Pensieri InCrociati: L’Evoluzione del Parma di Donadoni

Dopo una partita come quella di S.Siro diventa difficile riunire i molti temi da analizzare, visto che nel bene o nel male gli spunti dati dalla prestazione dei crociati contro l’Inter sono davvero tantissimi. Dall’atteggiamento della squadra, mai rinunciatario, alle disattenzioni difensive; da un Cassano sottotono, ed è quasi una notizia vista la continuità di rendimento mantenuta finora, alla doppietta del resuscitato Sansone; dal punto di S.Siro alle prossime due sfide contro Cagliari e Sampdoria… C’è molta carne sul fuoco, andiamo quindi con ordine.

NuovaimmaginecontestevidenzaL’evoluzione del Parma di Donadoni: Dall’inizio del campionato, ormai, cerco di spiegare l’evoluzione che Donadoni sta cercando di imporre alla squadra. Nella scorsa puntata di Calcio&Calcio, quando Enrico Boni ha parlato di un’involuzione del gioco del Parma, ho subito voluto rimarcare il fatto che i crociati, sotto la guida del tecnico, al contrario hanno lavorato moltissimo di compiere una crescita che, dopo i punti persi per strada a Udine, Verona, Genova e in casa contro il Bologna, sta ora iniziando a palesarsi in maniera decisa. Sono d’accordo sulle critiche rivolte all’allenatore quando si parla delle sostituzioni tardive, ma fatico a comprendere come non si possa vedere l’atteggiamento diverso con il quale il Parma affronti sfide come quelle di ieri sera: delle disattenzione difensive tratteremo in seguito, ma è davvero positivo vedere un Parma che a S.Siro passa in vantaggio, poi subisce un colpo che in passato sarebbe stato da KO (alzi la mano chi ha pensato che dopo l’uno-due inflitto dall’Inter, ad inizio secondo tempo, il Parma sarebbe crollato ed avrebbe subito la più classica delle imbarcate…), e nonostante questo non si perde d’animo, raggiunge il pareggio e prova addirittura a vincere fino alla fine. Per certi versi quella di ieri può considerarsi la quadratura del cerchio: Donadoni, infatti, fu chiamato a sostituire Colomba dopo che l’Inter, sempre a S.Siro, aveva passeggiato sul Parma, segnando 5 reti. Una squadra mai in partita, rinunciataria, e psicologicamente debole di fronte alle sfide contro una squadra più blasonata, soprattutto se in trasferta. Il tecnico bergamasco, fin dal suo arrivo, è però riuscito gradualmente ad infondere alla squadra un atteggiamento propositivo, e la sensazione è che quest’anno abbia anche i giocatori per riuscire a portare a termine la propria opera. Certo, si potrebbe obiettare che siamo alla 15a giornata e i punti persi per strada potrebbero risultare decisivi a fine campionato, ma partite come quelle di ieri, in alcuni frangenti, restituiscono al Parma una dimensione diversa, che da anni i tifosi crociati non erano più riusciti ad assaporare. Un Parma “ammazzagrandi” (per quelli che ancora pensano che sia un caso, si riguardino le sfide del S.Paolo e del Franchi, o il match casalingo contro il Milan…), mai domo e soprattutto che si allena per compiere quel passo in avanti a livello psicologico che lo potrebbe portare in alto. Non si parla di scudetto, nè di Champions League, ci mancherebbe, ma per arrivare a lottare per qualcosa di più di un decimo posto l’atteggiamento in campo diventa fondamentale.

leriserveLa rinascita di Sansone e le sofferenze di Cassano: Il ritorno in campo di Sansone è dipeso da una scelta del tecnico, qualche giornata fa, e per capire i motivi dell’esclusione (prima) e del suo ritorno in campo (poi) bisognerebbe andare ad analizzare gli allenamenti dei crociati dal ritiro ad oggi. Il ritorno al gol, però, dipende soprattutto dal giocatore stesso, e non vi erano dubbi sul fatto che Nick “Sunday” Sansone avrebbe atteso una sfida contro una grande, lui che ha praticamente fatto lo scalpo a tutte le big della Serie A. Certo, quel pallone ciccato a Napoli (liscio ripetuto poi ieri a S.Siro in un’azione quasi analoga) grida ancora vendetta, ma diciamo che le sue erano solo le prove generali… Se i gol del giovane furetto cresciuto in Germania affondano ulteriormente le possibilità di Amauri e Palladino, dall’altro restituiscono al giocatore una sicurezza nei propri mezzi che diventa utilissima alla squadra. Oltre a Cassano, infatti, ora c’è un altro giocatore che promette spettacolo, e che con Biabiany diventa imprevedibile in fase offensiva, anche se va fatto notare l’ottimo lavoro, indispensabile, in copertura di entrambe le “ali” di questo 4-3-3 Donadoniano. Non stiamo certo parlando nè di Gervinho nè di Cuadrado, ma per i crociati il recupero di Sansone è manna che cade dal cielo. Cassano, invece, ha sofferto troppo per quel naso recentemente fratturato. Che per lui non fosse una partita come tutte le altre lo si è capito dal riscaldamento: le prove durante la settimana con la mascherina protettiva erano andate bene, ma appena ha iniziato a respirare l’atmosfera di S.Siro è diventato insofferente, la tensione del match e la voglia di fare bene (magari anche per dimostrare qualcosa a qualcuno che ha la lacrima facile) hanno iniziato a condizionarlo al punto di decidere che la mascherina non gli avrebbe permesso di giocare liberamente. Il risultato è che la protezione in carbonio è durata la bellezza di 80 secondi circa, prima di volare fuori dal campo. Il resto del match di Cassano è stato abbastanza incolore, e vista la continuità di rendimento mantenuta finora, è quasi una notizia. Niente di preoccupante, ci mancherebbe, ma è comunque significativo che il Parma, nonostante un apporto minore del talento barese, abbia comunque giocato un’ottima partita e abbia messo sotto un’Inter che non sarà in forma smagliante, ma che è e resta una big del cacio italiano, che tra l’altro giocava davanti al proprio pubblico.

interparmafotocurvaIl turno di riposo della difesa: se da un lato vanno registrati i progressi fatti a livello offensivo e dal punto di vista dell’atteggiamento di tutta la squadra, la partita di ieri ha fotografato una difesa che, diciamo così, si è presa un turno di riposo. Difficile trovare qualcuno che non abbia commesso errori. Mirante sul gol di testa di Palacio è sembrato poco reattivo, anche se poi si è riscattato. Lucarelli, dopo 14 partite che neanche Baresi è sembrato un po’ disattento, Paletta procede verso il recupero e ha fatto vedere qualche sprazzo che ci ricorda quanto sia importante ai fini dei meccanismi difensivi, ma non è ancora al 100% e si vede, Cassani e Gobbi hanno sofferto le incursioni dei laterali nerazzurri. Certo, è fisiologico che un reparto possa vivere una giornata no, e soprattutto dopo la prestazione sfoggiata a Napoli è più facile che vengano sottolineati gli errori commessi, ma va comunque fatta più attenzione, soprattutto contro avversari del calibro di Palacio, Guarin ed Alvarez. La sensazione è che quando Paletta ritroverà il 100% della condizione anche la fase difensiva potrà crescere ulteriormente, anche se vedendolo in campo è ancora più facile pensare a quanto sia mancato prima.

abbracciodonacassanoParola d’ordine: vincere prima della sosta: Ora i crociati affronteranno due match che possono significare molto in chiave futura. Non ripeterò per l’ennesima volta che va dimostrata la capacità di compiere quel famoso passo in avanti (anche se in realtà l’ho appena fatto…), ma c’è il bisogno di dimostrare di saper giocare come fatto contro l’Inter anche contro squadre più abbordabili. Il Centenario meriterebbe già di suo un discorso a parte, per le motivazioni che può dare alla squadra, ma il Cagliari darà sicuramente del filo da torcere al Parma, perchè è una squadra che non molla mai, e che si è meritata fino in fondo i punti che ha in classifica. Tanto per essere chiari: il Cagliari non è il Bologna. 7 giorni dopo si andrà a Genova, sponda blucerchiata, contro un gruppo rigenerato dal cambio alla guida tecnica. Due sfide, 180 minuti, per capire a cosa si potrà puntare nel 2014. La strada è lunga, certo, ma con 6 punti in più il panettone avrà un gusto decisamente migliore.

L’Editorialista