Pensieri InCrociati: Parma-Atalanta 2-0, La semplicità ritrovata

Finalmente!
Quanti di voi hanno esclamato questa parola dopo il triplice fischio finale di Parma-Atalanta? Dopo un periodo un po’ nero (se guardiamo i risultati) ed un po’ “agrodolce” (guardando prestazioni e determinazione), finalmente il Parma è tornato alla vittoria. Lo ha fatto con una prestazione decisamente positiva, contro un avversario che non occuperà posizioni di prima fascia, ma che non era nemmeno da sottovalutare.
Semplicità, invece, è la parola con la quale ritengo che si possa descrivere al meglio la partita dei crociati.

vivogliamocosìLa semplicità ritrovata:  Convincente, mai in reale difficoltà, e con una discreta determinazione sui contrasti e sulle seconde palle: questo è il Parma che abbiamo potuto ammirare nel match di ieri. I crociati hanno giocato con tranquillità, facendo cose semplici ma con molta attenzione. Ed è proprio questo il viatico che ha permesso alla squadra di Donadoni di ritrovare la serenità, assieme ad una buona dose di convinzione; del resto quando tutta la squadra si muove bene e segue l’azione, è molto più facile prendere in mano il pallino del gioco, e soprattutto farlo in modo corale. Un Belfodil abbastanza ispirato ed un Biabiany in giornata positiva sono stati i primi che, sulle fasce si facevano vedere e chiamavano il pallone ai centrocampisti: questo ha permesso al Parma di portare su il pallone in maniera ordinata, dando un aiuto importante al centrocampo che era privo di Valdes, rimasto in panchina. Forse questa è stata l’indicazione più importante per Donadoni: senza Valdes come punto di riferimento nell’ impostare l’azione, infatti, i compagni invece di aspettare la palla in avanti hanno creato uno schieramento compatto, corto, lasciando diverse soluzioni di passaggio ai vari Parolo, Marchionni ed Ampuero. Non è un caso che addirittura Donadoni abbia dovuto indicare a Belfodil di tornare un po’ meno a ricevere il pallone e di accentrarsi ogni tanto, per lasciare spazio anche alle incursioni di Gobbi e per evitare che i due si pestassero i piedi.
E’ stato un Parma, quindi, che è sembrato privo di quei fantasmi che hanno annebbiato le prestazioni delle ultime gare.
Un Parma che ha puntato tutto sulla semplicità, ha giocato in maniera corale e compatta, ed ha portato a casa il risultato e i 3 punti.

Non solo Paletta: Non c’è niente da fare, la difesa crociata con Paletta alla guida è una retroguardia di tutto rispetto. Non si vuole certo togliere nulla ai suoi compagni di reparto, ma Gabriel sta facendo vedere di essere una sicurezza assoluta. Questa attenzione nei suoi confronti, giustissima e strameritata, sta però distogliendo le luci della ribalta da un giocatore che secondo me è stata una delle vere rivelazioni della stagione, ovvero Yohan Benalouane.
Benabanana, come lo abbiamo soprannominato qui in Redazione, ha compiuto una crescita davvero mostruosa durante la stagione in corso: arrivato con la fama di essere un difensore discontinuo, pasticcione e dal cartellino facile, ad inizio campionato non ha fatto molto per smentire i suoi detrattori. L’espulsione a Catania, ad esempio, stava dando ragione a tutti coloro che avevano criticato l’acquisto del difensore ex-Cesena. Ridendo e scherzando, però, il buon Yohan ha dimostrato di avere un’ottima tecnica (per quanto mi riguarda ha piedi da centrocampista), e soprattutto dopo l’episodio di Catania non ha più sbagliato. Da lui sono arrivate ottime prestazioni, senza sbavature e sempre con molta qualità e quantità, fino al suo gol contro il Pescara che in un certo modo ha consacrato la sua stagione.

fandiampueroE zitto zitto, Alvaro Ampuero…: L’abbiamo visto contro la Roma, in un match onestamente difficile, nel quale lo abbiamo visto particolarmente emozionato all’inizio e poi molto diligente ma forse un po’ impacciato. All’esordio in Serie A, subito convocato dal suo Perù e fatto giocare contro Trinidad & Tobago (amichevole che abbiamo seguito nonostante in Italia fosse notte fonda), in patria è finito su molte prime pagine. Su di lui in Perù c’è moltissima attenzione, del resto è considerato un ottimo talento e sta giocando per un campionato, quello italiano, che in Sud America ha ancora un fascino enorme. Si è parlato di lui moltissimo, anche a Parma. Lui, invece, è rimasto zitto. Ha parlato del suo esordio nella sala stampa dell’Olimpico, ovviamente sorridente ed emozionato, ma con molta umiltà. Da qualche parte ho letto che Ampuero sia timido: a me ha dato l’impressione contraria. E’ sceso in campo in Serie A, e davanti ai microfoni non ha dimostrato di aver paura, semplicemente ha fatto vedere di avere molta attenzione, oltre ad una buona dose di umiltà e di coscienza del fatto che deve lavorare molto per crescere e migliorare. Zitto zitto, è finito un’altra volta nel “dimenticatoio”. Poi dal nulla viene schierato ancora titolare da Donadoni, che nel post-partita ha rivelato di ammirarlo anche per come lavora durante la settimana, e senza che tu te ne accorga ti sta sbattendo in faccia una prestazione concreta, attenta e davvero positiva. Sempre oculato nel mantenere la sua posizione e a svolgere il compito che Donadoni gli ha dato, ha “giocato semplice” senza esagerare. Non ha nemmeno senso incensare un giovane talento, o creare troppe aspettative: questo giovane peruviano però lo terrei d’occhio per bene, perchè ha tutti i numeri per diventare un giocatore utile agli schemi di Donadoni con molta più frequenza.

Matematicamente salvi, ed ora il decimo posto: Anche la matematica premia il Parma, dopo la vittoria contro i bergamaschi. La salvezza ormai è in cassaforte, ora però bisogna puntare al decimo posto: come ha detto Pietro Leonardi nel post-partita, la vittoria di ieri è stato un ottimo viatico per arrivare alla sfida del 12 maggio contro il Bologna con una buona dose di positività e coscienza nei propri mezzi, e per far sì che sia davvero una festa anche durante la partita. Non dimentichiamoci però che mercoledì, a Trieste, si gioca contro il Cagliari che per ora occupa con noi proprio il decimo posto che, citando Ghirardi, è il nostro “scudetto”. Stiano tranquilli gli stewart del Tardini, non arriveranno invasioni di campo (visto che in caso di due vittorie, a Cagliari e contro il Bologna, il Parma sarebbe matematicamente decimo), però è importante puntarci e far vedere che il Parma visto ieri è una squadra tranquilla, convinta e ritrovata.
Bisogna dirlo: i segnali sono davvero confortanti.