Pensieri InCrociati: Parma-Chievo 0-0, Un Punto Prima Dell’ “Inverno”

Dalle parti del Tardini, questa sera, si è sentito parlare di bicchieri, mezzi pieni e mezzi vuoti. Il problema, a quanto pare, risiede nella parte centrale di questo bicchiere, e di come la si vuole interpretare. Purtroppo anche il Parma, in questo esordio in campionato, ha evidenziato, soprattutto nel primo tempo, un problema proprio nel mezzo, dicesi centrocampo: mezzo pieno di errori e mezzo vuoto di idee.
Hanno ragione i protagonisti, al di là dei bicchieri, a parlare di buon Chievo e di pareggio sostanzialmente giusto. La partita, ai punti, sarebbe finita in pareggio anche con il giudice più “casalingo” del mondo. Non bisogna dimenticare, però, che il Parma non avrebbe meritato la vittoria, ma nemmeno la sconfitta; ha sofferto poco, ed ha rischiato di segnare in un paio d’occasioni.


parmachievoPaura e delirio a centrocampo: Una delle cose che ha funzionato a fatica, ieri sera, è stato proprio il centrocampo, che ha sofferto moltissimo lo schieramento del Chievo. Le due linee a 4 messe in campo da Sannino, con i due attaccanti che in fase difensiva disturbavano i disimpegni dei crociati, hanno praticamente annullato la capacità della mediana ducale di costruire trame offensive. I veneti, infatti, hanno ingabbiato il centrocampo schierato da Donadoni, che per questo motivo, complice anche la “serata ni” degli interpreti in questione, ha perso troppi palloni (oltre 10). Valdes è sicuramente quello che ha faticato di più, ma anche Gobbi ha tentennato più del solito, con Marchionni che ha cercato di aiutare il “Pajaro” con risultati alterni, prima di prendere il suo posto in campo, e Parolo che ha cercato di chiudere le falle, perdendo però smalto negli inserimenti. Certo, se il Chievo si fosse aperto di più, il gioco del Parma ne avrebbe guadagnato senz’altro; ci siamo trovati di fronte ad una squadra che genera timore agli avversari per i giocatori che può mettere in campo (il Parma) contrapposta ad una squadra che lotta per la salvezza, che per questo motivo si chiude e cerca di ripartire in contropiede. Niente paura, siamo solo alla prima giornata, e non c’è nessuna necessità di farne una tragedia (e soprattutto non avrebbe alcun tipo di senso), visto anche il punto prezioso portato a casa; ci sarà sicuramente tempo per crescere anche da questo punto di vista. Ultimo appunto sul centrocampo: Biabiany non è mai riuscito a puntare l’uomo, togliendo così un’ alternativa di gioco sulla fascia destra: speriamo che il francese trovi il piglio giusto, altrimenti da quel lato, diventerà dura sfondare.

confessionicrociateUn Cassano “alla Morfeo”: Analizzando la partita del talento barese, oltre ad uno stato di forma in vistosa crescita e alla consueta e preziosa capacità con cui accarezza il pallone e lancia i compagni, mi piace far notare un’aspetto che, personalmente, ho apprezzato molto. Nel secondo tempo quando la difesa del Parma ha avuto un paio di momenti di black out e c’era la necessità di far risalire la squadra, FantAntonio ha fatto una cosa che può sembrare stupida, ma dio solo sa quanto sia utile in certi frangenti di una partita di pallone: chiedere palla, riceverla, difenderla, attendere il contatto e subire un fallo sacrosanto. In questo modo è riuscito a spezzare il gioco, facendo respirare la squadra e permettendo ai difensori, nel frattempo, di alzare nuovamente il baricentro della squadra. Un lavoro del genere, e chi ha un po’ di memoria lo ricorderà, era svolto in maniera magistrale da “Mimmo” Morfeo. Cassano, in questo modo, ha lasciato intravedere la capacità di capire il particolare momento della squadra, agendo prontamente nel modo più consono. Altro aspetto non da poco: dopo tanti, troppi anni abbiamo ritrovato qualcuno che batta gli angoli come dio comanda. Ormai avevamo dimenticato cosa volesse dire.

IMG_6113-copiaDifesa inedita: Per una causa “di forza maggiore” (l’infortunio di Paletta), Donadoni ha schierato un’inedita difesa formata da A.Lucarelli, Cassani e Felipe. L’esordio, a mio modo di vedere, è stato molto positivo. Se lasciamo da parte un paio di momenti difficili, sia Felipe che Cassani hanno svolto una partita attenta, dimostrando una capacità interessante anche nel saper districarsi con la palla al piede. Felipe è riuscito a svolgere in maniera positiva il ruolo di Paletta, Lucarelli ha messo in campo la sua esperienza, Cassani si dimostra sempre di più un difensore attento, che magari non balza all’occhio, ma che gioca semplice e sa farsi trovare sempre nel posto giusto, senza mai perdere la posizione. Se ci aggiungiamo Paletta e Benalouane, oltre a Mendes che mi ha particolarmente colpito durante il pre-campionato, ci troviamo di fronte ad una difesa completa, che può vivere con tranquillità l’assenza di qualche protagonista perchè ha diversi interpreti all’altezza. Questa è una nota davvero positiva.

Un punto prima dell’ “inverno“: L’ “inverno” è alle porte. No, non sto parlando del “Trono di spade“: per “inverno” mi riferisco al trittico di partite che il Parma si appresta ad affrontare. Udinese fuori casa, Roma in casa e Catania lontano dal Tardini. Per certi versi iniziare il campionato con i 3 punti sarebbe stato l’ideale, ma non è assolutamente il caso di fasciarsi la testa. Il Parma di ieri sera si è scontrato con la realtà di un campionato che sarà pieno di insidie, ma che i crociati sanno di poter affrontare con parecchie carte da giocare. Contro un Udinese in difficoltà, il Parma dovrà svestirsi fin da subito dei panni di “Onlus” che resuscita le squadra in difficoltà, e indossare la divisa da squadra sicura di sè e dei propri obbiettivi, oltre che delle proprie capacità. Sicuramente Donadoni avrà modo di fare qualche aggiustamento, ma resta il fatto che il Parma di ieri sera ha faticato ma non ha subito, non ha vinto ma non ha nemmeno perso, e chiunque segua questo sport sa che questo non è un dettaglio da poco.

Mirante ed Amauri, due certezze:
 Mirante, con Puggioni, si è guadagnato il premio di migliore in campo. Antonio è sempre più una certezza, per i tifosi ma soprattutto per i suoi compagni. Siamo ancora alla prima giornata, ma sembra che il portierone crociato abbia ricominciato da dove aveva finito: sicuro nelle parate, trasmette sicurezza ai proprio compagni, cosa davvero non da poco. Come per Paletta, non capiamo per quale ancestrale motivo Prandelli non lo tenga in considerazione quando stila le convocazioni. Anche Amauri, dal canto suo, è ripartito con la stessa identica grinta di sempre: è uno spettacolo vedere con che voglia si getta e lotta su tutti i palloni, dando l’esempio ai suoi compagni. Il Parma, quindi, oltre ai piedi di Cassano, ha due certezze in più: ripartiamo da questo, e dal punto portato a casa ieri sera.