Pensieri InCrociati: Parma-Lazio 0-0, Determinazione Si, Determinazione No

Gestire i temi da affrontare nel consueto editoriale sta diventando un po’ complicato: c’è sempre il rischio di essere disfattisti e non è assolutamente nel mio stile, nè nello stile di ParmaFanzine.it, che fin dall’inizio ha voluto mantenere una linea divertente, critica ma sempre costruttiva.
Ieri contro la Lazio è arrivato un buon punto, che ci consente di arrivare a 40 punti; la prestazione, nonostante l’avversario fosse di buona caratura, è comunque da rivedere.



Determinazione si, determinazione no: Certo è che la determinazione che il Parma e Donadoni cercano da ormai qualche settimana non si è vista nemmeno ieri. Non posso, e nemmeno voglio, pensare che la voglia dei nostri crociati sia tutta in quello che è stato dimostrato nei 90 minuti di ieri. Chiariamoci, la Lazio per il potenziale che ha ne ha dimostrato addirittura meno, e proprio per questo quella che ne è uscita è stata una partita bruttina ed a tratti noiosa. La prestazione dei crociati, diciamolo, non è sembrata nemmeno così scadente nello squallore generale: il problema è che manca sempre quel qualcosa in più, quella fame di voler spingere. Manca la voglia di crederci davvero, come gruppo, come squadra. La sensazione è che la squadra stia focalizzando tutte le sue forze mentali nel tentativo di scacciare questo blocco psicologico che l’affligge, ma con risultati altalenanti: i crociati le occasioni le creano, ma ancora con troppa sporadicità e con poca convinzione. Serve una continuità diversa che forse sarà difficile da trovare nelle 4 partite che restano.

e6dcbcdb4124560e300f6a7067005e2a--473x264Parma e Lazio alla pari: La Lazio ha elementi di grande spicco, soprattutto se pensiamo a Klose, Candreva (oddio, non ci credo, l’ho detto…), Hernanes, Ledesma… Di fronte, quindi, non avevamo di certo gli ultimi della classe. Il solo Floccari (giustamente applauditissimo da parte di tutto il Tardini) nei pochi minuti giocati ha fatto capire di essere un giocatore dotato di grandissimi mezzi, esattamente come ha dimostrato l’anno scorso qui a Parma. Un pareggio con i biancocelesti non è assolutamente da buttare, ed il Parma ha comunque creato più occasioni dei capitolini. Può essere un punto importante dal quale ricominciare, ma sarà importante farlo per davvero, senza accontentarsi di un pareggio con una Lazio che, è anche giusto riconoscerlo, è scesa in campo svogliata e ha giocato un match abbastanza anonimo.

La mancanza del fuoriclasse: Conosciamo tutti quelli che sono i limiti dentro i quali Leonardi si muove per gestire con estrema destrezza la campagna acquisti del Parma. Per molti aspetti il vero fuoriclasse del Parma è proprio lui, e non ci stupisce il fatto che Ghirardi lo abbia blindato per qualche anno. Proprio essendo a conoscenza di questi limiti sappiamo che l’occasione di vedere giocatori come Giovinco in maglia crociata non si possono presentare tutti gli anni. Proprio ricordando l’apporto di un giocatore come la Formica Atomica (un po’ “denuclearizzata” quest’anno a Torino), capiamo che al Parma di quest’anno manca forse quel giocatore che ti possa tirare fuori dal cilindro un gol inaspettato, una punizione vincente, un’azione pericolosa dal nulla. Amauri nel suo ruolo sta dimostrando di essere un ottimo giocatore, per certi versi rinato ancora una volta in terra ducale: il suo gioco però dipende troppo dai suoi compagni, più che altro per le sua caratteristiche.

Un centrocampo in estrema difficoltà: Non nascondiamoci dietro un dito, il centrocampo del Parma è in estrema difficoltà. Marchionni sembra pagare le fatiche di una stagione intera sugli scudi, Valdes continua ad essere il gemello svogliato di quello apprezzato l’anno scorso, Parolo continua a fare il suo lavoro poco appariscente ma concreto e forse è l’unico che si salva lì in mezzo. Se i sostituti non sono all’altezza (Ninis è riuscito a fare peggio di Marchionni dopo essergli subentrato, Strasser e Morrone non sono mai pervenuti, Galloppa sta ancora recuperando), questo magari non è un campanello d’allarme, ma dev’essere un monito per il prossimo mercato estivo.

167716663-391x270Risvegliamo il Tardini: Ora per il Parma si prospetta un’altra partita in casa, preludio assieme alla trasferta infrasettimanale contro il Cagliari alla grande festa del 12 maggio. Analizzando le ultime partite in casa, a parte gli acuti contro il Torino ed il Pescara, ci troviamo di fronte al magro bottino di un pareggio a reti bianche contro il Genoa, la sconfitta contro il Catania, la sconfitta contro l’Udinese e lo 0-0 di ieri pomeriggio. Diciamo che se nel girone d’andata il Tardini era un vero e proprio fortino, in questo girone di ritorno dopo la sconfitta contro il Napoli è stata dura assistere a buone prestazioni. Non è possibile che il Parma sia passato da saper fare tutto ad avere difficoltà a fare qualsiasi cosa, quindi bisogna davvero cercare di fare il possibile per cancellare questo blocco psicologico che affligge i crociati. Per questo motivo il match di domenica prossima contro l’Atalanta dovrà essere la partita della, chiamiamola così, svolta. Per i giocatori stessi, per noi tifosi, e per la società.

Centenario in Serie A, traguardo o punto di partenza?: Faccio un’ultima considerazione, in chiusura. Da qualche settimana si sta, giustamente, risaltando il fatto che il Parma giocherà il centenario in Serie A. E’ ovviamente una cosa importante, fondamentale. Parlare di ciò definendolo solo un traguardo, però, fa sembrare quasi che dopo il Centenario si vivrà alla giornata; sappiamo che non è questa l’intenzione della società, e proprio per questo forse sarebbe importante iniziare a definire il Centenario disputato in Serie A, a scanso di equivoci, un importante punto di partenza.