Pensieri InCrociati: L’Albero e le Palle…

NuovaimmaginecontesteevidenzaL’ALBERO E LE PALLE – Il Parma visto contro la Sampdoria nel primo tempo ha fatto l’albero, e nel secondo ci ha messo le palle. Mi rendo conto che la metafora è un po’ forte, ma rispecchia perfettamente ciò che si è visto a Marassi. Donadoni, del resto, aveva detto alla vigilia che sarebbero serviti proprio gli attributi contro una squadra motivata al massimo dal cambio in panchina, e che nelle ultime uscite aveva dimostrato di aver trovato una certa quadratura proprio grazie al carattere e alla determinazione. Nei primi 45′, però, il Parma ha messo in campo solo “l’albero”, ovvero quel 4-3-3 che funziona perfettamente contro squadre che cercano di imporre il proprio gioco, ma che lascia ancora parecchio a desiderare quando dev’essere proprio il Parma a scardinare le difese nemiche, schierate ad attenderlo. Nella seconda frazione, però, i crociati hanno aggiunto “le palle” al proprio albero, riversando in campo quell’agonismo che sempre vorremmo vedere. Certo, qualche scivolone e qualche errore hanno causato qualche contropiede di troppo, ma alla fine il calcio è anche questo, esistono anche gli avversari, e quelli di ieri, con la voce di Mihajlovic a fine partita, hanno dato al Parma il merito di averci provato maggiormente e di aver ottenuto meno di quello che avrebbe meritato. Le parole di Mihajlovic, se vogliamo, sono l’ultimo atto di un film che va in onda ormai dall’inizio del campionato. Chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che è esattamente così: per le prestazioni viste sul campo, il Parma meriterebbe almeno 7 o 8 punti in più rispetto ai 20 ottenuti prima della sosta natalizia. Sfortuna? Forse. Errori arbitrali? Qualcuno. Non bisogna però mai dimenticare i demeriti dell’undici di Donadoni, non tanto per affondare o criticare una squadra, ma per cercare di spronare la stessa a fare quel maledetto, famoso e agognato passo in avanti alla ricerca di una continuità convincente. Troppo bello il Parma di Napoli, troppo brutto quello visto contro il Cagliari. Troppo timoroso il Parma del primo tempo di ieri, e troppo coraggioso quello del secondo tempo (cosa che non è un male, anzi). La via di mezzo, dice un vecchio detto, è sempre la migliore. In questo caso la via di mezzo è proprio quella continuità che va trovata il prima possibile, perchè nella classifica non viene assegnato nessun punto per le prestazioni. La squadra è molto valida, è ben assortita, ha valori molto interessanti e soprattutto un potenziale ed un margine di miglioramento davvero interessante. L’anno scorso si giocava meglio in casa che in trasferta, ed il Parma si è reso protagonista di un girone di andata spettacolare mentre in quello di ritorno ha viaggiato con il freno a mano tirato. Bene, quest’anno pare che si giochi meglio in trasferta che in casa, ed il girone di andata, dal punto di vista dei risultati, è stato altalenante. Ancora un paio di partite e si riparte per un altro viaggio lungo 19 gare: l’obbiettivo è quello di dimostrare quello che il Parma vale veramente.

lucarelliCAPITAN CARATTERE – Abbiamo parlato di agonismo, qualche riga più in su. Ecco, Alessandro Lucarelli, da questo punto di vista, è da prendere ad esempio. E’ stato uno spettacolo puro, ieri pomeriggio, vedere com’è rientrato dagli spogliatoi dopo un primo tempo abbastanza contratto da parte di tutta la squadra. Il suo volto era cambiato, e si è visto fin dai primi contrasti. Gli anticipi si sono fatti più decisi, i contrasti più cattivi (sportivamente parlando, off course), e le urla verso i compagni più presenti. Dopo un fallo subito, non ha perso nemmeno mezzo secondo per rifiatare, ha preso il pallone in mano per cercare di riprendere il gioco il prima possibile, arrivando quasi alle mani con un avversario. Non era al limite dell’area, era a centrocampo. La Sampdoria non era scoperta, era ben schierata dietro la linea del pallone. Non erano gli ultimi minuti, mancavano anzi più di 20 giri d’orologio alla fine. Non c’era forse nessun motivo per affrettare la battuta della punizione. Invece un motivo c’era, e Capitan Lucarelli ne è la dimostrazione sul campo. Fino a quando non si raggiunge un obbiettivo, sul campo, non ci si rilassa. Certo, è importante saper alzare e abbassare i ritmi alla bisogna, ma la determinazione dev’essere presente sempre, dal fischio d’inizio fino all’ultimo secondo di recupero. Ogni tanto forse esagererà, alzerà i toni protestando contro gli arbitri, ma giù il cappello di fronte a Lucarelli, e non solo per questa prima parte di stagione giocata ad altissimi livelli.

CARO BABBO NATALE… – Se dovessi compilare una lista con i miei desideri per Natale ci sarebbero molte cose che vorrei chiedere. La continuità, ad esempio. O che si sblocchi Amauri. Mi piacerebbe anche che Biabiany venga assalito da una cattiveria agonistica ogni volta che deve puntare un uomo, e che i suoi piedi si addolciscano quando sta per crossare; che Benalouane giochi più partite, e che magari non venga ceduto; che qualcuno ci dica presto come andrà a finire la storia di Cassano; che sia un 2014 pieno di rigori, a favore e non contro; che la squadra riesca a trascinare i propri tifosi attraverso delle prestazioni convincenti, perchè non riesco a smettere di pensare che se il Parma al Tardini giocasse come nel secondo tempo visto ieri sui gradoni di casa farebbe molto meno freddo. Tutte cose banali? Forse sì, ma del resto Babbo Natale non esiste (spero di non aver sconvolto nessuno con questa affermazione), e quindi mi limito ad augurarmi che tutti, dall’inizio alla fine, ci credano. Che i tifosi credano in questa squadra, e che quest’ultima creda in sè stessa. Che Donadoni creda alle possibili sostituzioni che magari gli balenano in mente anche se non è ancora scoccato l’83’. Che Ghirardi diventi meno triste e che Leonardi a gennaio continui a fare miracoli. E ovviamente auguro a tutti voi lettori che rendete ParmaFanzine.it sempre più grande uno splendido Natale ed un divertente, divertentissimo 2014.

L’Editorialista