei crociati.

cambiokakaLe insidie del calendario: Dopo la partita contro il Chievo, nel mio editoriale, ho descritto quel punto portato a casa dal Parma come un punto prima dell’ “inverno”. Riporto letteralmente: “l’ “inverno” è alle porte. No, non sto parlando del “Trono di spade“:per “inverno” mi riferisco al trittico di partite che il Parma si appresta ad affrontare. Udinese fuori casa, Roma in casa e Catania lontano dal Tardini. Per certi versi iniziare il campionato con i 3 punti sarebbe stato l’ideale, ma non è assolutamente il caso di fasciarsi la testa”. Come detto in precedenza la testa non ce la fasciamo neppure ora, ma era evidente che l’inizio sarebbe stato davvero duro. Ora arriva il Catania in trasferta, e in rapida sequenza l’Atalanta in casa di mercoledì sera. Diventa vitale trovare delle prestazioni convincenti, condite da dei risultati che possano risollevare morale e classifica.

Undici Gargano: Lo ha cantato la curva (una parte, a dir la verità), dopo un fallo fatto verso la fine del match. Essendo onesto fino in fondo, dopo il primo scatto dell’uruguaiano ero decisamente pessimista: sembrava che stesse arrancando fin dalla prima corsa, dimostrando di essere in palese ritardo di condizione. Fino al 90′, però, sono stato smentito clamorosamente, perchè il centrocampista sarà sì in ritardo di condizione, ma ha messo in campo una voglia e una grinta davvero incredibile, con una qualità davvero notevole. In tribuna stampa la sua prestazione è stata rimarcato da molti giornalisti, anche di sponda romanista: se questo è l’inizio, possiamo ritenerci davvero fiduciosi sull’apporto che questo nuovo acqusito potrà dare al Parma. Riprendendo il primo punto dell’editoriale, e parafrasando Gabrielo e le sue fantastiche pagelle, facciamo che vogliamo 9 Gargano, un Cassano e un Paletta, e poi siamo apposto.