Pensieri InCrociati: Paletta Salvaci Tu

Lo speaker del Tardini, quando prima della partita di ieri ha elencato i nomi dei giocatori che componevano la panchina crociata, ha annunciato Gabriel Paletta con quella suspense che normalmente viene riservata agli undici che scendono in campo. Il ritorno del pilastro argentino è la miglior notizia di una domenica abbastanza grigia; notizia che va a braccetto con l’arrivo di una sosta che permetterà allo stesso Paletta di rientrare in condizione, e darà un po’ di tempo ai crociati per cercare riordinare le idee. Il Parma è uscito dal campo con un punto, con qualche acciacco e soprattutto con molti dubbi. Una difesa che continua a paventare troppe difficoltà, un attacco che dipende troppo dalle prestazioni di un Cassano che non può fisiologicamente azzeccare tutte le partite, e un reparto, il centrocampo, composto da alcuni giocatori che sembrano non ritrovare più quella forma e quella serenità necessaria per fare bene, Valdes e Obi su tutti.

immaginapartitaperlucaPaletta salvaci tu: Il gol del pareggio, siglato con un perfetto colpo di testa dopo un preciso inserimento sul primo palo, è solo la ciliegina su una torta composta da prestazioni da 8 in pagella. La continuità di rendimento che Alessandro Lucarelli sta mettendo in campo quest’anno è davvero incredibile, e sta facendo risaltare ancora di più i limiti di Cassani e soprattutto Felipe. Il brasiliano, purtroppo, sta facendo tutto il possibile per far ricredere anche i più ottimisti: nulla da dire sulle qualità umane del ragazzo, per carità, ma diventa sempre più palese la difficoltà che riscontra nel mantenere costante l’attenzione difensiva per tutto l’arco dei 90′. Ho osservato il match dalla Curva Nord, ieri, e ho visto molta gente che quando riceveva palla lui si toccava scaramanticamente. Al di là di quest’aspetto folkoristico, alla sicurezza trasmessa da Lucarelli e Mirante (davvero ottimo anche ieri), fa da contraltare la precarietà che trasuda dalle giocate di Felipe e Cassani, con il secondo che alterna prestazioni sufficienti ad altre decisamente meno positive. Diventa difficile capire i motivi che portano all’esclusione di Mendes (che con la Juve aveva fatto molto bene) e di Benalouane. E’ pur vero che Cassani in attacco si sovrappone e di fatto fa il terzino, ma anche Benalouane, lo scorso anno, ha dimostrato di saper fare lo stesso con risultati molto positivi. In ogni caso la speranza è quella di recuperare Paletta per il match contro il Napoli (anche se sarà dura), per poter spostare ancora Lucarelli sul centrosinistra, con Gabriel al centro. Sistemare la difesa diventa ormai una priorità, e la sosta, da questo punto di vista, è un ottimo viatico per cercare di puntellare un reparto che da segnali preoccupanti.

obiunicasperanzaGargano e poi il vuoto: Quando un giocatore è importante per l’economia di una squadra lo si nota quando c’è, ma soprattutto toccando con mano la differenza quando non è presente in campo. L’assenza di Gargano ieri si è fatta sentire moltissimo, anche a causa dei giocatori che l’hanno sostituito che hanno dimostrato di non essere all’altezza, almeno prendendo in considerazione le prestazioni di ieri. Obi (che qualcuno acclamava da settimane) prima dell’infortunio stava già palesando delle difficoltà, dimostrando che forse non è ancora pronto dal punto di vista psicofisico. Valdes, che lo ha sostituito, credo che abbia azzeccato due passaggi nell’arco dei minuti in cui ha giocato. Questo ha costretto Parolo a fare gli straordinari (fino al 90′ ha corso per quattro), e soprattutto ha dimostrato per l’ennesima volta che se il centrocampo non gira diventa davvero difficile sia la fase difensiva che quella offensiva. La mancanza di un filtro che rompesse le azioni avversarie ha fatto sì che in più di un’occasione i giocatori della Lazio bucassero la linea mediana crociata con estrema facilità, mentre i troppi errori in fase di impostazione hanno complicato i tentativi di costruire azioni pericolose in attacco. A questo punto bisogna incrociare le dita affinchè a Parolo e Gargano non venga mai nemmeno un raffreddore, almeno fino a quando i possibili sostituti non abbiano raggiunto quell’equilibrio psicofisico necessario per poter rendere al meglio.

Marchetti, il Karma e Rizzoli: Dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, è successo qualcosa che onestamente non so se sia stato rimarcato dalle varie dirette televisive, ma che dalla Curva Nord si è potuto vedere con estrema facilità. L’arbitro è indeciso sul dare o meno un calcio d’angolo a favore del Parma. Probabilmente impallato da qualche giocatore non è riuscito a vedere chi sia stato l’ultimo a toccare il pallone, e i suoi assistenti non sono riusciti ad aiutarlo. Rizzoli allora decide, con estrema serenità e tranquillità, di avvicinarsi a Marchetti, per chiedergli (il labiale era inequivocabile) se l’avesse toccata o meno. Nel frattempo tutta la Curva, che ha visto chiaramente il tocco del portiere prima che il pallone uscisse sul fondo, sta rumoreggiando. Marchetti, con estrema onestà, ammette di aver toccato per ultimo il pallone, e l’arbitro assegna quindi l’angolo. Quando un arbitro del calibro di Rizzoli si comporta in questo modo, e con fermezza, serietà ma anche molta serenità fa una semplice domanda ad un giocatore, diventa difficile mentire, anche per il rispetto che si può provare verso un arbitro che, grazie al suo ottimo livello, non solo è internazionale, ma ha diretto fasi finali di Mondiali, Europei e Coppe europee. La Curva applaude a scena aperta questo gesto di sportività, come del resto verso la fine del match ha applaudito l’ingresso di Floccari. Sugli sviluppi del calcio d’angolo Sansone pasticcia servendo Valdes, parte il contropiede della Lazio e arriva il gol di Keita.
Marchetti probabilmente si starà domandando se il Karma, alla fine, esiste davvero.

L’Editorialista