Pensieri InCrociati: Parma-Atalanta 4-3, Arriva la prima vittoria, ora vietato fermarsi

Il Parma vince la prima partita della stagione, e i tifosi perdono diversi anni di vita durante un match al cardiopalma. Sono state moltissime le emozioni vissute ieri sera al Tardini, spaziando tra la gioia per i gol di pregiata fattura che il Parma è riuscito a mettere a referto e la sofferenza per la possibile rimonta dell’Atalanta. Al Parma non piace vincere facile, abbiamo titolato nella nostra cronaca del match, ed effettivamente sfido chiunque a dire il contrario.

parmaatalanta434 gol, e che gol!:Che razza di gol!!!! Ma era Cassano?“, ha gridato un tifoso in Curva Nord dopo il primo gol crociato. Il tiro effettivamente sembrava proprio un “cioccolatino” (cit.) lanciato da FantAntonio, ma il mastro cioccolataio questa volta è un’ insospettabile Djamel Mesbah. Preferito a Gobbi, all’interno del turnover con il quale Donadoni ha cambiato pelle alla squadra crociata, l’algerino si è inventato una rete da vero e proprio n°10. Dopo l’immediato pareggio atalantino i crociati non hanno smesso di giocare, arrivando al secondo gol con Marco Parolo: una realizzazione splendida, arrivata dopo una serie di passaggi conclusa da Cassano, che con una magia ha messo una gemma tra i piedi del centrocampista ex Cesena, che ha siglato con un tiro al volo preciso e potente. Anche Rosi ha segnato un gran gol, dopo una scorribanda solitaria per vie centrali, e grazie anche ad un paio di rimpalli vinti. La rete del 4-1, arrivata grazie ad un missile ancora di Parolo, è arrivata dopo una bella azione ed un palo colpito da FantAntonio. Come dare torto a Donadoni, che nelle dichiarazioni post-gara ha detto che “noi se non facciamo gol meravigliosi non riusciamo a rubacchiare qualcosa in area avversaria”Al Parma, del resto, non piace proprio vincere facile, e quello di stasera è l’esempio perfetto di questa teoria. Certo, con il senno di poi va comunque bene così, considerato il fatto che i tre punti sono stati portati a casa, anche se con sofferenza nel finale. Sono comunque convinto che grazie anche al passo in avanti di ieri sera, i crociati si stanno avvicinando al top della condizione psico-fisica, grazie alla quale in futuro riusciranno a vincere magari soffrendo un po’ meno…

I cambi e la panchina lunga: Donadoni in settimana aveva più o meno annunciato che avrebbe fatto una sorta di turnover. Secondo i segnali che aveva dato in conferenza stampa sembrava prevedibile un turno di riposo per Amauri, Biabiany, forse Gobbi, oltre alla sosta forzata di Cassani, squalificato. Nella probabile formazione che abbiamo inserito ieri mattina si teneva conto proprio di questo, e per certi versi non ci siamo andati lontani. La vera sorpresa, in un certo senso, è stata quella di vedere due novità in difesa, con Benabanana e Mendes al fianco di A. Lucarelli. Avevamo previsto l’inserimento di Gargano a centrocampo (e non era difficile), e ci siamo sbagliati su un possibile impiego di Sansone dal primo minuto, oltre che di Gobbi (sostituito da Mesbah che, con estrema tranquillità, ha segnato un gol pazzesco). L’importanza di avere una rosa ampia e soprattutto ricca di giocatori di buon livello, si percepisce perfettamente da quella mani di Sansone, che al fischio finale dell’arbitro sono andate ad afferrare i suoi capelli in segno di disperazione. La partita era finita, certo, ed il Parma ha vinto: Nicola, però, stava ancora ripensando a quel gol sbagliato a tu per tu con Consigli, con la coscienza del fatto che aveva sprecato un’opportunità di fare gol e di dare il proprio contributo per la causa crociata. Mesbah è entrato e ha segnato, come Rosi del resto: quei giocatori che finora hanno giocato meno hanno una voglia matta di fare bene e mettersi in mostra, e soprattutto grazie alle loro capacità hanno la possibilità di dimostrarlo. Questa per il Parma è una grande e piacevole novità.

parologolCassano torna ad illuminare: La miglior risposta possibile, invece, l’ha fornita Antonio Cassano. Dopo il match di Catania, nel quale aveva davvero deluso, Antonio ha lasciato scorrere le critiche, alcune di loro molto simili addirittura a delle “sentenze definitive“: c’è stato anche chi iniziava già a intravedere un fallimento del progetto del Parma di puntare su di lui per questa stagione. Antonio ha risposto come meglio sa fare, ovvero con i propri piedi (anche perchè, con tutto il bene che gli vogliamo, parlare non è certo la sua dote migliore). L’assist al bacio per il gol di Parolo, il palo nel colpito nell’azione del quarto gol, oltre ad una serie di giocate pericolose. Non solo: Antonio ha corso, ha attaccato gli spazi ed ha pure difeso e pressato. Della serie: “Voi parlate, parlate pure… Io vi rispondo così. E noi speriamo che Antonio replichi sempre in questo modo alle critiche, perchè è la maniera migliore per farlo, sia per lui che per la squadra.

E ora si va a Firenze: L’avevo detto nello scorso editoriale: quella di mercoledì è una finale, da vincere ad ogni costo. Il Parma è stato bravo a portare a casa i tre punti, anche se non perde mai quel brutto vizio di complicarsi un po’ la vita da solo. La vittoria contro l’Atalanta, in ogni caso, è aria pura per i polmoni crociati, che ora possono guardare con un umore diverso alle prossime partite. Lunedì si va a Firenze, un campo storicamente ostico per il club ducale. Bisognerà essere concentrati e mettere in campo la stessa voglia di vincere e di soffrire vista al Tardini ieri sera. La Fiorentina, nonostante le assenze di Gomez e Cuadrado, resta una squadra davvero temibile, che fino alla fine lotterà per un posto al vertice. Se a questo aggiungiamo il fatto che il Parma in trasferta ha una certa difficoltà nel fare risultato… Potrei quasi azzardarmi a parlare di possibile salto di qualità, ma è una cosa che mi spaventa non poco: tutte le volte che il Parma era atteso a fare quel passo in avanti necessario, ha spesso fallito. Una cosa è certa: la vittoria contro l’Atalanta è un buon inizio, e va incalanato nei binari giusti. Su questo dovrà lavorare Donadoni in questi giorni che ci separano dalla prossima giornata.